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Covid, intervista di Assfad al primario savonese Anselmo: “Fase delicata, virus ha infettato molti giovani asintomatici”

"Non indossare la mascherina, in particolare in luoghi chiusi ed affollati, ha portato a questa nuova situazione"

Savona. Con riferimento all’emergenza sanitaria in corso, l’Associazione Savonese per lo Studio e la cura delle malattie del Fegato e dell’Apparato Digerente (Assfad) ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un’intervista al dottor Marco Anselmo, primario del reparto di malattie infettive dell‘ospedale San Paolo di Savona.

“I dati epidemiologici si aggiornano di ora in ora – ha spiegato il dottor Anselmo -. Oggi quasi 1 tampone su 10 effettuati risulta positivo confermando la grande diffusione del virus, siamo in una fase epidemiologica molto delicata, il virus ha infettato una numero elevato di persone giovani asintomatiche con notevole dispersione del contagio”.

Sulla situazione in Liguria, il medico savonese spiega: “Savona e la Liguria si allineano a questa situazione epidemiologica. Questa volta, a differenza di marzo, i cluster maggiori sono stati nella città metropolitana di Genova e nel Levante ma anche a Savona ci sono diversi cluster che coinvolgono sia strutture per anziani sia contagi familiari o sporadici”.

“Ricostruire il modello di gestione dell’ospedale e tentare di recuperare i ritardi e le liste di attesa sono stati gli obiettivi che ci eravamo dati alla fine della prima fase della pandemia – ha detto Anselmo -. La voglia di normalità a mio parere ci ha un pò distratto dal ripensare ad una immediata riorganizzazione del modello precedente, tutti speravamo in una seconda fase meno violenta e soprattutto non pensavamo fosse così precoce”.

Secondo Anselmo, “bisognerà ripensare ad un adeguamento strutturale dell’ospedale proprio in funzione di nuove patologie infettive ad andamento epidemico/pandemico, un lavoro di adeguamento molto più complesso che non può essere organizzato in breve tempo. L’errore sarebbe invece sottovalutare l’esperienza che stiamo vivendo e non adeguarci non appena usciti da questa storia. Abbiamo si più apparecchiature, alcuni adeguamenti strutturali sono già in opera, ma dovremo recuperare un gran numero di personale medico ed infermieristico per adeguare gli standard della assistenza ai nuovi parametri pandemici”.

Tra le varie posizioni, da sempre c’è chi mette in dubbio i numeri dell’emergenza sanitaria sino ad arrivare anche a negare l’esistenza del virus: “È vero che può essere differenziato un decesso ‘per o con’ Covid ; resta il fatto che nella popolazione anziana Covid comunque aggrava le pregresse patologie e può essere la miccia che innesca altre complicazioni soprattutto a carico dell’apparato respiratorio. Molti cosidetti ‘negazionisti’ si troveranno con familiari, amici, o loro stessi a dover lottare con l’infezione da SARS-CoV-2 e allora piano piano muteranno la loro opinione. Non indossare la mascherina, in particolare in luoghi chiusi ed affollati ha portato a questa nuova situazione di grande circolazione virale” ha concluso il primario savonese.

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