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Come i Maldini anche i Turone aspirano alla terza generazione di campioni

Lo speciale del Ct Vaniglia

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L’esordio recente in Serie A del rossonero Daniel classe 2000 sotto l’attento sguardo del mitico Paolo e da lassù del grande Cesare, ha portato sotto le luci della ribalta la trilogia dei Maldini. Il debutto con la “maglia di famiglia” ha comportato emozioni e ricordi a non finire.

Pochi sono i casi in cui dal progenitore in avanti, i figli e poi i nipoti riescono a suggellare la tradizione e soprattutto ad esprimersi ad alti livelli. In attesa di vedere se Juan Panucci giocherà (dopo Victor, Christian e lo zio Patrick) ci occupiamo di un distinto signore dai capelli quasi lunghi come quando giocava (eccome se giocava: Genoa, Milan e Roma), diventati ora candidi e che accentuano ancora di più il contrasto con la pelle olivastra, da sospetto indio, che gli fece tributare l’appellativo di “Ramon”.

Ma non era un argentino del barrio il Maurizio da Varazze, vittima fin dagli esordi delle sviste. «All’ufficio anagrafe del comune, l’impiegato lo aveva ribattezzato “Turrone” e si era trovato a lottare per farsi togliere quella “r” di troppo che adesso non portano più neanche i suoi due amatissimi Alessandro e Cristiano Turone, figli d’arte che con il calcio sono arrivati al professionismo, e che gli hanno regalato tre nipotini prediletti tutti maschi, Filippo, Tommaso e Nicolò, e tutti giocano già a pallone.

Ramon che ora si allena nel ruolo di “nonno a tempo pieno» sabato pomeriggio, cercando di non dare nell’occhio (ricordo che faceva così anche con i due figli) era appostato al campetto di via delle Trincee a seguire le imprese di Tommy, classe 2009, nerazzurro varazzino come tradizione vuole, con la stessa passione di famiglia, ma con l’istinto di cercare il gol e il numero ad effetto.

Non sappiamo ancora se diventerà un campione come chi l’ha preceduto (è prematuro esporsi, come usa adesso) ma a giudicare da quel destreggiarsi che si è visto la stoffa c’è tutta, così come l’impegno e la verve.

A nonno Ramon sono brillati gli occhi quando è stato invitato a premiarlo come giocatore più giovane (27 novembre) della manifestazione.

Auguro tanta fortuna a questo talentuoso ragazzo così come vorrei ancora una volta riportare alla memoria la grandezza di nonno Maurizio, inauguratore del ruolo del “libero offensivo”.

Il fermo-immagine del suo gol alla Juventus il primo gol-fantasma dei tempi recenti realizzato il 10 maggio 1981 al vecchio Comunale di Torino e poi annullato dall’ex arbitro e designatore Paolo Bergamo fece il giro del mondo quando il web (e men che mai il Var) ancora non esisteva, e tutti noi che amiamo così tanto questo sport/passione lo conserviamo nel cassetto dei nostri ricordi.

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