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Decreti e ordinanze di Governo e Regione, confusione e incertezza regnano sovrane

Difficile per i cittadini districarsi fra tutte le norme, mentre si pensa già a un lockdown “leggero”

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Savona. La confusione regna sovrana sotto il cielo d’Italia, e forse in Liguria ancora un po’ di più. È difficile districarsi tra i famosi (o famigerati) Dpcm di Conte, le ordinanze regionali e sindacali e qualche altro editto che ci sfugge.

Non solo. Il virus (su questo sono tutti d’accordo) è ormai fuori controllo, il contagio avanza con ritmi esponenziali, gli ospedali sono in crisi e i vari provvedimenti, governativi e regionali, non fanno altro che inseguire il virus anziché anticiparlo. Tanto che non sembra così campata in aria la proposta in base alla quale sarebbe forse meglio chiudere tutto – fuorché le attività produttive e quelle essenziali – anziché morire così a poco a poco, per mancanza di ossigeno. Il problema è che non esiste la certezza che neppure questa sarebbe la strada giusta, assicurata solo con l’arrivo del vaccino.

Incertezza e confusione colpiscono ancora e sempre i comparti già messi a dura prova dalle limitazioni degli ultimi giorni, i cui titolari non fanno in tempo ad adeguarsi o reinventarsi senza che gli arrivino addosso altri divieti. Inoltre, alcuni veicoli di contagio, come i trasporti pubblici, rappresentano un problema non risolvibile. In treno e sui bus meno si è e meglio è, senza indugiare in pericolosi distinguo.

Intendiamoci bene. Tutto ciò che abbiamo appena descritto non deve costituire un alibi per non seguire le regole. Bisogna stare distanziati, evitare assembramenti, indossare sempre e correttamente la mascherina, uscire di casa meno che si può, incontrare nelle proprie abitazioni meno gente possibile. Arriviamo così al tema centrale di queste nostre riflessioni, l’ultima ordinanza di Toti per questo weekend, ritenuto particolarmente pericoloso perché coincide con Halloween.

Contiene alcuni passaggi di dubbia interpretazione, ad esempio quando istituisce il “coprifuoco” sul modello Genova dalle 21 alle 6 del giorno successivo “fatti salvi la possibilità di accesso alle abitazioni” e – udite udite – “agli esercizi commerciali legittimamente aperti”. Cioè molti. Bisognerà però andare a prendersi il cibo da soli, non è consentito muoversi neppure in coppia. Noi di IVG crediamo di aver fatto la nostra parte, spiegando nel dettaglio (leggi qui) l’ordinanza della Regione adottata per Genova e che dovrebbe essere estesa a tutta la Liguria, in attesa del testo ufficiale e delle sue interpretazioni: accadrà tra poco.

Da aggiungere ancora due o tre cose. Per il 9 novembre è già praticamente previsto un lockdown definito “leggero”, l’arrivo del freddo vero aggraverà la situazione, inutile coltivare speranze per le feste di Natale. Un quadro difficile, ma forse sarebbe meglio che Stato e Regioni parlassero chiaro agli italiani, perché questo stillicidio è il male peggiore.

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