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Alassio, battaglia sul nuovo Dpcm: documento congiunto contro divieti e chiusure

Apertura delle minoranze ad un tavolo di confronto: non si esclude anche possibile ricorso al Tar

Alassio. Il nuovo Dpcm per arginare i contagi e la diffusione del virus, con le conseguenti misure restrittive i divieti imposti fino al 24 novembre, sono stati al centro del Consiglio comunale di Alassio, che nel corso della seduta ha approvato variazioni di bilancio anche per far fronte alla crisi legata all’emergenza Covid, così come altri provvedimenti specifici come sulla Tari.

“Il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 25 ottobre scorso ha fortemente inasprito le misure per il contenimento del Covid-19. Come singoli individui ognuno di noi ha le sue idee in merito a questo DPCM, al Covid e al momento che stiamo vivendo. I social sono fertile terreno per qualsiasi valutazione. Ma come Amministrazione Comunale, primo reale punto di riferimento della cittadinanza, abbiamo il dovere di recepire il decreto stesso e di valutarne gli effetti” ha detto il vice sindaco reggente Angelo Galtieri.

“Abbiamo vissuto un cluster, abbiamo gestito l’emergenza e subito il lockdown. Sappiamo cosa comporta, quali sono gli effetti. E se è vero come è vero che quello che ci viene oggi imposto non è un lockdown, è anche vero che vi sono categorie che saranno ugualmente e fortemente penalizzate e, con esse, tutti i lavoratori che vi sono coinvolti. Parlo quindi di esercenti e di famiglie: tutti dovranno far fronte ad un nuovo periodo di difficoltà che va a sommarsi a quello già vissuto. Non abbiamo la bacchetta magica. Siamo un Ente Locale che già si confronta con un bilancio complesso che litiga con le reali esigenze della città. Ma crediamo di aver fatto un piccolo miracolo. Parlo di miracolo perché una manovra di 800mila euro come quella che andremo a discutere, e spero ad approvare, questa sera non è cosa banale. Perché è di ieri la decisione maturata in maggioranza di rivedere gli impegni di spesa di ogni settore per far fronte alle esigenze della nostra città. Siamo consapevoli che ciò significa non poter portare avanti alcuni impegni già ampiamente discussi, in taluni casi si tratta di lavori per la riqualificazione della nostra città – solo temporaneamente accantonati – ma è nostra precisa e prioritaria volontà quella di aiutare i nostri cittadini” ha aggiunto Galtieri.

“Abbiamo cercato di intervenire là dove ci era possibile farlo sia a tutela delle categorie, come nel caso dello sgravio del 40% alla Tari, sia a tutela delle famiglie, come nel caso della nuova manovra per il sostegno alla locazione privata, per il quale era già previsto un capitolo che sarà ulteriormente incrementato, un sostegno per il pagamento delle bollette e uno per l’approvvigionamento di generi alimentari. Stiamo distogliendo risorse da altri capitoli consapevoli che oggi l’emergenza per la città è questa. Mi sia quindi concesso un ringraziamento agli uffici, tutti che si sono adoperati per rispondere in tempo reale alle esigenze: chi ha individuato le risorse, chi vi ha rinunciato e chi sta predisponendo nuovi atti perché queste siano presto fruibili per chi ne ha o ne avrà bisogno”.

“Stiamo dunque facendo tutto il possibile per andare incontro alla cittadinanza attraverso precisi impegni e manovre di tipo economico. Accanto a questo avremmo voluto dare anche un segnale ulteriore per manifestare la nostra vicinanza a tutte le categorie e le famiglie che subiranno le ricadute dirette o indirette dell’ultimo DPCM, ma anche il nostro dissenso all’ennesimo decreto che, sordo alle effettive necessità dei territori, ne sta compromettendo equilibri e futuro. Stante l’impossibilità di qualsivoglia manifestazione di solidarietà nei confronti delle categorie colpite, ma direttamente e indirettamente direi della cittadinanza tutta, crediamo – a parlo a nome di tutta l’Amministrazione – che sia doveroso dare un preciso e importante segnale a sottolineare il nostro pensiero rispetto a metodi che onestamente ci paiono contrari ai costituzionali concetti di libertà e democrazia”.

E nel merito della proposta: “Nostro intendimento è quindi quello di predisporre una missiva indirizzata agli organi e agli enti competenti ANCI Liguria, presidente Toti, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente della Repubblica e Ministri competenti, nonché di richiedere la sottoscrizione della stessa ai presidenti delle associazioni di categoria cittadine, provinciali, regionali e nazionali; di inviare la stessa redigenda ai Consigli Comunali di tutta la provincia a condizione che via sia l’unanimità del consiglio comunale, chiedendo la modifica e-o revoca della parte del DPCM riguardante divieti e chiusure; di sollecitare affinché venga approvato quanto prima il Dl ristoro e soprattutto venga data esecuzione dello stesso in tempi brevissimi per tutti i danni patiti e patendi dai commercianti a seguito dell’adeguamento alle direttive del governo per poi subirne la chiusura” ha concluso Galtieri.

E per Massimo Parodi: “Valuteremo anche eventuali ricorsi. Non lasceremo intentata nessuna strada. Se volete possiamo individuare subito il momento in cui vederci per definire il documento”.

Da parte delle minoranze: La mia comunicazione ricalca un po’ l’intervento del vicesindaco e accolgo l’invito per un tavolo unitario per stilare un documento condiviso. Esprimo con l’occasione la mia vicinanza a tutti coloro che sono colpiti dagli effetti del dpcm e a quanti invece hanno contratto il virus – ha detto Jan Casella -. Il Covid ha colpito tutta Italia in maniera devastante, ma qui ha colpito una città già provata da mareggiate e alluvioni. Questa ulteriore stretta crea problemi gravissimi”.

Per Enzo Canepa: “Il cicesindaco ha anticipato i nostri interventi e ribadisco la disponibilità a sottoscrivere un documento condiviso. Tutti stiamo subendo gli effetti di questo DPCM cui siamo fortemente contrari. La cosa che ci fa ancora più rabbia è che alle Regioni Autonome è consentito agire arbitrariamente a scapito della Nazione. Invito l’amministrazione a valutare qualsiasi eventuale ulteriore azione, anche un ricorso al Tar, contro queste limitazioni da periodo di guerra e non da periodo di pace. Occorre ripristinare i diritti dei cittadini”.

Per Giovanni Parascosso: “Sembra che si voglia costruire un tavolo su qualcosa che prevederebbe un dibattito molto ampio”.

E anche per Martino Schivo: “Mi pare di capire che il vicesindaco abbia chiesto una disponibilità, prima possibile. Personalmente sono disponibile a sviluppare insieme a tutti un documento condiviso”.

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