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Autostrade, il ministro De Micheli tira dritto: “Revoca concessioni sempre più vicina”

"Fase di stallo voluto da Atlantia, noi abbiamo sempre rispettato gli accordi"

Liguria. Dopo gli ultimi scambi tra Governo e i vertici di Atlantia, la revoca della concessione potrebbe essere una soluzione più vicina. La conferma arriva dalla ministra Paola De Micheli, questa mattina a Genova per l’inaugurazione del Salone Nautico, e che a margine è tornata sull’accordo, ancora in alto mare, tra esecutivo e azienda. Un ulteriore extra time di dieci giorni è stato concesso per trovare un accordo, o meglio, per accettarlo, altrimenti il Governo procederà con le operazioni di revoca delle concessioni autostradali.

Salone Nautico 2020

La revoca è più vicina? “Credo di sì“, è stata la risposta della ministra, che prosegue il ragionamento fatto in precedenza: “Siamo in una situazione di stallo, Atlantia ha mandato due lettere che complessivamente determinano il non rispetto degli impegni assunti da loro con le lettere che avevano inviato al Consiglio dei Ministri il 14 di luglio”.

Da qui lo stallo di cui si parlerà nel prossimo Consiglio del Ministri, probabilmente già la settimana prossima. La soluzione che il governo ha messo sul tavolo era “utile per l’azienda ma soprattutto agli italiani e alle italiane, che è la cosa che ovviamente ci interessa. Noi ci attendiamo che ci sia un momento di presa di coscienza che gli impegni vanno mantenuti”.

Nella proposta resta il punto di mantenere una quota azionaria di Aspi in mano ad Atlantia, per poi “scalare” la quantificazione dei danni in sede di cause civili, che a valanga arriveranno in seguito al processo sul crollo di Ponte Morandi. Un’ipotesi mai accettata dai vertici di Atlantia perchè metterebbe a rischio tutta la tenuta del gruppo. Tenuta del gruppo che sarebbe comunque a rischio in caso di revoca delle concessioni: nella lettera di due giorni fa, i vertici di Aspi hanno sottolineato come esista il concreto un rischio default da 16 miliardi, con oltre 7.000 mila posti di lavori in bilico. Una ipotesi che, secondo quanto già risposto dal Governo, sarebbe tamponata dal subentro di Cassa depositi e prestiti nella quota azionaria oggi posseduta da Atlantia, il famoso 88%, secondo l’ultimo accordo proposta dall’Esecutivo.

Il ministro De Micheli ha risposto alle accuse portate dal gruppo imprenditoriale: “Noi stiamo rispettando le regole di mercato, fin dal primo momento, e quindi riteniamo che Atlantia non debba assumersi una responsabilità così grave di fronte al paese e di fronte ai suoi lavoratori”.

Nel frattempo fa capolino anche la Commissione europea, che, in una lettera ha fatto sapere di valutare le rimostranze sull’intervento statale sul caso “Autostrade”, evidenziate dagli azionisti di Atlantia nei mesi scorsi. Atlantia il cui valore è in flessione a Piazza Affari, a seguito del nuovo, rinnovato, gelo da parte del Governo.

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