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Savona, primo giorno di scuola seduto su quel banco “distanziato”: “Bello ritornare a scherzare con i compagni”

Il racconto di un giovane liceale al tempo del Covid tra regole rispettabili e non

Savona. Dopo mesi di chiacchiere finalmente l’atteso giorno è arrivato: oggi, 14 settembre, le scuole della provincia savonese hanno ripreso le lezioni in presenza (fatta eccezione per Albenga e Alassio), così come successo in altre dodici regioni italiane.

Le polemiche si sa, sono state tante, come i dubbi che ci hanno accompagnato a questo appuntamento, diventato simbolo di rinascita e sinonimo di riscatto e resilienza. È con queste motivazioni e anche per merito della voglia di riabbracciare (si fa per dire ovviamente) gli alunni, che i presidi di tutta la provincia hanno fatto in modo di preparare al meglio i propri istituti, così da poter accogliere in totale sicurezza i ragazzi.

Personalmente l’emozione del primo giorno di scuola è rimasta intatta, così come le farfalle nello stomaco e quel pizzico d’ansia che mi hanno accompagnato davanti al portone del liceo Chiabrera (comprensorio dove frequento la quarta superiore). L’ingresso però non è stato quello utilizzato di consueto, bensì un altro, aperto in via del tutto eccezionale proprio per tentare di ridurre al minimo la possibilità di creare assembramenti.

Oltre a questo, la scuola ha anche fornito degli orari di arrivo differenti a seconda della provenienza degli alunni: sono chiamati a varcare il portare dalle ore 7:55 alle ore 8 i savonesi, dalle ore 8 alle 8.05 i ponentini e dalle 8:05 alle 8:10 coloro che provengono da levante. Sanificarsi le mani è stata la regola fondamentale prima di accedere alle classi, dove ad attenderci vi erano i banchi “distanziati”. Vi starete chiedendo il motivo per il quale sono presenti le virgolette nell’ultimo termine della frase precedente.

Dovete sapere che dirigente e vicepreside hanno sicuramente fatto il possibile per garantire il mantenimento del metro di distanza, ma purtroppo in alcune classi (a detta degli studenti), come ad esempio nella mia, farlo non è stato per niente facile. Dopotutto degli ormai celeberrimi banchi con le rotelle ancora non vi è traccia (però non ditelo al commissario Arcuri o al ministro Azzolina), quindi chi di dovere si è dovuto accontentare di utilizzare le postazioni classiche. Ovviamente sistemare queste ultime mantenendo il dovuto distanziamento in alcune aule è stato quasi impossibile, ma questa colpa non può certo essere attribuita a chi ha dovuto fare i salti mortali per sopperire ai ritardi del ministero competente.

L’obiettivo di eliminare le “classi pollaio” è stato sbandierato in diverse occasioni, ma mandare in aula multimediale alcuni alunni facendoli collegare online da scuola per alleggerire le sezioni troppo numerose era davvero la soluzione migliore? I dubbi restano, ma osserviamo ora i lati positivi. Come detto gli ingressi scaglionati risultano efficaci, mentre i gel igienizzanti sono presenti in abbondanza così come le mascherine fornite da Roma. Inoltre le regole vengono fatte rispettare in modo scrupoloso dai docenti. Alla fine sembra anche riuscire a sopravvivere senza troppi grattacapi il rapporto tra i ragazzi e la relazione fondamentale tra loro ed i docenti.

Nonostante le difficoltà, la nostra popolazione ha dimostrato ancora una volta di avere una grande capacità di adattamento, con uno spirito positivo che ha contraddistinto questo agognato avvio di anno scolastico. Personalmente sono rimasto molto soddisfatto dopo la prima giornata trascorsa in classe: ritrovare i miei compagni e amici, il ritorno all’interazione diretta con i docenti, gli scherzi, i commenti e addirittura le battute tra noi mancavano più di quanto si pensasse, dato che queste azioni risultavano quasi impossibili da remoto.

Tutto sommato quindi il bilancio del primo giorno di scuola risulta essere abbastanza positivo, nella speranza che le poche ma fastidiose criticità elencate in questo articolo vengano risolte (magari con un aiuto da parte della Regione o del ministero) per poter continuare con la didattica in presenza, metodo prediletto per poter crescere consapevolmente e con la necessaria ed imprescindibile istruzione.

Detto questo, non resta altro che augurare buon anno scolastico a tutti!

 

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