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Emergenza Covid negli ospedali: in arrivo oltre 500 infermieri e 40 operatori sanitari

Alisa sotto accusa e oggi la protesta davanti al pronto soccorso del San Martino: lungo braccio di ferro

Liguria. A margine della protesta simbolica di questo pomeriggio davanti al pronto soccorso del policlinico San Martino, la Uil-Fpl e i lavoratori della sanità e del comparto socio sanitario, di tutte le strutture pubbliche e private del territorio ligure, hanno scritto al presidente/assessore Giovanni Toti.

Ecco la lettera sottoscritta dal personale sanitario:

Egregio Presidente,
le recenti elezioni regionali con il clamoroso successo che ha conseguito la sua persona e la coalizione politica che ha sostenuto la sua proposta programmatica, per affrontare i molteplici problemi della Liguria, a partire dal dramma della pandemia, le consegnano una forza democratica di enormi proporzioni.
Lei ha un pieno mandato per decidere, senza perdere un minuto in inutili spot, quello che bisogna fare e che bisognava aver già fatto.
La prima cosa da fare – e che bisognava aver già fatto – era assumere personale sanitario medici, infermieri, OSS, tecnici, amministrativi da utilizzare in prima linea nella guerra al Covid.
Una guerra che non era finita nei mesi caldi ma che anzi si sta dimostrando durissima per chi la deve combattere nelle corsie degli ospedali.
La seconda cosa da fare – e che bisognava aver già fatto – è rimuovere gli incompetenti in un’organizzazione del sistema sanitario sbagliato fondato su un uomo solo al comando. Alisa non si doveva fare, ma lei ha il dovere oggi di farla funzionare.
Scelga una guida competente senza bilancini politici ma in grado di conoscere la Liguria i in profondità. Presidente e anche assessore Toti, su di lei oggi pesa un enorme responsabilità quella di decidere e di farlo al meglio. La situazione che viviamo e vivremo è drammatica ed è completamente fuori controllo: individui senza perdere tempo un ristretto gruppo di persone in grado di affrontare la questione.
Dal Ponente ligure al Levante, ospedali e RSA vedono in personale in estrema difficoltà a cui si vogliono togliere ferie e permessi invece di garantire ricambi e sostituzioni. C’è ancora poco tempo. Non lo sprechi.

Alle richieste è arrivata una immediata risposta: la direzione del Policlinico San Martino di Genova ha dichiarato di essere in procinto di assumere oltre 500 infermieri a chiamata diretta e oltre 40 operatori interinali nell’immediato futuro. Saranno allestite le visite mediche per il personale da assumere con una procedura appositamente dedicata che non venga intralciata da difficoltà burocratiche e sanitarie. Una decisione che viene accolta con soddisfazione dai sindacati, che negli ultimi giorni erano in fibrillazione per la ventilata possibilità di bloccare ferie e permessi ai lavoratori vista l’attuale emergenza sanitaria in corso.

Da questo bacino potranno attingere anche le altre aziende sanitarie “nella speranza – aggiunge la Cisl – che le drammatiche condizioni causate anche dal ritardo con cui la macchina organizzativa si è mossa sino ad ora possano essere superate, dando a tutti gli infermieri e operatori sanitari vari il modo di rifiatare, e ai pazienti di ottenere ciò che gli spetta di diritto. Speriamo vivamente che d’ora in poi la “visione organizzativa d’assieme” da noi auspicata abbia finalmente luogo, unitamente a quella indispensabile razionalizzazione interaziendale delle attività, che ad oggi non si è ancora vista”.

Uno dei maggiori problemi che ancora una volta la nostra sanità sta affrontando è quello dei reparti chiusi per recuperare personale da dedicare alla lotta al virus o riconvertiti a reparto Covid. “Non ci sono solo i pazienti colpiti dalla pandemia – scrivono Gabriele Bertocchi e Andrea Manfredi, rispettivamente, segretario generale e operatore federazione Cisl Fp Liguria – ma anche tutti quelli che sono afflitti da altre patologie e che hanno parimenti diritto ad essere curati. Basti pensare che oggi sul territorio genovese non esiste una pneumologia che non sia Covid. E quanto sin qui segnalato per il Policlinico San Martino, vale per tutte le altre realtà sanitarie pubbliche”.

“Dopo la nostra minaccia di sciopero in sanità, dal San Martino qualcosa si muove. Dopo l’uscita della settimana scorsa, tanto inopportuna quanto maldestra del Commissario straordinario di Alisa, siamo intervenuti sia a livello regionale e metropolitano sia a livello aziendale manifestando tutta la nostra rabbia per un ulteriore accanimento nei confronti degli operatori della sanità oggi drammaticamente impegnati nella lotta al Covid 19 – affermano Maurizio Gualdi segretario generale Fp Cgil Genova e Valentina Piccolo funzionaria Fp Cgil Genova -. Abbiamo denunciato una situazione sempre più pesante conseguenza anche dei mancati investimenti di questi anni nel Servizio Sanitario Regionale”.

“Oggi un possibile primo segnale positivo: il presidente Giovanni Toti annuncia la delibera, da parte del Policlinico San Martino, di un bando per l’assunzione di 500 infermieri. Ma non bastano gli annunci: serve rapidamente nelle corsie, nelle sale operatorie, nei pronto soccorso, sul territorio l’inserimento di nuovi medici, infermieri, tecnici, operatori socio sanitari e tutte le figure necessarie per affrontare questa emergenza e costruire, attraverso percorsi di stabilizzazione, la sanità pubblica oltre il Covid. Non ci fermiamo! Le nostre priorità sono: assunzioni, sicurezza, trasparenza nelle comunicazioni, coinvolgimento e rispetto” concludono.

“La seconda ondata era stata prevista: sono state stanziate dal Governo risorse e previsti strumenti ad hoc. In questi mesi abbiamo visto che se si fa tracciamento e si seguono le prescrizioni di sicurezza si può convivere con virus e continuare a vivere e lavorare. Fino ad agosto la Regione ha dato grandi segnali di ottimismo, senza strutturare adeguatamente il sistema sanitario. Oggi ci ritroviamo di nuovo da capo. Dovevano essere avviate assunzioni massive e costituiti piani flessibili di potenziamento delle attività territoriali e di prossimità” aggiungono ancora Federico Vesigna e Fulvia Veirana della Cgil Liguria.

“Ci troviamo di nuovo con gli ospedali pieni, il personale stremato e i cittadini soli e chiusi in casa. Prendiamo atto positivamente delle prime reazioni alla nostra decisa presa di posizione a difesa dei lavoratori della sanità, pronti a mobilitarci a difesa delle loro condizioni. Sono state annunciate le prime 540 assunzioni dirette fra infermieri ed oss e di 30 medici, le quali selezioni verranno avviate a cura del San Martino e serviranno a sanare parzialmente le carenze dell’area genovese. Nel frattempo anche le altre Asl della regione stanno avviando analoghe selezioni. Apprezziamo il cambio di passo della Presidente che ha annunciato di voler ripristinare al più presto tutti i confronti sulla sanità, ne misureremo passo passo l’efficacia” concludono.

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