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Dad e Ddi: le nuove sigle della scuola ai tempi del Covid

Il Ministero dell’Istruzione ha chiesto agli istituti di dotarsi di un piano per l’attivazione della didattica digitale integrata

Savona. A poco più di un mese dalla riapertura delle scuole e con l’incognita di un nuovo possibile lockdown generalizzato per l’emergenza Covid e la seconda ondata del virus, torna di moda una sigla che ha accompagnato alunni e studenti nella scorsa primavera, ovvero Dad – Didattica a distanza. Tuttavia a questa dicitura se ne sta facendo largo un’altra, la Ddi – Didattica digitale integrata.

La seconda è una new entry nel panorama dell’insegnamento ai tempi del Covid.

DIDATTICA A DISTANZA
A partire dallo scorso marzo, le scuole di tutto il Paese si sono servite didattica a distanza (Dad) per concludere l’anno scolastico 2019/2020 in sicurezza. Non potendo recarsi fisicamente a scuola, infatti, gli alunni e le alunne di ogni ordine e grado hanno fatto uso delle nuove tecnologie per seguire online, da casa, le lezioni degli insegnanti, che solitamente si svolgevano in diretta tramite piattaforme digitali come Microsoft Teams, Skype o G Suite. Una vera e propria “aula virtuale”, insomma, costruita sulla necessità di far fronte alla pandemia.

Grazie anche a registrazioni audio, video, slide e file digitali, dunque, la didattica è potuta proseguire nel rispetto dei programmi e delle direttive nazionali. E, nonostante alcune iniziali difficoltà e numerose polemiche, si è protratta sino a giugno.

DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA
La didattica digitale integrata (Ddi), invece, è stata inaugurata all’inizio del nuovo anno scolastico ed è complementare alla tradizionale didattica in presenza. Gli studenti, infatti, si recano a scuola per un tot di ore alla settimana (che di norma variano da istituto a istituto) e, nelle restanti, seguono le lezioni da casa tramite le metodologie già sperimentate con la Dad: lezioni online, materiali digitali e così via.

Chi ha già attivato o dovrà attivare la Ddi?
Attualmente, la Ddi è stata attivata per lo più nelle scuole secondarie di secondo grado (le scuole superiori) ma, in caso di nuove restrizioni, dovrà essere applicata anche a tutti gli altri ordini scolastici (infanzia, primaria, scuola secondaria di primo grado). Il Ministero dell’Istruzione, infatti, ha chiesto agli istituti di dotarsi in partenza di un piano per l’attivazione della didattica digitale integrata, così da non trovarsi impreparati in caso di necessità.

Come funziona la Ddi per studenti con bisogni educativi speciali?
Così come accade per la tradizionale didattica in presenza, anche la Ddi terrà conto degli studenti e delle studentesse con bisogni educativi speciali: gli insegnanti dovranno attenersi al piano personalizzato dall’alunno o dell’alunna, adattando le opportunità offerte dalla didattica digitale integrata alle sue esigenze.

Cosa succederà in caso di un nuovo lockdown totale?
Probabilmente, in caso di un nuovo lockdown nazionale che non permetterà agli alunni di recarsi fisicamente a scuola, si opterà per una Ddi “esclusiva”: una didattica, cioè, che si svolgerà esclusivamente in via telematica (così come è stato con la Dad).

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