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Coldiretti: “Nuova allerta in Liguria, dove il 100% dei comuni è a rischio idrogeologico”

"Nessuna programmazione, in Italia perso il 28% della superficie agricola utilizzabile"

Liguria. Allerta arancione, in tutta la regione e anche nel savonese si stanno verificando i primi danni, allagamenti, smottamenti e mareggiate (leggi qui), Coldiretti Liguria: “La nuova perturbazione, che sta investendo l’Italia, si abbatte su una delle regioni più fragili della Penisola, che possiede il 100% dei comuni con parte del territorio a rischio idrogeologico per frane e alluvioni. Colpita nella notte soprattutto la zona del Tigullio con allagamenti in città,  frane e smottamenti, che sono proseguiti, nelle ultime ore, in Alta Val di Vara a causa delle forti precipitazioni”.

“I cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti, trombe d’aria, grandinate e vere e proprie bombe d’acqua – sottolineano – si abbattono su un territorio reso più debole dalla cementificazione e dell’abbandono delle aree marginali, ma anche della mancanza di programmazione adeguata che valorizzi il ruolo di chi vive e lavora sul territorio come gli agricoltori. A questa situazione non è infatti certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato ha fatto perdere in Italia oltre un quarto (-28%) della superficie agricola utilizzabile negli ultimi 25 anni”.

“Per proteggere la terra e i cittadini occorre creare le condizioni affinché si contrasti la scomparsa delle nostre campagne – commentano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – garantendo un giusto reddito agli agricoltori e valorizzandone il ruolo ambientale, anche attraverso l’approvazione della nuova legge sul consumo di suolo. 

Purtroppo la morfologia del territorio, associata all’abbandono e alla cementificazione smisurata della costa, hanno reso la nostra regione sempre più fragile e inadeguata ad adattarsi ai cambiamenti climatici di questi ultimi anni. Per salvaguardare il nostro territorio bisogna cercare di favorire il lavoro delle aziende agricole presenti, agevolare l’apertura di nuove, e facilitare la riconversione delle terre incolte e abbandonate in terreni agricoli” concludono.

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