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Lettere al direttore

A6 direttissima Altare-Passeggi

di Paolo Forzano

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Il 20 gennaio 2020 ho scritto alla Segreteria Generale di Autofiori:

sarei grato se poteste fissarmi un appuntamento col Presidente, dott. Pasquale,
al quale vorrei esporre alcune idee riguardanti l’Autofiori:
– nuovo tratto in discesa dell’A6 da Altare a Capanne, valle dei Tecci
– interconnessione A6/A10 a Savona-Vado
– area servizio e parcheggi camion in zona Passeggi
– raddoppio in sede Savona-Pietra, eventualmente oltre
in attesa di un positivo accoglimento di questa richiesta ……

Ad inizio febbraio mi chiamò di persona il dott. Pasquale per confermarmi il suo interesse, e quindi l’incontro fu fissato per l’11 febbraio 2020 nella sede Autofiori di Imperia: presenti, oltre al dott. Pasquale, l’ing. Bernardo Magrì Amministratore Delegato,
l’ing.Lenti Direttore tronco ed ex Direttore Tecnico, l’ing.Massa Responsabile Opere Civili.

Presentai non “idee” ma veri “progetti di massima”, tra cui il nuovo tratto in discesa dell’A6 da Altare alla valle dei Tecci, realizzabile anche a doppio senso di marcia, con la dismissione sia dell’obsoleto tratto in discesa, che dell’ammalorato e lungo tratto in salita.

Il Presidente dimostrò anche particolare interesse sia per l’ipotesi di area servizio e parcheggi camion in zona Passeggi, che per la possibilità di dismettere entrambi gli attuali tratti salita-discesa tra Altare e Capanne, dove discesa e salita si sfiorano.

L’ing. Magrì volle che gli lasciassi subito le slides per poter fare immediatamente una richiesta al Ministero. Gli lasciai la chiavetta con le slides a disposizione, ed inoltre gli inviai via mail sia tutte le slides che il documento illustrativo.

In seguito il contatto con Autofiori è proseguito con l’ing. Deiana, Direttore Tecnico.

Perchè fare “tutto nuovo”?

Ricordiamo:

Il tracciato dell’A6 del 1960 fu costruito con una sola carreggiata di 10,50 metri a tre corsie che ospitava entrambe le direzioni: la corsia centrale veniva utilizzata per il sorpasso alternativamente nei due sensi di marcia.

Il tratto Savona-Altare, progettato negli anni ’50, è caratterizzato da curve molto strette, anche in galleria e fu subito evidente l’inadeguatezza del tratto alle esigenze di traffico e di sicurezza.

Pertanto fu progettato un “raddoppio” tra Savona e Altare-Carcare e realizzata una nuova carreggiata di 15 km in direzione Torino completamente indipendente da quella precedente.

I lavori iniziarono nel 1973 ed il nuovo tratto fu inaugurato nel 1976.

Il vecchio tracciato del 1960 utilizzato per la direzione Altare-Savona presenta comunque caratteristiche tecniche non adeguate ad un tracciato autostradale, con curve troppo strette, limiti di velocità bassi, limiti di peso per i TIR a 44 tonnellate, mancanza di corsie di emergenza e di aree di sosta, manutenzione costosa.

Anche il tratto in salita, da Capanne ad Altare, presenta problemi, molti viadotti in pessime condizioni, il peggiore dei quali è il viadotto Lodo. Dopo un mio esposto in Procura della Repubblica di Savona per evidenziare lo stato di pericolo (12 settembre 2018) dei viadotti A6, la società Autostrade dei Fiori ha avviato opere di restauro tuttora in corso.

Era assolutamente necessario. Va da se che un “oggetto” riparato non è “come nuovo”! Quindi la vita residua di un “oggetto” riparato è inferiore a quella di un’opera rifatta ex novo. Ricordiamo anche il vincolo di peso esteso a tutta l’A6 da Mondovì a Savona!

Il mio progetto di massima, una “proposta professionale”, è una soluzione per il tratto alto del percorso Savona-Altare, molto più breve, più lineare, con evidenti vantaggi di percorrenza e di sicurezza: tracciato moderno, con corsie complanari vantaggiose per la gestione e manutenzione.

Attualmente il tratto Altare-Capanne in discesa è lungo 8.280 metri, e la salita Capanne-Altare è 8170 metri.
Secondo la mia proposta entrambi i tracciati sarebbero lunghi 5.860 metri, ma sopratutto praticamente rettilinei, con una sola curva di amplissimo raggio.

Paolo Forzano

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