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Regionali, la “Scalata dei sindaci” tra sanità da ripensare, sfide fratricide e una scelta bocciata dai lettori

Confronto serrato, a 360 gradi, tempi contingentati e regole ferree: ecco come è andata

Liguria. Roberto Arboscello, farmacista e sindaco di Bergeggi dal 2014, candidato per il Pd; Pietro Balestra, sindaco di Villanova d’Albenga, in lista con Liguria Popolare, in politica, con il primo mandato, dal 1995; Alessandro Bozzano, sindaco di Varazze, candidato per “Cambiamo”, dal 2014 impegnato attivamente, con più cariche, nel suo Comune; Massimo Niero, sindaco di Cisano sul Neva dal 2014, in lista Pd; Roberto Sasso Del Verme, sindaco di Laigueglia, candidato per la Lega, che vanta più di 12 anni di esperienza amministrativa e una militanza trentennale nel Carroccio.

Ecco i protagonisti del primo “faccia a faccia” virtuale di IVG, nel quale abbiamo voluto mettere a confronto i 5 sindaci del savonese che hanno deciso di tentare la “scalata” al consiglio regionale.

Non una mera esposizione di programmi (spesso simili e comunque riportati in tutto il materiale elettorale), bensì un confronto nel quale valutare realmente la competenza, la preparazione e l’autorevolezza di chi chiede un voto per queste elezioni regionali. Per quanto riguarda il primo confronto, ribattezzato “La scalata dei sindaci”, abbiamo scelto appositamente (lo faremo anche nei prossimi) politici che hanno qualcosa in comune: un ruolo o un percorso politico, ma, come vedrete poco sotto, anche idee e posizioni spesso completamente differenti.

IL MOTIVO DELLA SCELTA DI UN SINDACO DI CANDIDARSI

Proprio il primo quesito è l’unico che è riuscito di fatto a mettere d’accordo tutti i primi cittadini candidati. Sorge spontaneo, in particolare tra i propri cittadini, il dubbio di un possibile “abbandono” delle proprie responsabilità da sindaco per cercare la scalata in Regione, ma non secondo i candidati che, seppur con parole differenti, si sono detti tutti “contrari a questo tipo di visione poiché, anche in caso di elezione, resteranno comunque le proprie giunte a fare da ‘faro’ per il relativo territorio”. E anche sulle motivazioni, la visione è sostanzialmente analoga: amministratori di lungo corso, con importante esperienza amministrativa “pronti a portare la stessa in Regione dove, alcune volte, sono state proprio le voci dei territori, le esigenze dei propri cittadini, a non essere ascoltate”. Insomma, la garanzia di “una voce meno politica e più amministrativa nel palazzo di piazza De Ferrari” e la possibilità “di poter far valere con maggior forza e decisione la posizione di questa porzione di Liguria”.

LA COSA MIGLIORE E LA COSA PEGGIORE FATTA DA REGIONE LIGURIA NEGLI ULTIMI 5 ANNI

E qui cominciano le prime “frizioni” e si registrano posizioni tanto unitarie da una parte quanto contrastanti dall’altra. Balestra, Arboscello e Bozzano, per quanto riguarda l’aspetto peggiore, hanno puntato sulla “sanità” seppur con parole e idee diverse. Per Balestra e Arboscello “poco o nulla da salvare” con un “modello lombardo” (tema privatizzazioni), voluto da Toti e Viale, considerato “fallimentare”, mentre secondo Bozzano “la sanità sarebbe sì potuta essere gestita meglio dall’attuale giunta, che ha però ha semplicemente portato avanti il modello iniziato da Burlando (Pd)”.

Secondo Niero, invece, la pecca più grande di questa giunta regionale è stata “la scarsa vicinanza con il territorio: basti pensare che Cisano sul Neva è stato il Comune del savonese più colpito dall’alluvione 2016, ma nessun amministratore si è mai fatto vedere né ha teso una mano. Quando si è presidente di Regione bisogna esserlo di tutti i territori e di tutti i sindaci, non solo di quelli della stessa parte politica”. Pensiero condiviso in parte anche da Balestra che ha spiegato come “tutte le scelte regionali per i territori dovrebbero passare prima dai sindaci, ma così non è sempre stato in questi 5 anni”. Il paradosso? Per il candidato Bozzano, invece, “la vicinanza di Regione Liguria, con presenze e visite costanti sul territorio, in particolare del governatore Toti è stata il miglior pregio dell’attuale giunta regionale”. Posizioni agli antipodi.

Sasso Del Verme, invece, non ha avuto “nulla di particolare da imputare a Regione Liguria per questi 5 anni di gestione, se non qualche errore fisiologico, ma forte del detto che ‘chi non sbaglia è solo perchè non fa nulla’”e ha invece riservato un plauso all’amministrazione Toti “per la gestione della protezione civile e delle tante emergenze meteo che hanno flagellato il territorio: solo Laigueglia ha ricevuto circa 5 milioni di euro di aiuti specifici per la difesa del suolo”. Una posizione approvata anche da Balestra, che ha condiviso “l’ottimo operato della Regione in termini di gestione delle emergenze e di protezione civile”.

