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Ex Savam di Altare, il Comitato: “Un tavolo con Comune e Prefettura per risolvere il problema”

Nei giorni scorsi il Comitato del centro storico per la riqualificazione delle aree ex Savam ha ricevuto la risposta all'esposto

Altare. Continua la polemica sulla riqualificazione delle ex vetrerie Savam. Nei giorni scorsi il Comitato del centro storico per la riqualificazione delle aree ex Savam ha ricevuto la risposta all’esposto presentato il 7 settembre alla Prefettura di Savona.

Dall’Ufficio del Governo hanno fatto presente che “il Comune di Altare ha comunicato di aver proceduto da tempo a richiedere la sistemazione dell’area mediante diverse iniziative, all’esito delle quali Città del Vetro srl, società proprietaria dell’area delle ex vetrerie Savam, ha provveduto alla sistemazione dei ponteggi, ripristinato la rete di protezione, installato le luci di segnalazione e la segnaletica di divieto di transito e deviazione del percorso epdonale nell’area interessata”.

“Per quanto attiene la sistemazione di rio Gavello, il Comune di Altare comunica di aver provveduto a rilasciare il permesso di costruire relativo alle opere di rifacimento, a seguito del rilascio, da parte della Regione Liguria, dell’autorizzazione all’esecuzione dei lavori idraulici di mitigazione del rischio”.

Immediata la replica del Comitato, che in una risposta alla missiva ha reso noto alla Prefettura che “l’attività di sistemazione, che dovrebbe essere ordinaria, quindi del tutto irrilevante per quanto lamentato, fu svolta prima della segnalazione del Comitato del mese di settembre. Quanto segnalato il 7 settembre rappresenta una situazione molto più complessa della semplice ‘sistemazione’ dei ponteggi, delle reti di recinzione c luci annesse, tema sul quale non si sarebbe certamente costituito il comitato”.

“Durante gli incontri avuti con l’amministrazione comunale è stata manifestala dal sindaco la più viva preoccupazione per la difficoltà ad interloquire in maniera costruttiva con la proprietà privata, per cui sorprende e rammarica la risposta fornita dal Comune di Altare, che sembrerebbe mirata a minimizzare la situazione, lasciando intendere che sia stata risolta col minimale intervento ivi indicato. In tema di ponteggio insistiamo che il medesimo ingombra il marciapiede pubblico da oltre 15 anni, avendone sottratto l’uso alla collettività per un periodo divenuto irragionevole, in quanto oltrepassa lo scopo di cantierizzazione e messa in sicurezza temporanea per il quale fu installato, avendo ormai concretizzato de facto una inammissibile occupazione definitiva dell’infrastruttura stradale”.

Per questo motivo il comitato chiede “che la Prefettura voglia convocare il Comune di Altare, il nostro Comitato e tutte le altre istituzioni ritenute più opportune (ad esempio: assessorato regionale all’urbanistica e tutela del paesaggio. Soprintendenza ai beni culturali che ha imposto un vincolo sull’area), al fine di individuare e coordinare sul piano amministrativo e tecnico-operativo tutte le azioni necessarie per risolvere l’annoso problema, il quale non è più tollerabile dalla cittadinanza, che non riesce ad ottenere una qualche soluzione secondo un normale iter amministrativo (che dovrebbe procedere d’ufficio) mirato alla tutela della pubblica incolumità, del decoro e della salubrità pubblica”.

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