IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Bar e ristoranti pagano per tutti. Sacrifici destinati a non servire, i pericoli stanno altrove

Ma guai a trascurare il grido d’allarme dei medici: ospedali ormai in difficoltà

Più informazioni su

Savona. Mai titolo di una rubrica fu più profetico perché le 18 di oggi, lunedì 26 ottobre, coincidono con la stretta su bar e ristoranti che tutti purtroppo conosciamo, punta dell’iceberg degli ultimi provvedimenti contenuti nel Decreto del Presidente del Consiglio destinati a mettere in ginocchio l’economia italiana.

Sono momenti in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, cercando di essere intellettualmente onesto nell’esprimere le proprie opinioni, quali che siano, senza cercare facili consensi, siano per convenienza politica o, nel caso dell’informazione, per qualche copia o qualche clic in più. Scriviamo mentre anche Savona sta assumendo l’aspetto spettrale di una città chiusa.

H 18, STOP A BAR E RISTORANTI

Risultano del tutto evidenti le ragioni di queste due categorie, anche perché bar e ristoranti sono luoghi sicuri (se gestiti bene) mentre i ragazzi, principali accusati per la diffusione del virus, faranno assembramenti altrove con alcolici al seguito. Sarà impossibile effettuare i dovuti controlli perché le forze dell’ordine, a cominciare dalle polizie locali, non dispongono di organici sufficienti. Era già così ieri, perché in giro si vedeva ancora troppa gente senza mascherina. Qui arriviamo a un “però”. Però limitare l’attività dei pubblici esercizi per ridurre gli assembramenti è un metodo utilizzato anche dai nostri illustri vicini europei a partire da francesi e spagnoli. Tutti lo giudicano un metodo per evitare lockdown locali o generalizzati.

I RISTORI

Così vengono chiamati gli indennizzi destinati alle categorie colpite. Il Presidente Conte, assumendo quell’aria da buon curato di campagna che nel recente passato gli ha consentito di avere buona popolarità (ora è decisamente in calo) ha assicurato (testuale) che entro il 15 novembre i ristori saranno accreditati dall’Agenzia delle entrate direttamente sul conto corrente degli interessati. Difficile da far credere a chi per esempio attende da mesi la cassa integrazione. E poi in che misura saranno erogati gli indennizzi, e quali carte bisognerà presentare in base alla nostra ottusa burocrazia? Sappiamo che non ci sono fondi a sufficienza per tutti e quindi le parole di Conte non sono certo destinate a calmare gli animi.

SCUOLA E TRASPORTI

Questi ultimi sono messi sotto accusa perché treni e bus contribuiscono agli assembramenti assai più di una cena alle 21. Costituiscono poi la vera ragione per il pericolo di contagio, che non avviene a scuola ma quando a scuola si deve andare o uscire. Savona sta come tante altre città, non fosse per una certa riluttanza dei vertici di Tpl ad ammettere difficoltà di cui – tra l’altro – non ha colpa. Qualche lettore ci ha chiesto se e a che tipo di santificazione vengono sottoposti i bus che viaggiano dal San Paolo verso la città. Ci sembra una richiesta legittima. A questo capitolo va aggiunto che lo smart working è anch’esso destinato a colpire bar e ristoranti: sempre loro.

SANITÀ

Non c’è dubbio che le misure anti Covid abbiano limitato le cure “normali”, per patologie anche gravi ma diverse dal coronavirus, con il rischio di mietere vittime o perlomeno di impedire terapie appropriate.
Per fortuna le terapie intensive non sono al collasso anche se quelle per i malati intermedi cominciano a soffrire, come i pronto soccorso. Il Covid non è un’influenza (per la quale mancano comunque vaccini in numero sufficiente) e i medici, a cominciare da quelli del San Martino, hanno fatto capire di essere stanchi di predicare prudenza e di lavorare senza più orari solo per l’imprudenza della gente. Proteste come quelle dei medici di famiglia, a cui ogni giorno viene aggiunto un compito. Ma la medicina territoriale è stata abbandonata a se stessa e ora è tardi per rimediare, come l’eccessiva delega alla Sanità privata cui ha fatto ricorso Toti ha senza dubbio distorto risorse preziose.

PROTESTE DI PIAZZA

Per quanto concerne quelle delle categorie, sempre più frequenti, va ricordato che anche in questo caso vanno rispettate le regole anti assembramento (per non passare dalla parte della ragione a quelle del torto), mentre agli osservatori più attenti non è sfuggita un’ordinanza della Regione Liguria che vieta “tutte le manifestazioni pubbliche”, intendendo implicitamente anche quelle di “semplice” protesta. Ci sono poi le proteste anche violente, come quelle di Napoli e Roma, per ora caratterizzate dalla presenza di forze estremistiche o addirittura della criminalità organizzata. Ma il passo verso rivolte più spontanee e diffuse è breve. Si stanno estendendo in tutta Italia (questa sera è la volta di Torino), anche se difficilmente porteranno a una retromarcia del governo. Una tensione sociale comunque destinata a incidere sulla vita del Paese.

VACANZE DI NATALE

I nostri bravi albergatori si augurano che questa ondata di sacrifici serva almeno a salvare le vacanze di Natale. Temiamo non sia così, e anzi che l’obiettivo del governo – se si proseguirà su questa linea – sia proprio quello di imporre un’ulteriore stretta a dicembre per evitare feste e festicciole, Natale, Capodanni e Befane, tutte occasioni di grandi assembramenti anche e soprattutto in famiglia, cioè quelli più difficili se non impossibili da tenere sotto controllo. Il tutto mentre il tanto sospirato ritorno alla normalità grazie ai vaccini si allontana sempre più. Facendo due conti si può purtroppo temere che ne parleremo nel 2023. Per chi non sarà morto di Covid, di altre malattie o di fame.

CONCLUSIONI (E RIFLESSIONI)

Abbiamo provato, per quel poco che ci compete, a portare alcuni argomenti di riflessione, senza pretendere di avere una ricetta sicura. Crediamo anzi che occorra guardarsi da chi sostiene di averla. Davvero il confine tra salute e lavoro appare oggi molto, molto incerto.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.