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Covid, accordo con medici di famiglia sui test rapidi. Toti: “Così si alleggerisce pressione sugli ospedali”

"Entro la fine di ottobre 150 posti letto aggiuntivi"

Liguria. “La situazione nel complesso resta analoga a quella dei giorni passati, a fronte di un numero molto elevato di tamponi anche oggi (leggi qui). Alcuni quartieri di Genova vedono una circolazione sostenuta del virus, mentre per le altre parti della Liguria la circolazione è in linea con le parti meno colpite del resto d’Italia”. Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti fa il punto sulla situazione Covid in Liguria.

“Anche oggi – precisa Toti – abbiamo verificato con Alisa il nostro piano incrementale dei nostri posti letto. E’ stata aperta una nuova unità al San Martino che ci consente di avere spazio per i ricoveri ospedalieri, un altro spazio sempre all’interno del San Martino si attiverà nei prossimi giorni. Stiamo concludendo contratti con strutture di media intensità di cura a Genova. Contiamo di attivarne 2 nella settimana prossima e altre 2 entro la fine ottobre, per un totale di 150 posti aggiuntivi”.

Nel nosocomio genovese, infatti, in considerazione dell’aumento di ricoveri di pazienti Covid nella giornata odierna presso il Pronto Soccorso e stante le esigenze attuali, che denotano una connotazione clinica di medio-bassa intensità, la Direzione Sanitaria da stasera alle 20 riapre il reparto al 3° piano del Padiglione Nuovi Laboratori, divenuto noto nella fase del lockdown come ‘Fagiolone’, con una dotazione fino a 20 posti letto. Il reparto sarà gestito da medici internisti ed anestesisti secondo il modello, già sperimentato con successo, della gestione congiunta multidisciplinare.

“Negli ospedali la maggior parte dei ricoverati resta in media e bassa intensità di cura. Le terapie intensive sono sostanzialmente stabili da alcune settimane su cifre significativamente inferiori rispetto al picco del marzo e aprile scorso” conclude Toti.

Intanto è stato sottoscritto un accordo tra Regione Liguria e medici di medicina generale: i medici di famiglia potranno effettuare e refertare i test antigenici ai loro pazienti sulla base delle procedure vigenti. L’obiettivo è quello di alleggerire gli ospedali e prevenire l’ospedalizzazione dei pazienti stessi.

I test antigenici verranno effettuati in spazi messi a disposizione delle Asl e delle pubbliche assistenze della Liguria, con la loro disponibilità a fornire mezzi, personale e spazi per questa iniziativa. Il progetto complessivo prevede inizialmente uno spazio per ogni distretto.

“Oggi variamo un nuovo piano di collaborazione attivato con i medici di medicina generale e il supporto ordine dei medici, proprio per rafforzare il piano di medicina territoriale non solo della città metropolitana di Genova, ma dell’intera Liguria – spiega Toti – L’obiettivo è avere screening più rapidi della malattia, e quindi un inizio delle cure più precoce e alleggerire la pressione sui pronti soccorso, trovando una risposta compiuta ed efficace a livello territoriale”.

“Voglio ringraziare Regione Liguria per aver accolto l’appello dell’ordine dei medici ad aprire diversi tavoli di lavoro per trovare insieme soluzioni comuni alle criticità che la pandemia ci sta mettendo di fronte – spiega Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della Liguria – In questo senso nonostante i numeri non siamo oggettivamente incoraggianti, un messaggio di rassicurazione per i cittadini proviene dalla sinergia e dall’unità di intenti che mai come in questo momento può risultare cruciale per affrontare le prossime settimane e i prossimi mesi”.

“I medici di medicina generale esprimono soddisfazione per questo accordo sottoscritto oggi – spiegano Angelo Tersidio (Fimmg), Pietrino Forfori (Smi) e Giorgio Fusetti (Snami), rappresentanti sindacali dei medici di medicina generale che hanno sottoscritto il documento – In questo particolare momento di emergenza a causa della seconda ondata di Covid 19 abbiamo voluto per senso di responsabilità offrire alla Regione e ai cittadini il nostro contributo. Con l’accordo odierno sarà possibile, per i medici aderenti al progetto, effettuare tamponi rapidi in soggetti asintomatici che siano venuti a contatto con casi positivi. Questo per accelerare le procedure di diagnosi e il ritorno alle attività sociali e lavorative, il tutto in strutture adeguate, siano esse distrettuali esterne o all’interno di ambulatori. Come medici di medicina generale, da sempre punto di riferimento e primo contatto con i cittadini, abbiamo sentito il dovere di supportare ulteriormente gli altri operatori sanitari e ospedalieri nella lotta contro il virus”.

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