La sorpresa

Vaccarezza: “Sanità unica pecca. Da assessore saprei correggere gli errori e rilanciare gli ospedali”

"Non so se sarò assessore, me lo auguro. Come si suol dire, da buon parroco di campagna, dirò messa dove mi manda il vescovo"

Liguria. “Io sono l’uomo dei territori. Non so se sarò assessore. Me lo auguro. E, dopo anni ed anni di lavoro, credo di aver le carte in regola per farlo. Come si suol dire, ‘da buon parroco di campagna, dirò messa dove mi manda il vescovo’. Se ricoprirei il ruolo di assessore alla sanità? Assolutamente sì: credo di sapere dove si è sbagliato e dove si può migliorare”.

A dirlo non è un candidato “comune” bensì il consigliere regionale e capogruppo di “Cambiamo” in Regione Angelo Vaccarezza, autentico scudiero del governatore e candidato presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti. 

Un’analisi a 360 gradi quella di Vaccarezza, che ha toccato diversi temi, soffermandosi in particolare sul tema sanità e fornendo ai microfoni di IVG.it un’indiscrezione (al momento solo un’ipotesi) tanto sorprendente quanto clamorosa, ovvero la disponibilità, in caso di vittoria, a ricoprire il delicatissimo ruolo di assessore regionale alla Sanità, prendendo il testimone dalla leghista Sonia Viale.

Sorprendente e clamorosa, principalmente per due motivi: in primis perché l’assessore uscente della Lega Viale potrebbe voler proseguire il suo lavoro. Ma soprattutto perché, stando alle indiscrezioni raccolte dalla redazione di IVG.it, pare che Toti sia pronto ad accentrare direttamente sulla sua figura la delega alla sanità, per dare un “cambio di passo in prima persona” in caso di riconferma.

Seppur nello stesso schieramento (il cdx), però, va detto che dallo stesso Vaccarezza non sono arrivati complimenti e/o applausi per l’operato di Viale in questi 5 anni di amministrazione Toti, nei quali, il capogruppo di “Cambiamo” ha definito proprio la sanità come “l’unica vera pecca della gestione regionale”.

“Avrei tantissime cose da dire su questi 5 anni: dalla protezione civile in giù abbiamo cambiato la realtà della Liguria. Abbiamo cambiato la percezione della nostra Regione a livello nazionale. Ma se c’è qualcosa su cui si può dire che non siamo stati bravissimi, beh, quella è la sanità”, ha esordito senza mezzi termini Vaccarezza. 

“Siamo arrivati 5 anni fa con l’obiettivo chiaro di ricostruire, specie in provincia di Savona, i 10 anni di totale distruzione della sinistra targati Montaldo e Burlando. Abbiamo fatto diverse cose buone, va anche riconosciuto, ma non certo sufficienti. E abbiamo bisogno di altri 5 anni per completarne alcune e aggiungerne altre”.  

“Alla sanità serve un cambio di passo. Questo territorio ha vissuto negli anni la deaziendalizzazione del Santa Corona e il tentativo di togliere il dea di II livello al nosocomio di Pietra Ligure. Per non parlare, poi, della chiusura dei pronto soccorso di Albenga e Cairo Montenotte, con un carico incredibile su Savona. La differenza tra noi e la sinistra è semplice: loro volevano distruggere la sanità savonese e ce l’hanno fatta; noi avevamo l’obiettivo di rianimarla, ci abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti del tutto”. 

ospedali albenga cairo

“La sfida è li. Io non sono appassionato di convenzioni con i privati, ma non è questo l’unico tema: la sanità va rimessa in piedi anche attraverso altri strumenti. Le liste di attesa, ad esempio, prescindono da un possibile connubio pubblico-privato”, ha proseguito. 

Vaccarezza, dunque, pronto a dimettersi per andare a ricoprire il ruolo?: “Questa è un’altra cosa che deciderà il presidente, – la replica del diretto interessato. – Siamo una squadra e, in quanto tale, mi rimetto alle decisioni di Giovanni Toti. L’ho sempre stimato e seguito ovunque, anche quando mi hanno dato del matto per aver lasciato Forza Italia. E sono pronto a seguirlo ancora oggi, quando, insieme, stiamo cambiando la Liguria e, tra poco, anche il Paese”. 

Vaccarezza ha anche voluto analizzare questa campagna elettorale per le Regionali 2020, condita, a detta sua, da “tantissime stranezze e incertezze”, ma anche “da una grande certezza”.

“È stata una campagna elettorale stranissima sotto diversi punti di vista, – ha spiegato. – Fare un incontro a Ferragasto per parlare di politica non mi era mai successo e il Covid ha impedito alcune ‘liturgie’ tipiche della campagna. Assurdo, poi, vedere tantissimi candidati e liste che non esprimeranno nemmeno un seggio muoversi quasi come se si trattasse quasi di un’elezione comunale. E stranissima anche perché l’avversario principale sembra essere il primo ad aver capito che perderà e lo dimostra muovendosi pian piano, mentre Toti continua a correre velocissimo verso il traguardo”. 

Vaccarezza Toti

“Ma tra tante stranezze, emerge un’unica, grande certezza, ovvero i due seggi già assegnati: il primo, quello di presidente, a Giovanni Toti e poi quello che va al primo dei perdenti, a Ferruccio Sansa del centrosinistra”, ha concluso Vaccarezza.

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