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Scuola, a Boissano la prima elementare da 27 alunni. Il sindaco: “Scelta sbagliata”

Il Comune era disponibile a suddividere la classe in due sezioni, avendo la scuola aule grandi a sufficienza per essere rimodulate

Boissano. Sarà costituita da ben 27 alunni la classe prima delle elementari di Boissano, il cui plesso fa parte dell’istituto comprensivo Loano-Boissano. Un numero a dir poco rilevante in una situazione di normalità ma che in questa fase post-acuta dell’epidemia da Covid-19 può considerarsi addirittura eccessivo. La maggior parte degli alunni, circa una quindicina, proviene da Boissano mentre la restante parte è composta da piccoli loanesi “in trasferta”.

Visto l’elevato numero di bambini iscritti, i rappresentanti di istituto avevano chiesto alla dirigenza scolastica la costituzione di due classi prime, composta ciascuna da circa la metà dei bambini iscritti. Il Comune di Boissano, interpellato in merito a tale possibilità, si era anche detto pronto a dare vita a due sezioni, disponendo di spazi adeguati e aule grandi a sufficienza per essere rimodulate senza difficoltà.

“Nella nostra scuola abbiamo locali molto grandi – conferma il sindaco Rita Olivari – che in caso di necessità possono anche essere suddivisi. Un’unica classe di 27 bambini o due classi rispettivamente di 14 e 13 alunni, dunque, non avrebbe fatto fatica a trovare spazio. Nonostante la nostra disponibilità, comunque, chi doveva prendere questa decisione ha scelto di non frazionare la classe. Tra l’altro non è stata avanzata nemmeno la richiesta di ulteriore personale docente (cosa necessaria, qualora si fosse deciso di raddoppiare il numero di sezioni). Per tutte queste richieste il ‘no’ arrivato in assemblea di istituto è stato secco”.

Non solo: “Nonostante non fosse nostro compito, è stato il Comune di Boissano, insieme con i rappresentanti delle insegnanti, a disporre i banchi secondo i dettami ministeriali per la ripresa delle scuole”.

Quella di non creare due sezioni della prima elementare è una scelta che il primo cittadino non condivide affatto: “Se per ipotesi uno dei bambini risultasse positivo al Covid, in una classe con meno di 15 alunni le possibilità di ‘contenere’ la diffusione del virus sarebbero di un certo tipo; in una classe con il doppio dei bambini, invece, sarebbe molto più complicato”.

“Il fatto che la nostra scuola faccia parte di un istituto comprensivo non significa che tutti i plessi si debbano uniformare ad una medesima conduzione. Le situazioni vanno gestite in maniera differente in base alle caratteristiche del plesso”.

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