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Covid, la Uil-Fpl: Serve un cambio di strategia: tamponi e screening continuativi al personale sanitario”

"Basta con le promesse sugli aumenti di stipendio, servono le risorse"

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Provincia. “Per affrontare l’emergenza Covid serve un cambio di strategia, tamponi e screening continuativi al personale sanitario. Basta con le promesse sugli aumenti di stipendio, servono le risorse”. Lo chiede la segreteria territoriale della Uil Fpl del ponente ligure.

“Il nostro appello è quello di considerare ‘personale sanitario’ l’intera filiera sanitaria e socio assistenziale, quindi tutto il personale interno agli ospedali pubblici e delle cliniche private, i lavoratori delle Rsa e non solo, che stanno rischiando la propria salute. A tutti questi lavoratori va garantito uno screening continuativo: devono essere sottoposti a tampone periodicamente anche se asintomatici, così da accertare se hanno contratto o meno il virus ed è fondamentale che vengano messi in quarantena fino all’esito del tampone per consentire un contenimento del contagio all’interno ed all’esterno delle strutture ospedaliere e per assicurare una adeguata prevenzione sanitaria, nel rispetto dell’impegno preso anche tramite il protocollo sottoscritto in fase iniziale Covid con il ministero della salute”.

“Tutelare i lavoratori, anche con la dotazione di tutti i dpi necessari, non rappresenta solo una forma di garanzia per loro stessi ma anche una tutela della salute di tutti i pazienti. Si legge nel report settimanale del commissario straordinario Domenico Arcuri, che ad oggi i medici possono contare su 6.628 posti e quelli già occupati sono circa il 15% del totale. Non possiamo aspettare di arrivare al 100% prima di agire con assunzioni ed interventi concreti: la politica ha già perso tempo in questi mesi ed il nostro personale dei pronto soccorso ed in terapia intensiva è già ridotto all’osso e provato da un virus che non si è mai fermato”.

“Siamo stufi, inoltre, di dover continuare ad assistere ad inutili teatrini politici e alle faziose promesse di esponenti governativi sull’aumento contrattuale. Le chiacchiere stanno a zero: le indennità sono misere, quando erogate, e nel Nadef sono previsti solo 400 milioni di Euro, che non solo non sono sufficienti al rinnovo, ma rappresentano uno schiaffo alla responsabilità, impegno e professionalità dimostrata in questi mesi dai lavoratori della sanità”.

“Cambiamo passo, come suggerisce nella sua nota il nostro segretario generale nazionale Michelangelo Librandi, invece di tampinarci nei talk show e nei salotti televisivi, lavoriamo a testa bassa e tamponiamoci di prevenzione”.

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