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Albenga, bomba all’Ortofrutticola ma la miccia è lunga e si spegne: un arresto e caccia al complice

Indagini ancora in corso: nel mirino degli autori del folle gesto c'era il ristobar

Albenga. Ieri i carabinieri della sezione operativa della compagnia ingauna, al termine di una lunga e minuziosa indagine,  hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino romeno di 25 anni, ritenuto responsabile, insieme ad almeno un’altra persona (per adesso rimasta ignota), del fallito attentato incendiario al ristobar dell’Ortofrutticola di Bastia d’Albenga.

I fatti risalgono al 27 aprile dello scorso anno. Quel giorno, il titolare del bar, mentre apriva l’attività, si è accorto della presenza davanti la porta di ingresso di un grosso scatolone ed in terra delle tracce di bruciatura. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri, che hanno appurato che ignoti avevano posizionato un ordigno esplosivo artigianale costituito da uno scatolone contenente alcune bombole di gas, una tanica di benzina ed una miccia.

Le tracce di bruciatura sull’asfalto facevano ipotizzare che l’ordigno non era esploso perché la miccia si era auto estinta. Il prezioso reperto, ancora intatto, analizzato attentamente dai militari specializzati ha fornito alcuni indizi importanti, tra cui alcune impronte lasciate sulla scatola e sulla tanica in plastica. 

Con l’ausilio del RIS di Parma, e grazie alla sinergia operativa con i carabinieri della stazione di Andora, si è riusciti a risalire all’identità del “proprietario” delle impronte, che è stato quindi identificato. 

L’uomo, che si trova in già in carcere ad Imperia per altri reati, è stato così raggiunto dalla misura cautelare firmata dal Gip Giorgi poiché ritenuto responsabile del confezionamento e del posizionamento dell’ordigno.

Le indagini ora continuano per identificare il complice del folle gesto, che se fosse andato in porto avrebbe causato un incendio di notevoli dimensioni, interessando tutto l’enorme stabile dell’Ortofrutticola, con danni ingentissimi. Ancora in fase di accertamento è anche il movente, che forse l’interrogatorio dell’arrestato nei prossimi giorni potrà chiarire.

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