IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Villanova: decine di armi in casa di Alberto Grosso, l’uomo che ha tentato di far esplodere l’abitazione della sorella fotogallery

Il comandante della compagnia carabinieri di Alassio Ferrari: "Una 'Santa Barbara' di armi, detenute illegalmente"

Villanova d’Albenga. “Una ‘Santa Barbara’ di armi, detenute illegalmente e sequestrate”. Così il comandante della compagnia carabinieri di Alassio Massimo Ferrari ha definito l’autentico arsenale detenuto da Alberto Grosso, il 53enne che, nei giorni scorsi, si è reso protagonista di quella che poteva essere un’autentica strage, a Villanova d’Albenga.

Villanova, le armi in possesso di Alberto Grosso

Con l’ausilio di timer e gas, ha cercato di far letteralmente saltare in aria l’abitazione della sorella e, ora, sul suo conto grava anche una l’accusa di “detenzione abusiva di armi”.

“I carabinieri della Stazione di Villanova d’Albenga, coadiuvati in tutte le fasi operativi ed esecutive dal personale del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Alassio, – ha aggiunto il comandante ai microfoni di IVG.it, – dopo l’intervento da parte dei vigili del fuoco che hanno disinnescato il timer che sicuramente avrebbe provocato una strage, hanno operato, in sicurezza, un sopralluogo all’interno della casa della persona fermata”.

E a quel punto sono state ritrovate armi di vario genere: da un fucile, con diversi proiettili, ad una balestra, ma anche numerosi coltelli e i due timer: “Sono in corso gli accertamenti, – ha proseguito ancora il comandante della compagnia alassina, – per stabilire la provenienza, l’eventuale utilizzo e altri aspetti meritevoli di approfondimento conoscitivo. Sul conto dell’indagato, ora in carcere, il cui provvedimento di fermo operato dai Carabinieri della Stazione di Villanova, è stato convalidato, ora pende anche questa nuova accusa della detenzione abusiva di armi. L’abitazione è ancora sotto sequestro. Le indagini continuano”.

Ecco il resoconto della cronaca dell’accaduto. Grosso aveva preparato e programmato tutto nei minimi dettagli con l’obiettivo di distruggere l’appartamento di Villanova, lasciato dalla madre alla sorella e al cognato, dopo anni di astio dovuti proprio all’eredità materna. Ha poi confessato i suoi intenti ai carabinieri di Pieve di Teco, che, dopo una caccia all’uomo durata una notte intera lo hanno arrestato con numerosi capi d’accusa.

Senza avere nessuna conoscenza tecnica specifica, l’uomo ha seguito un noto programma televisivo per realizzare il timer che avrebbe dovuto far scattare l’esplosione, dopo aver saturato la villetta con il gas. Due quelli trovati nell’appartamento, con i fili posizionati in prossimità dello scarico della cucina.

Ad evitare la strage è stata una telefonata ai carabinieri, fatta da Pornassio, che segnalava la presenza di uomo, che dava in escandescenza. A bordo di una Citroen, poi risultata rubata, Grosso era giunto nei pressi di un’officina meccanica chiedendo insistentemente del gasolio perché la sua auto si era fermata. Nonostante il rabbocco di carburante, la vettura non è ripartita, così Grosso ha tentato di rubare l’auto di un uomo che nel frattempo è arrivato dal meccanico. Scoperto, è stato fermato dal legittimo proprietario della vettura e si è dato alla fuga, abbandonando sulla strada la Citroen con la quale era arrivato.

Nel frattempo, sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Imperia, che aprendo l’auto hanno trovato due pistole calibro 8, un fucile calibro 12, diversi machete, una borsa contenente gioielli, un’altra piena di viveri, una tenda e una bombola da 20 litri di gas: tutto pronto per sopravvivere nei boschi per circa venti giorni.

L’auto era intestata a un uomo residente a Villanova d’Albenga, che si scoprirà poi essere il cognato, in vacanza però a Taormina (Messina). I militari hanno così avvertito i colleghi di Albenga che, raggiunta l’abitazione dell’uomo, hanno sentito subito il forte odore di gas ed hanno chiesto il supporto dei Vigili del fuoco.

Una volta entrati nell’alloggio, saturo di gas, carabinieri e pompieri hanno trovato il timer rudimentale che, programmato per le 17, avrebbe innescato un’esplosione. Le operazioni di disinnesco sono avvenute appena in tempo. Nell’appartamento i carabinieri hanno trovato anche le foto del cognato con dei coltelli conficcati sopra, a significare l’intento vendicativo di Grosso verso i familiari.

Subito dopo è scattata una vera e propria caccia all’uomo, andata avanti per un’intera notte. A cercare Alberto Grosso sono stati i carabinieri di Savona e di Imperia che, vista la pericolosità del soggetto, che ha precedenti di polizia, hanno passato al setaccio tutte le strade e le località che conducono alle zone di montagna, al confine tra Liguria e Piemonte, dove Grosso si recava spesso. Ad aiutare gli uomini a terra, anche l’elicottero dei carabinieri che ha sorvolato l’area. Una volta braccato, intorno alle 6,40 del mattino successivo, Grosso si è consegnato ai carabinieri della stazione di Pieve di Teco.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.