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Covid, Toti: “Potremmo trasferire a Cairo e Albenga i malati di Genova e Savona” foto

Il provvedimento permetterebbe di sgravare gli ospedali più in difficoltà

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Liguria. Nelle prossime ore la Regione Liguria potrebbe decidere di trasferire alcuni malati di Covid-19 negli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte per sgravare in parte gli ospedali di Genova e, in misura minore, Savona. Lo ha annunciato questa sera il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del consueto punto stampa sull’epidemia. Al momento, comunque, non ci sono ancora tempistiche né decisioni ufficiali.

“Levante e ponente della regione sono sotto la media nazionale dal punto di vista del contagio, mentre nella città di Genova la situazione è più complessa e di molto – ha spiegato il presidente – In Asl2 e Asl5 c’è un lieve calo dei positivi, mentre San Martino e Villa Scassi hanno ricevuto diversi ricoverati in più. Fortunatamente le terapie intensive restano stabili”. QUI i dati di oggi sul contagio e i ricoverati.

Scendendo nel dettaglio: “L’incidenza di positivi in Liguria è elevata, anche se occorre tenere conto dell’alterazione del dato statistico data da gran parte dei tamponi molecolari che sono conferme di positività. Al numero di tamponi, inoltre, occorre aggiungere un crescente numero di tamponi rapidi antigenici, circa 3000. Abbiamo una regione a due velocità, le ‘ali’ di ponente e levante sono sotto la media nazionale, mentre a Genova la situazione è molto più complicata. Le terapie intensive restano stabili, si conferma il trend divergente tra ricoveri ospedalieri e pazienti gravi già registrato nelle ultime settimane. Da domani l’Evangelico diventerà covid hospital, a sostegno soprattutto del Villa Scassi che in questi giorni ha patito l’urto del ponente della città”.

“Da domani sarà disponibile un’aggiunta di posti letto sulla città di Genova, e nelle prossime ore – ha annunciato Toti – è possibile che si decida la trasformazione degli ospedali di Albenga e Cairo a sostegno del volume di malati sulla città metropolitana“. I nosocomi accoglierebbero dunque i pazienti genovesi, ma non solo: il provvedimento permetterebbe di affrontare anche “l’aumento dei malati nella stessa Savona, comunque limitato“.

“Da questa eventuale azione, se mai ce ne fosse bisogno, potrebbero essere ricavati altri 130 posti letto. Per quanto riguarda invece le strutture extraospedaliere una ha già aperto oggi, un’altra aprirà a metà della settimana prossima e le ultime a cavallo dell’ultima settimana di ottobre. Contiamo di avere 200 posti aggiuntivi a scaglioni di 60 nelle prossime tre settimane. Osserviamo con grande attenzione il dato delle intensive, della mortalità e della disponibilità dei posti letto, nella consapevolezza che occorre prendere misure per frenare il contagio, cosa che abbiamo fatto insieme al sindaco Bucci tra i primi in Italia senza alcun indugio. Le misure sono state prese, cerchiamo di lavorare tutti con grande equilibrio tenendo presenti le esigenze di una città e della nostra sanità, evitando le oscillazioni eccessive tra l’euforia del ‘tutti fuori’ e il terrore del ‘tutti dentro’. Se ci sarà bisogno siamo pronti a ulteriori azioni, ma sempre opportunamente calibrate sull’andamento del contagio”.

Parole in netta contrapposizione con le richieste degli amministratori locali: non più tardi di questa mattina, infatti, al termine di un incontro in videoconferenza del Distretto sociosanitario delle Bormide per discutere dell’ospedale di Cairo e della situazione della sanità in Valbormida, il sindaco Paolo Lambertini aveva lanciato alla Regione una richiesta precisa. “Chiediamo che in caso di peggioramento della pandemia l’ospedale rimanga attivo e diventi un presidio covid free, con un suo ruolo specifico all’interno della provincia. Non vogliamo assistere nuovamente alla sua chiusura e allo svuotamento del personale inviato in altre strutture”. QUI l’articolo.

Secondo il bollettino diffuso oggi, gli ospedalizzati in tutta la Regione sono 631 (ieri erano 574): di questi 50 (-2 da ieri), di cui 2 in terapia intensiva (-1 da ieri), sono ricoverati nel territorio di Asl2.

“Occorre andare al pronto soccorso solo se si è davvero in grande necessità – ha detto ancora Toti – non è il posto dove andare per fare un tampone perché si mette a rischio l’efficienza dell’intero sistema, oltre alla propria salute. È fondamentale rivolgersi in primo luogo alla rete dei medici di famiglia che stanno lavorando con noi anche per aprire ulteriori punti di screening da lunedì prossimo. Nervi saldi: la situazione è complessa ma per nulla fuori controllo, come qualcuno vorrebbe far credere. Stiamo facendo tutto quello che serve per tenere in sicurezza la nostra città e la nostra regione”.

A proposito del fascicolo aperto dalla Procura di Genova il presidente Toti ha commentato: “Ben venga qualsiasi approfondimento di persone competenti che aiuteranno a fugare i dubbi dei molti incompetenti che continuano a ripetere cose vaneggianti. Con la Procura di Genova abbiamo da sempre un rapporto di rispetto e collaborazione reciproca, sono certo che farà il suo lavoro con puntualità, precisione senza intoppi per il nostro impegno sanitario”.

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