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Carcare, De Vecchi: “Dissesto idrogeologico priorità nazionale, gli enti locali da soli sono poco incisivi”

"Occorrono risorse economiche a vantaggio della prevenzione, non solo a risarcire i danni post maltempo"

Carcare. “Nei prossimi anni la materia del dissesto idrogeologico sarà una delle priorità amministrative degli enti pubblici, ma la partita non potrà essere giocata localmente, la piena consapevolezza del grave problema deve diventare una priorità nazionale ed europea”.

Lo dichiara il sindaco di Carcare Christian De Vecchi alla luce di quanto accaduto in questi giorni a cavallo tra Piemonte e Liguria, dove l’ennesimo evento meteorologico oltre la norma, ha prodotto esondazioni di fiumi e torrenti con danni al patrimonio pubblico e privato.

“Ogni anno mettiamo a disposizione risorse economiche a vantaggio della prevenzione con la volontà di mitigare i rischi – spiega – Abbiamo sempre guardato con rispetto il nostro fiume Bormida e i suoi affluenti, non a caso dal 2009 al 2020 non abbiamo perso un’opportunità di finanziamento pubblico per il ristoro dei danni subiti durante gli eventi alluvionali. In territori montani e pedemontani, come il nostro, la ‘coperta’ economica in questo delicato settore è sempre ‘corta’”.

“La tendenza delle politiche nazionali, negli ultimi anni, è stata quella di intervenire finanziariamente per ‘risarcire il danno’, quindi in una fase successiva all’evento alluvionale, potrebbe sembrare retorico ma è ora di ribaltare la situazione introducendo la filosofia dell’azione preventiva. Una differenza sottile, metodologica, da condividere a livello di Unione Europea per pianificare dei percorsi di tutela uniformi, ragion per cui una parte delle risorse provenienti dal ‘recovery plan’ è bene che siano dedicate a questa priorità nazionale”.

Tra gli obiettivi strategici dell’amministrazione  c’è proprio il dissesto idrogeologico, essendo Carcare una città in cui il centro abitato si sviluppa su entrambe le sponde del fiume che lo attraversa. “Da sempre consideriamo il fiume Bormida come un’infrastruttura, per il futuro serviranno pianificazione, progettazione e realizzazione di opere per mitigare il rischio alluvionale” conclude De Vecchi.

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