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Scuola, attacco Cgil: “Siamo al 2 settembre e non ci sono ancora le procedure per nomine supplenti”

E sulle possibili assenze: "Campagna denigratoria contro gli insegnanti, il problema non è esteso come si vorrebbe far apparire"

Savona. “Siamo al 2 settembre e non ci sono ancora le procedure e le circolari ministeriali per le nomine dei supplenti”. L’attacco arriva dalla Cgil di Savona, firmato dal segretario provinciale Andrea Pasa e dal segretario di Flc Cgil Mario Lugaro.

Ieri sera sono arrivate le graduatorie provinciali (leggi qui) ma mancano ancora le convocazioni, attese (forse) per lunedì. “Mancano pochi giorni alla riapertura della scuola, ma i dirigenti, gli insegnanti, il personale non docente, gli alunni e le famiglie interessate vivono giorni di incertezza, considerando il susseguirsi di indicazioni, protocolli, linee guida, spesso contradditorie ed imprecise – scrivono i sindacalisti – L’emergenza Covid ha messo in moto un meccanismo di tensione intorno al mondo della scuola, che col passar del tempo si è sempre più complicato, in particolare le confuse indicazioni ministeriali, emanate anche con ritardo nel corso dell’estate, al momento non hanno fatto altro che complicare ancor di più una situazione già difficile in partenza”.

Tra le preoccupazioni maggiori quella derivante dall’organico del personale docente e non docente in organico, “nonostante la dedizione di molti dirigenti scolastici impegnati in questi ultimi giorni nelle ipotesi più impegnative per riuscire ad organizzare al meglio gli orari settimanali delle lezioni, senza sapere su quali e quanto personale potranno effettivamente disporre. Vi sono, ad oggi, da completare le nomine del personale supplente, oltre a tutti i problemi connessi ai dispositivi di sicurezza e all’adeguamento degli spazi didattici, aule, mense e laboratori. Alla fragilità di alcuni docenti, affetti da varie patologie, dobbiamo aggiungere anche quella di molti alunni che ogni giorno in classe dovranno affrontare molti disagi: nonostante questo tutte le scuole sono state impegnate, in questi mesi, nel tentativo di garantire il più possibile una riapertura in sicurezza, in linea con i principi del diritto allo studio”.

Tra i temi all’ordine del giorno in questo periodo, quello inerente i cosiddetti lavoratori fragili ed alle possibili assenze che si potrebbero determinare. “E’ ripartita in questi giorni, una campagna denigratoria e falsa contro gli insegnanti ed i lavoratori della scuola, condita con fake news e tanta demagogia – denunciano Pasa e Lugaro – In realtà il problema dei cosiddetti lavoratori fragili non è così esteso, come lo si vorrebbe fare apparire, e riguarda essenzialmente chi in base ad accertamenti del medico competente può essere certificato in base ad effettive patologie specifiche rispetto al Covid. Quello che in realtà preoccupa maggiormente sono i ritardi rispetto agli interventi da predisporre nel caso in cui risultasse un positivo nella scuola, eventualità che, visti i numeri delle persone coinvolte, purtroppo sembra tutt’altro che remota. Naturale, dunque, che i docenti e il personale della scuola vivano la ripartenza con preoccupazione, specialmente quelli con condizioni di salute più fragili (non solo e non tanto per l’età, che comunque li espone di più ai rischi del contagio): per loro non sono ancora state previste misure specifiche”.

“Come FLC CGIL abbiamo sottolineato che gli impegni sottoscritti nel Protocollo di sicurezza per la ripresa delle attività didattiche non sono stati rispettati e molte sono le criticità che ancora impediscono la realizzazione delle condizioni indispensabili per la riapertura delle scuole. Abbiamo al riguardo espresso la nostra profonda insoddisfazione sull’attuazione del Protocollo, in particolare per la tutela dei lavoratori fragili, per la gestione dei lavoratori in quarantena, per la regolazione contrattuale del lavoro agile del personale ATA e della didattica a distanza per il personale docente che il ministero si era impegnato a fornire. Abbiamo inoltre denunciato l’assenza di trasparenza con cui vengono gestite le risorse stanziate a favore delle scuole per far fronte all’emergenza sanitaria, così come ancora non si conosce quante delle ulteriori risorse previste dal decreto agosto siano state destinate ad integrare gli organici, con quali criteri vengano attribuite agli USR – Uffici Scolastici Regionali- , come arrivino alle scuole, con quali criteri le scuole potranno gestirle”.

“La CGIL di Savona e la FLC CGIL di Savona sono consapevoli dell’estrema gravità della situazione, difficile da gestire e da far comprendere anche alle famiglie, che mostrano grande attenzione alle iniziative messe in atto dalle scuole in vista della riapertura dell’anno scolastico, ma pretendono un avvio in sicurezza dl nuovo anno scolastico per lavoratori e alunni. In questi mesi abbiamo evidenziato come alla grande disponibilità e flessibilità dimostrata dal sindacato nell’affrontare le problematiche connesse all’emergenza sanitaria, non si sia corrisposta da parte dell’Amministrazione la stessa disponibilità alla collaborazione per la risoluzione delle problematiche segnalate, atteggiamento aggravato dallo scollamento tra i diversi dipartimenti del ministero che non sempre hanno assunto decisioni univoche. Far ripartire le attività scolastiche in presenza è l’obiettivo per il quale da mesi stiamo lavorando, convinti che il diritto all’istruzione meriti di essere considerato da tutti un’assoluta priorità, da sostenere con forza non a parole, ma attraverso una politica di forte e significativo investimento, ancor più nel momento in cui è indispensabile adottare particolari modalità organizzative a tutela della salute dell’intera comunità sociale, non solo di quella scolastica” concludono.

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