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Scuola, in Liguria niente tamponi a casa per i bambini: si pensa a drive-through e ambulatori

Servirà ancora una settimana per mettere a punto il protocollo in vista della riapertura, che “resta fissata al 14 settembre“

Liguria. Niente squadre di medici a casa delle famiglie per fare il tampone ai bambini che presentano sintomi sospetti da coronavirus o che sono in isolamento perché un loro compagno di classe è positivo. Al loro posto in Liguria verranno istituiti ambulatori o postazioni drive-through (dove fare il test a bordo di un veicolo) dedicati esclusivamente agli studenti, una procedura che in ogni caso “sarà molto più rapida di quella prevista dalle linee guida nazionali“, ha assicurato il presidente Giovanni Toti al termine della riunione con i vertici della sanità regionale.

Servirà ancora una settimana per mettere a punto il protocollo ligure in vista della riapertura delle scuole che “resta fissata al 14 settembre“, ha ribadito Toti nonostante gli appelli sottoscritti in queste ore da medici e professori. L’hub regionale di riferimento per la gestione dei casi positivi sarà l’ospedale Gaslini che coordinerà tutte le azioni sul territorio.

L’obiettivo è quello di creare specifiche task force regionali sulla scuola, ma anche accelerare le procedure: “Stiamo lavorando per andare oltre il protocollo nazionale. Nelle prossime ore definiremo gli standard in modo che la tamponatura e lo screening possano avvenire in modo rapido e comodo per le famiglie”, ha detto Toti.

In pratica, che cosa succede se uno studente inizia a manifestare sintomi quando si trova a scuola? Le linee guida nazionali prevedono che il soggetto venga messo in isolamento in una stanza predisposta mentre viene avvertita la famiglia. Quindi il pediatra di libera scelta valuta la situazione e decide se è necessario il tampone.

“A quel punto – ha spiegato l’assessore Sonia Viale – i genitori non dovranno stare a casa col bambino ad aspettare la squadra G-Sat, ma andranno direttamente presso un ambulatorio o un drive through senza prenotazione. L’obiettivo pratico è che tutto venga fatto nell’arco di pochissime ore per creare meno disagio possibile e perché la scuola sappia in tempo breve se lo studente è positivo o meno”.

Questo anche per “diminuire l’impatto psicologico sui bambini – dice Toti – che altrimenti si vedrebbero arrivare a casa gente vestita da marziano. Vorrei qualcosa di più tranquillizzante”. La stessa procedura verrebbe prevista nel caso in cui i sintomi sospetti apparissero a casa (in tal caso è assolutamente vietato mandare i ragazzi a scuola).

E se nella classe risulta un positivo? Per tutti i compagni scatta l’isolamento obbligatorio per 14 giorni. L’intenzione della Regione Liguria è quella di permettere anche a queste famiglie di effettuare un tampone, seppur non obbligatorio, entro un periodo utile ad accertare la presenza del contagio (che, in base alle indicazioni scientifiche, potrebbe essere di 5-7 giorni).

“Lavoriamo per istituire un call center a disposizione delle famiglie – ha aggiunto Toti – e per istituire tamponi rapidi antigenici all’interno degli istituti, che verranno fatti in attesa del tampone vero e proprio. Senza dubbio avremo a che fare con casi di positività, sarà una situazione nuova per migliaia di famiglie. Entro una settimana verrà definita l’architettura del sistema, poi partiremo con una campagna di comunicazione. Come sempre ci sarà qualche intoppo, ma nell’insieme pensiamo che sia una fase gestibile”.

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