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Allerta meteo e danni, Salvini: “Sindaci a spalare fango. Dovrebbe farlo anche il ministro dell’Ambiente”

Il leader della Lega in visita al Salone Nautico, poi pranzo con Toti: "Ma oggi non chiuderemo sulla giunta"

Liguria. È iniziata con un attacco frontale al Governo (e in particolare al Ministero dell’Ambiente), la visita a Genova del leader della Lega Matteo Salvini, arrivato al Salone Nautico (leggi qui) in mattinata, a poche ore dall’ondata di maltempo che ha colpito duramente la Regione.

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“Ho sentito ancora stamattina sindaci che stanno spalando il fango. Un ministro dell’ambiente che anziché dare risposte attacca i sindaci e attacca i comuni è surreale. Si mettesse gli stivali anche lui e desse una mano agli amministratori locali”, ha dichiarato senza mezzi termini il segretario nazionale della Lega.

Una giornata genovese che è arrivata a due settimane esatte dalla vittoria alle regionali e che servirà a “fare la pace” con Giovanni Toti dopo le schermaglie a mezzo stampa.

“Siamo già al lavoro, abbiamo vinto con 20 punti di distacco”, ha aggiunto Salvini. Non il suo partito, però, che è uscito dalle urne assai ridimensionato: “Son contento che la Lega sia tornata a governare questa splendida terra”, la replica.

Dopo il tour tra le barche, seguirà il pranzo al Mako in corso Italia. Al tavolo siederanno Giovanni Toti, Marco Bucci e tutto il gotha regionale della Lega, dai consiglieri regionali eletti a quelli di Tursi, dagli assessori ai parlamentari. E ovviamente il segretario Edoardo Rixi.

I tre posti in giunta per il Carroccio ormai sono cosa fatta e oggi potrebbe essere la giornata decisiva per suggellare l’accordo. Ma Salvini ribatte: “Oggi sono qua a parlare di economia e, ahimé, non ci saranno alcuni esponenti di Imperia perché a Ventimiglia stanno scavando – ha risposto Salvini -. E quindi oggi non chiudiamo niente perché c’è ancora una ferita aperta. Però noi le idee chiare ce le abbiamo”. Alle 14.30 è comunque prevista una conferenza stampa.

Poi si parla delle nuove misure per contenere l’ondata di coronavirus: “Noi siamo disponibili a lavorare – ha aggiunto – però vediamo troppa confusione, troppi cambi di idee al governo. Apri, chiudi, apri, chiudi. Il calcio sì, il calcio no. Le palestre sì, le palestre no. La mascherina sì, la mascherina no. Decidessero. C’è un governo, deve governare, non deve litigare“. Governo che stasera si riunirà “per smontare i decreti sicurezza. Non penso sia la priorità di questo Paese”.

E si è arrabbiato, infine, quando una giornalista gli ha chiesto “se non si senta responsabile per il cluster di contagi a Terracina”, proprio nel ristorante dove due settimane fa aveva tenuto un comizio. “Quando si è ammalato Zingaretti lei è andata a chiedere a Zingaretti se si sentiva responsabile? Sarebbe stata una domanda bizzarra. Quando c’è di mezzo la salute non si scherza”.

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