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Arenzano Calcio, alcuni giocatori dicono stop: la solidarietà del Celle Riviera

"Una scelta che ci sentiamo di rispettare e condividere"

Celle Ligure. A seguito dei recenti avvenimenti, che hanno costretto la prima squadra e la Juniores dell’Arenzano ad interrompere l’attività fino alla giornata di domani compresa, alcuni giocatori della società biancorossonera hanno deciso di disimpegnarsi, almeno per il momento, dal mondo del calcio. A spiegare i motivi della decisione sono i calciatori stessi, con una lettera aperta firmata “I ragazzi dell’Arenzano Calcio”. Clicca qui per leggerla.

Ed è proprio la società che domenica scorsa avrebbe dovuto affrontare la squadra arenzanese, il Celle Riviera Calcio, ad esprimere la propria solidarietà e vicinanza ai ragazzi ed alla società dell’Arenzano e di tutte le squadre che si trovano in questa condizione.

Di seguito il messaggio diffuso dal consiglio direttivo delle civette.

“Profondo rispetto ed ammirazione per il coraggio dimostrato dai giocatori dell’Arenzano, scelta resa ancor più difficile se consideriamo che sarebbe stata molto probabilmente una pretendente alla vittoria del campionato, ma scelta che ci sentiamo di rispettare e condividere; per ora noi non siamo ancora stati toccati direttamente, ma non sappiamo le reazioni che potrebbero avere i nostri giocatori in caso ci trovassimo nella stessa situazione”.

“Ciò che sta accadendo all’Arenzano potrebbe accadere in qualsiasi altra squadra, siamo consci dell’importanza dello sport e proprio per questo, come tutte le società, lavoriamo incessantemente ogni giorno per poter proseguire le attività, il più possibile in sicurezza, in questo periodo così particolare, fatto di apprensione a livello sanitario, di incertezze normative e proceduristiche, ma le preoccupazioni espresse dai ragazzi dell’Arenzano sono anche le nostre come società”.

“Non siamo professionisti, non viviamo di calcio, ognuno di noi ha una famiglia da proteggere e preservare, un lavoro da mantenere, ci chiediamo se abbia ancora senso continuare in questo modo, oltre che dal punto di vista sanitario, che è ovviamente prioritario, ma anche ai fini del campionato stesso, con numerosi incontri rinviati ogni domenica, ci chiediamo se non risulterà un campionato sfalsato, una squadra che ha impostato una preparazione atletica, una scaletta di lavoro, come può dopo 15/20 giorni di stop riprendere come nulla fosse?”.

“L’entusiasmo e la passione che contraddistinguono le società dilettantistiche, composte al 90% da volontari, rischiano di lasciare il passo alla desolazione e frustrazione dovute alle enormi difficoltà nel proseguire in questa situazione”.

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