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Albenga, Ciangherotti (FI) al sindaco: “No a ordinanze farlocche, copiamo Alassio per aiutare ristoratori e famiglie in difficoltà”

"Non mi piace il modo con cui l'amministrazione Tomatis sta gestendo le nuove misure per contrastare il Covid-19"

Albenga. “Devo essere sincero, non mi piace il modo con cui l’amministrazione Tomatis sta gestendo le nuove misure per contrastare il Covid-19. Come il suo referente nazionale Giuseppe Conte scarica su Regioni e sindaci i problemi, così Riccardo Tomatis scarica su titolari di locali pubblici e giovani il problema degli assembramenti serali. E lo fa, oltretutto, con ordinanze contraddittorie, dovendo rincorrere le lamentele dei ristoratori che fanno asporto, che ora potranno mettere nel cestino anche una birra o una bottiglia di vino”. Lo afferma Eraldo Ciangherotti, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale ad Albenga e consigliere provinciale, commentando la ormai nota ordinanza sugli alcolici emessa dal sindaco ingauno.

Secondo Ciangherotti è “assurdo, se uno prende un pacchetto di patatine fritte da asporto potrà ‘asportare’ anche una bottiglia? Non sono queste norme falsamente punitive verso giovani e ristoratori ad aiutare, Il sindaco e la sua giunta avrebbero potuto fare come Alassio, dove il Comune ha tagliato nelle voci non essenziali del bilancio comunale per dare ai locali pubblici risposte concrete, come il taglio delle imposte comunali, e ai cittadini aiuti sonanti, come i denari per le emergenze abitative. Certo, per fare scelte del genere bisogna avere intelligenza, visione e sensibilità, cose che non si possono pretendere da una amministrazione raffazzonata, composta da esponenti politici raccogliticci, uniti solo dall’amore per poltrone e stipendi”.

“Nelle ultime ore, il sindaco Tomatis ha doverosamente ringraziato i dirigenti del Comune che di propria volontà hanno scelto di rinunciare a 10 mila euro di ‘premi’ dovuti e ha definito questo gesto di solidarietà ‘un segnale importante specialmente in questo momento’. Bene, sappia il Sindaco Tomatis che il buon esempio lo avrebbe dovuto dare, per primo, la sua giunta intera con la sua giunta, rinunciando ad almeno una indennità mensile netta pari a 8885 euro complessivi (2208,68 al sindaco Tomatis; 1386,61 al vicesindaco Passino; 1057,76 euro ai 4 assessori e al presidente del consiglio) a favore delle famiglie albenganesi in difficoltà… cosa che invece non ha fatto, perchè notoriamente ‘braccine corte'”.

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