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Coprifuoco, cambia il Dpcm: “Sindaci supportati da prefetti”. Tomatis (Albenga): “Responsabilità fa parte del ruolo”

Lambertini (Cairo): "Nessuna chiusura, ci affidiamo a responsabilità dei gestori di attività commerciali"

Savona. Sarebbe stato cambiato e modificato nella notte il contestato provvedimento che dava ai sindaci la responsabilità di chiudere dopo le ore 21 vie o piazze interessate dalla movida in caso di evidenti violazioni delle normative Anticovid. A disporre le chiusure dovrebbe essere il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, un organo presieduto dal prefetto e di cui fanno parte anche i vertici delle forze dell’ordine, il sindaco del capoluogo di provincia, il presidente della Provincia e i sindaci dei comuni interessati dagli eventuali provvedimenti.

“Col nuovo Dpcm lo Stato non abbandona i Comuni né li investe di responsabilità improprie – ha detto il Sottosegretario all’Interno con delega agli Enti Locali, Achille Variati – I primi cittadini, che sono autorità sanitarie locali, saranno ovviamente supportati in tutto dai Prefetti, negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico. Ed è proprio con i Prefetti e nei Comitati Provinciali che si potranno valutare casi particolarmente delicati in cui risultasse necessario, opportuno e possibile chiudere al pubblico strade o piazze”.

Le prese di posizione dei sindaci e di Antonio Decaro (Anci) che tuonando contro il governo affermava “Inaccettabile scaricare ai sindaci la resonsabilità del coprifuoco”, avrebbero trovato dunque ascolto e accoglimento della richiesta di modifica. Proprio in questi minuti è in corso una riunione di alcuni primi cittadini della provincia, tra cui il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio, con l’Ufficio di Presidenza Anci, con l’obiettivo di assumere una posizione unitaria.

Non tutti, però, in questi minuti febbrili, hanno visto di cattivo occhio l’attribuzione ai sindaci di queste facoltà. “Credo che assumersi delle responsabilità faccia parte del ruolo di un sindaco, che peraltro conosce più di tutti il proprio territorio – è il commento di Riccardo Tomatis, sindaco di Albenga – l’importante è che non venga lasciato solo nel momento del controllo”.

Chi ha già deciso la propria linea è il primo cittadino di Cairo Montenotte, dove non ci saranno chiusure. Come spiega il sindaco Paolo Lambertini “abbiamo già recentemente emanato un’ordinanza che regola la movida e, soprattutto, gli orari della somministrazione. Adesso è arrivato il nuovo decreto governativo e, per ora, ci affidiamo al senso di responsabilità dei gestori di attività commerciali”. Per quanto riguarda, invece, gli appuntamenti in programma, il primo cittadino annuncia la decisione di cancellare la castagnata alpina prevista domenica 25 ottobre: “A malincuore siamo costretti a revocare un evento, seppur contenuto e benefico, proprio per evitare di assembramenti”.

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