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Scuola, pochi giorni per trovare i docenti mancanti: ancora incognite su aule e spazi foto

ll direttore Usr: "Ottimisti ma non potremo soddisfare tutte le esigenze, stiamo facendo il massimo"

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Liguria. “Siamo ottimisti, stiamo facendo il match tra le richieste e le disponibilità. Da qui a una settimana si chiude”. Così il direttore scolastico regionale Ettore Acerra sulla riapertura delle scuole. Sono giorni decisivi, infatti, per capire come ripartiranno le lezioni in Liguria e nel savonese, un avvio probabilmente mai così complicato e pieno di incognite. Due in particolare due quelle che tolgono il sonno ai presidi: la mancanza di personale e la carenza di spazi adeguati per garantire il distanziamento sociale.

Sul primo fronte la partita si gioca tutta entro la prossima settimana. Dei circa mille insegnanti in più chiesti dagli istituti liguri per garantire la didattica “non riusciremo a soddisfare tutte le esigenze, ma credo comunque che sarà una percentuale molto rilevante – spiega Acerra -. Alla fine l’incremento sull’organico di legge raggiungerà quasi il 10%. Nelle regioni del Nord mettere sotto contratto i supplenti non è sempre facile perché le graduatorie sono meno piene rispetto ad altre aree”.

Del resto non tutti gli istituti lamentano carenza di personale docente in uguale misura. Chi dispone di spazi sufficienti, e quindi non si troverà costretto a dividere le classi, avrà meno buchi da coprire sull’insegnamento. Ma l’emergenza riguarda comunque i collaboratori Ata che avranno molto più lavoro viste le sanificazioni continue imposte dalle linee guida. “Su questo settore abbiamo avuto richieste per 700 unità in più e contiamo di arrivare quasi al 100%”, assicura Acerra.

“Se fossimo in tempi differenti non avremmo grandi necessità – racconta ad esempio Luisa Giordani, preside dell’istituto comprensivo Terralba di Genova che riunisce tre plessi scolastici – ma con questa situazione l’organico farà la differenza per garantire le 40 ore per la scuola primaria e le attività della scuola d’infanzia dove i bambini dovranno essere divisi in piccoli gruppi. Se dovessi sparare un numero direi che ci servono almeno 20 collaboratori in più, ma anche se ce ne dessero 10 riusciremmo a far fronte alle necessità”.

Meno impellente del previsto è forse l’emergenza aule. Attualmente gli studenti che non avrebbero un posto per seguire le lezioni in Liguria sono “il 2-3%, circa un migliaio in termini assoluti – puntualizza il direttore dell’Usr – ma l’obiettivo è cercare di arrivare a zero. Tra aumento di organici, nuovi arredi e spazi alternativi dovremmo risolvere tutto entro il 14 settembre”.

Ma il tempo a disposizione è sempre meno. E diverse scuole, almeno a Genova, sono ancora un cantiere a cielo aperto. Alla Cantore di corso De Stefanis i lavori “sono ancora in alto mare“, riferiscono dall’ufficio della presidenza. Tre piani su quattro sono interessati da interventi di ristrutturazione che termineranno il 10 settembre (salvo imprevisti) e quindi a ridosso della prima campanella. Anche i banchi monoposto in molti casi devono ancora arrivare. Nel frattempo il Comune attende i 350mila euro assegnati dal bando del governo per affittare locali privati se mancheranno ancora aule nei plessi scolastici (ne abbiamo parlato qui).

Intanto le Asl si stanno organizzando per consentire ai docenti di effettuare il test sierologico volontario che solo in caso di positività agli anticorpi Igm dà accesso al tampone. L’ufficio scolastico ha dato il via libera alla Regione, che distribuirà sul territorio il 20% dei kit diagnostici non ritirato dai medici di famiglia, ma le aziende sanitarie stanno procedendo in ordine sparso. Nell’imperiese, ad esempio, la procedura è già partita mentre a Genova le modalità verranno comunicate nei prossimi giorni. “L’obiettivo è che il 100% del personale scolastico esegua il prelievo”, ricorda l’assessore Sonia Viale.

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