IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Dpcm e trasporti, studenti savonesi sul piede di guerra: scioperi in vari istituti della provincia

Adesione "a macchia di leopardo", nulla di strutturato ma tanti studenti hanno deciso di non presentarsi in classe

Più informazioni su

Savona. Per alcuni è un Dpcm che non regala certezze. Per altri è la situazione del trasporto pubblico, come già la scorsa settimana. Le ragioni sono diverse e anche un po’ confuse, quindi, ma il malumore è lo stesso, e anche molto concreto. E così diversi studenti savonesi, oggi, hanno deciso di scioperare e non presentarsi a lezione.

La protesta, al momento, non sembra essere “strutturata”. A innescarla infatti è stato un tam tam su WhatsApp nelle ultime ore. Impossibile quindi organizzare qualcosa in tempo e, di conseguenza, fare una stima di quanti ragazzi abbiano aderito. Quel che è certo è che da diversi istituti della provincia si segnalano classi “decimate” o assenti in blocco (mentre altre sono regolarmente impegnate a fare lezione).

A Savona la protesta sembra aver attecchito soprattutto al liceo Chiabrera-Martini, dove ci sono diverse classi vuote, e all’Ipsia Mazzini-Da Vinci, dove in alcune aule gli studenti sono meno della metà e le “assenze” sono significative pure nei gruppi che questa settimana hanno la didattica a distanza. Numeri importanti anche allo Scientifico, dove alcune classi hanno aderito in toto. Partecipazione minore invece al liceo Della Rovere, dove i ragazzi riferiscono solo dell’assenza di qualche singolo.

Situazione simile nel resto della provincia: al momento giungono segnalazioni di assenze consistenti da Loano (Ragioneria), Alassio (Alberghiero) e Finale Ligure (Issel e Alberghiero).

Nel frattempo la consulta studentesca di Savona, “viste le numerose proposte di sciopero arrivate”, è al lavoro per organizzare qualcosa di più strutturato. Con la raccomandazione, però, di farlo solo “con lo scopo di manifestare un disagio e non esclusivamente per saltare scuola”.

In una lettera, #lavocedeglistudenti spiega il motivo dello sciopero.

Cordiali docenti e dirigenti scolastici, il nome scelto per questo sciopero potrà risultarvi inusuale perché contenente un cancelletto, simbolo che noi giovani apostrofiamo abitualmente come hashtag. Il motivo di questa scelta? L’abbiamo fatta perché nel 2020 ormai, per far passare un messaggio forte, è quasi obbligatorio rivolgersi ai social. È proprio per merito di questo grande strumento di comunicazione se siamo riusciti a diffondere il nostro appello, il quale allo stato attuale ha ottenuto circa 4000 adesioni da parte dei ragazzi liguri.

La domanda che vi starete ponendo è: perché abbiamo organizzato tutto questo?

La risposta è semplice ed immediata: siamo stanchi di dover portare a scuola oggetti non strettamente legati alla didattica, quali per esempio coperte per scaldarci durante le ore scolastiche. Siamo stufi anche di essere obbligati a tenere la mascherina tutto il giorno a causa del mancato distanziamento nelle classi, in aule oltretutto nelle quali spesso si scopre che non viene nemmeno operata la prevista e necessaria sanificazione. Siamo esasperati inoltre dal fatto di non avere ancora tutti i docenti, nonostante le scuole abbiano riaperto da ormai più di un mese e mezzo. Siamo stanchi poi di non avere dei percorsi d’entrata e d’uscita designati per ogni classe (questo vale solo per alcuni istituti), con la conseguente creazione di assembramenti che vanificano gli sforzi messi in pratica in classe.

Inoltre un altro punto all’ordine del giorno è quello riguardante i trasporti pubblici, servizi che volenti o nolenti tutti noi studenti siamo obbligati ad utilizzare almeno una volta al giorno.

Gli organi istituzionali avevano assicurato ai cittadini che gli autobus non sarebbero stati pieni, promessa che in realtà è sempre stata lontanissima dall’essere concretizzata, dato che già dal primo giorno di scuola i bus ed i treni hanno iniziato ad essere stracolmi di utenti ammassati, in scene che hanno ricordato a molti dei veri e propri “carri bestiame”. In essi oltretutto le distanze sociali non sono fisicamente rispettabili se si vuole arrivare in orario a scuola.

Nonostante questo alcune scuole hanno revocato il modulo d’uscita anticipata per gli studenti che abitano in città o zone lontane dagli istituti, costringendo così questi ragazzi ad attendere anche per ore il mezzo successivo, spesso sempre e comunque troppo pieno.

Cosa pensiamo di ottenere? Il nostro scopo è quello di avere una maggiore sicurezza e più tutele per la nostra salute, a partire dal tema delle aule fino a quello dei trasporti pubblici. Non possiamo accettare che in un momento delicato come questo non vengano sanificate le classi e che non venga mantenuto il corretto distanziamento sociale.

Pertanto chiediamo a chi di dovere:
– Più attenzione alla sanificazione delle aule a fine giornata e nel cambio dell’ora, come da normativa.
– Sistemi alternativi alle finestre spalancate con 10 gradi di temperatura percepiti, oltretutto facendoci stare seduti in piena corrente, causando quindi diversi sintomi riconducibili al Covid-19 che sarebbe meglio evitare per non sovraccaricare un sistema sanitario già in evidente affanno.
– Più elasticità negli orari di entrata ed uscita, data talvolta l’impossibilità di prendere i mezzi pubblici.

Proprio perché la scuola ci insegna a sviluppare un senso critico che ci possa permettere di affrontare al meglio le sfide che ci presenta la vita, oggi ci ritroviamo a fare quest’assenza, la quale per molti sarà anche ingiustificata.

Chiediamo la massima collaborazione da parte di docenti e dirigenti: state certi che noi saremo pronti a fare lo stesso, sottolineando però che se non dovesse cambiare niente saremmo pronti a riproporre uno sciopero con le modalità di quello odierno.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Tolleranza

    Non li vedo così preoccupati per la loro salute quando girano per Savona senza mascherina. Mai un vigile a fare multe.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.