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“Spese pazze” in Regione, Orsi condannato: “Sono innocente, presenterò appello e confido in una assoluzione”

Secondo il tribunale avrebbe utilizzato 1600 euro destinati all’attività politica del Consiglio Regionale per uso personale

Albisola Superiore. “Sono sereno quanto amareggiato ma fiducioso di uscire da questa vicenda assolto con la più piena delle formule. Ci vorrà un po’ di tempo, ma la maggior parte del tempo per avere la sentenza definitiva che farà chiarezza sul mio comportamento è passato, visto che sono trascorsi 12 anni dai fatti che mi sono stati contestati… ne aspetterò un paio ancora”. Così Franco Orsi, ex sindaco di Albisola Superiore ed ex senatore, commenta la sentenza di ieri del tribunale di Genova che lo ha condannato a 18 mesi e 10 giorni di reclusione (con la sospensione condizionale) nell’ambito dell’inchiesta sulle “Spese pazze” in Regione Liguria.

I fatti fanno riferimento alla VIII Legislatura, quando Orsi era vicepresidente del consiglio regionale nel primo mandato di Claudio Burlando. L’inchiesta coinvolge in totale 19 consiglieri della legislatura 2005/2010: secondo l’accusa avrebbero utilizzato i soldi destinati all’attività politica del Consiglio Regionale per uso personale, acquistando beni tra i più svariati, dai dvd alle bottiglie di vino ai pranzi al ristorante ai soggiorni in hotel. Tre i savonesi condannati: oltre a Orsi ci sono Michele Boffa (19 mesi e dieci giorni) e Antonino Miceli (17 mesi e dieci giorni).

“Il giudice di primo grado mi ha ritenuto responsabile di peculato per essermi appropriato o aver distolto dalla destinazione di legge 1.653,70 euro nell’anno 2008 – spiega Orsi – Per ora il Giudice non ha ancora depositato le motivazioni della sentenza, che riguarda anche altri 19 imputati, e quindi non conosco le specifiche ragioni (motivazioni) per cui mi ha ritenuto responsabile dell’appropriazione o la distrazione di quei soldi, diversamente dalla mia dichiarazione di innocenza. Non appena verranno depositate le motivazioni della sentenza (il tribunale si è preso 90 giorni) presenterò appello“.

“Naturalmente la sentenza penale di primo grado non è esecutiva – chiarisce – indipendentemente dal fatto che la stessa Sentenza preveda la sospensione condizionale della pena essendo io incensurato. Lo chiarisco ad alcuni cari amici che, appreso della sentenza, mi hanno chiamato per dirmi che ci sono per qualunque bisogno temendo che sarei stato privato della mia libertà nei prossimi giorni. Non sarà così”.

“Comunque un sentito grazie a chi, appresa la notizia della condanna, mi ha dedicato un pensiero di affetto e amicizia che non dimenticherò; per il resto si vedrà – conclude – Fermo restando ciò che dice l’art. 27 II comma della nostra Costituzione”. Una velata frecciata: quel comma infatti recita che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva“.

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