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Lettere al direttore

Casello Bossarino e porticciolo accanto alla Maersk di Vado Ligure, un lettore: “Un perpetuo rinvio”

"Speriamo che almeno parta l'adeguamento della superstrada per supportare il traffico della piattaforma"

Da anni si parla della necessità di collegare la piattaforma Maersk di Vado Ligure alle infrastrutture regionali. Il casello di Bossarino langue in un perpetuo rinvio. Stesso discorso per quel minimo adeguamento della “superstrada” o strada di scorrimento veloce. Quest’ultima opera “doveva” essere realizzata in via di urgenza per supportare il traffico Maersk in attesa della realizzazione del casello Bossarino. Ma anche l’adeguamento della “superstrada” langue.  Si parla che i lavori inizieranno fra sei mesi. Speriamo, perché lo stato di questa arteria è indegno di una strada di scorrimento: poco si potrà fare, ma ogni miglioramento è utile!

Il collegamento Maersk con la linea ferroviaria c’è, ma fa pena! Due binari da 500 metri costituiscono l’area di carico scarico, ma sono più corti dello standard in voga di lunghezza dei treni “europeo” di 750 metri ed inoltre questi due binari non raggiungono il bordo nave sulla piattaforma, ma sono in radice, al di fuori della piattaforma stessa. Non parliamo del disturbo al territorio: i treni scorrono a velocità “da pedoni” e, ad ogni passaggio, bloccano per un bel tempo i tre passaggi a livelli a Zinola e Vado.

Ma intanto che ci distraiamo parlando di strade e ferrovie c’è un’opera di cui non si parla più! Il porticciolo a levante della Maersk! Un’opera esigua, 200 metri x 200 metri, con un numero molto limitato di barche, ma un’opera importante per la popolazione, che avrebbe consentito di avere un attracco sicuro per il piccolo diporto. Costo limitato alla realizzazione di un frangiflutti a levante in acque poco profonde, e quel minimo di strutture per l’attracco delle barche e di servizi per barche e persone.

Ma tutto tace. Potremmo dire: “chi l’ha visto?

Paolo Forzano

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