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Covid e Dpcm, albergatori savonesi: “Colpo di grazia al turismo, allarme per le vacanze natalizie”

Parole di fuoco del presidente provinciale UPA

Savona. “Di fronte a quanto sta accadendo in questi giorni il primo sentimento è di disappunto crescente verso una classe dirigente che ha gestito male, come i fatti (che non temono smentita!) purtroppo dimostrano, la malaugurata ripresa dei contagi. Ed ora che le cose sono ormai fuori controllo, come denunciato pubblicamente, tra gli altri, dai rappresentanti dei medici anestesisti e rianimatori, si devono assumere decisioni drastiche cui non si sarebbe più dovuti arrivare se, a livello nazionale, le cose fossero state gestite nei tempi e nei modi adeguati. Così non è stato e le conseguenze più gravi le stanno pagando e le pagheranno, tra le altre, le migliaia di piccole e medie imprese e di lavoratori che operano nella filiera del turismo, drammaticamente tutti nessuno escluso! Non è accettabile ne scusabile; è grave e vergognoso che si sia arrivati a questa situazione!”.

C’è rabbia nelle parole del presidente provinciale degli albergatori savonesi (UPA) Angelo Berlangieri nel commentare a caldo il nuovo Dpcm e le conseguenze immediate e futuro sullo stesso turismo, già messo a dura prova in questo 2020 tutto da dimenticare.

“Il secondo sentimento è di preoccupazione per la tenuta economica delle imprese e di tutto il comparto. A fine stagione estiva la perdita media stimata su base annua era del 60% dei ricavi rispetto al 2019 (per meglio capire l’ampiezza e la portata del fenomeno si pensi ad es. anche alle perdite subite da colleghi solitamente meno sotto la luce dei riflettori mediatici, accompagnatori, guide turistiche, agenti di viaggio, gestori di bus turistici, ecc.) e già questo preoccupava,non poco, per la tenuta del settore fino alla primavera 2021. Adesso che il mercato straniero si è riazzerato e che l’autunno e l’inverno, comprese le “vacanze natalizie”, sono andati in crisi profonda di domanda la preoccupazione si è trasformata nel timore crescente per la vita economica delle imprese,le professioni e i lavoratori del turismo!” aggiunge.

“Che cosa fare! Non esistono dubbi questo è il momento, senza se e ma, delle azioni per mantenere in vita le imprese e i posti di lavoro”.

“Ai Comuni, tutti nessuno escluso, chiediamo due cose: sgravare le imprese in crisi dai costi dei tributi a competenza locale (Tari/Tasi, ecc.) e programmare ed attuare, ora, le azioni che servono a rendere, di base, sicure e accoglienti, per la stagione 2021, le nostre destinazioni, agendo in primis su parcheggi e “spiaggia” per i clienti delle strutture ricettive, nel rispetto di tutto e di tutti ma anche dei nostri clienti, o questi devono essere gli unici da ignorare pur se sono la nostra primaria fonte di economia e posti di lavoro?”.

Alla Regione chiediamo di attivare uno specifico tavolo di crisi per il turismo finalizzato a concertare tutte le misure urgenti possibili, nella competenza e capacità regionale, a sua salvaguardia: norme, aiuti, finanziamenti, organizzazione e strategie di promozione e di sviluppo”.

“Allo Stato chiediamo d’intervenire in modo efficace ed efficiente (fino ad oggi così non è accaduto purtroppo) per salvare i posti di lavoro e le imprese e professioni del turismo che significa provvedimenti e azioni straordinarie per gestire una situazione di emergenza acuta(se si useranno tempi e procedure ordinarie sarà tutto inutile perché di tempo per aspettare non ne abbiamo più a disposizione !) e compartecipazione vera alle perdite subite durante tutto questo terribile 2020, se ci si limiterà a qualche modesto contributo a pioggia si sprecheranno solo risorse pubbliche offendendo tra l’altro anche la dignità di chi lavora e fa impresa nel turismo”.

La richiesta è quella di un decreto ad hoc per il turismo: “Non ci sono scuse o difficolta tecnico giuridiche che reggano (le norme sono prodotte dagli uomini negli organi di rappresentanza democratica serve solo la volontà di fare) se le istituzioni saranno poco sensibili e reattive abbandonando di fatto il turismo a se stesso allora anche noi, a mio modestissimo parere, dovremo abbandonare le istituzioni sospendendo tutti i pagamenti richiesti di tasse, tributi e quant’altro perché noi di far morire il turismo non ne abbiamo alcuna voglia ne possiamo e vogliamo permetterlo” conclude il presidente UPA Berlangieri.

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