La cosa migliore fatta da Regione Liguria, infine, ha messo d’accordo i “dem” Niero e Arboscello che non hanno avuto dubbi: “La comunicazione, tanta, fin troppa. Utile a pubblicizzare le ben poche cose fatte”. Bene ma non benissimo, la sintesi. Certo non il migliore dei complimenti.

UN GIUDIZIO SULL’OPERATO DI CHI HA AVUTO LE COMPETENZE SANITARIE IN REGIONE: SONIA VIALE

Premessa doverosa: nessuno dei candidati ha giudicato “positivo” l’operato dell’assessore alla Sanità Sonia Viale o, almeno nel confronto di IVG.it, nessuno lo ha pensato o ha voluto dichiararlo apertamente. Lo “scontro” c’è stato più sulle motivazioni che avrebbero portato (secondo quanto emerso nella domanda precedente) Viale a gestire “non proprio al meglio” la sanità ligure.

Da una parte si sono schierati Sasso Del Verme e Bozzano, che hanno “imputato al passato, e quindi in primis al modello Burlando (Pd), l’attuale situazione della sanità regionale”. Non “una scelta del tutto sbagliata, quella di ricalcare il modello Burlando”, secondo Bozzano, che ha però aggiunto che “ciò non significa che al modello Burlando non sarebbero dovute essere apportate innovazioni che sono arrivate sì, ma in forma lieve e non sufficienti”.

Sasso Del Verme, invece, si è esposto anche sulla tematica delle convivenza tra pubblico e privato “vista di buon occhio qualora la sanità pubblica risulti in sofferenza”. E quando gli abbiamo fatto notare che, però, proprio nel savonese il precedente assessore alla Sanità Montaldo fosse stato molto più presente di Viale, Sasso non ha avuto dubbi: “C’è chi ha la passione di farsi vedere e chi, invece, sta in disparte a lavorare e fare quello che deve. Giovanni Toti è stato uno dei pochi in grado di mettere insieme le due cose, una piacevole eccezione”.

Non hanno avuto dubbi, invece, al contrario, Niero e Arboscello che, in primis, hanno palesato “l’errore nel cercare sempre di giustificare le proprie mancanze andando a scavare nel passato” e poi si sono scagliati contro “una visione sanitaria selettiva della giunta Toti, che ha portato ad una netta divisione tra cittadini di Serie A e di Serie B. Inaccettabile, così come il depotenziamento degli ospedali e di tutte le strutture che vi gravitano attorno. Un settore come la sanità, che occupa circa il 75% delle risorse regionali, deve essere al servizio del cittadino e l’organizzazione generale deve essere più capillare ed omogenea”. Insomma, secondo il duo Niero-Arboscello, “l’esatto opposto di quanto avvenuto negli ultimi 5 anni”.

Balestra, infine, a mo’ di numero 10 del calcio, ha dribblato abilmente il “tema Viale” additando le colpe “alla scarsa autorevolezza dimostrata dal comprensorio albenganese negli ultimi 10-15 anni, con un depauperamento sanitario iniziato con Burlando, ma concluso dall’attuale amministrazione regionale”. Quindi, nonostante la militanza nella coalizione di centrodestra e forte della sua convinzione di “non avere padroni né registi dall’alto”, Balestra si è lasciato andare anche ad un endorsement per la sanità pubblica: “Io sono per tornare indietro nel tempo, bisogna ripristinare gli ospedali pubblici con tutti i loro servizi”.

INFRASTRUTTURE E ESTATE “ISOLATA” PER LA LIGURIA

Abbiamo assistito, questa estate, come il resto dei liguri, ad una paralisi quasi totale della rete infrastrutturale, complice l’emergenza Covid e i problemi sulla rete autostradale e ferroviaria, con un rimpallo di responsabilità tra Regione Liguria e Governo, che si ripropone, seppur in forma minore e leggermente differenti, anche tra i sindaci candidati alla Regionali 2020.

Bozzano e Balestra hanno puntato il dito proprio contro il Governo “visto che le opere da eseguire e i progetti sono tanti, ma è proprio l’esecutivo a doverle finanziare. Cosa che, fino ad oggi, è avvenuta poco o nulla”. Ed entrambi hanno poi evidenziato, proprio in materia, l’importanza di “avere amministratori del territorio (i sindaci stessi) in Regione, per riuscire a fornire un peso maggiore a posizioni condivise da portare sui tavoli di Roma”.

Secondo Arboscello, invece, “è stucchevole il rimpallo di responsabilità tra Regione e Governo e non giova a nessuno, mentre il territorio ha impellente bisogno di un potenziamento e un miglioramento delle infrastrutture a favore, in particolare, delle attività economiche e turistiche”.

Per Sasso Del verme, infine, “ci sono sì delle criticità, ma va anche riconosciuto il grande lavoro portato avanti da Regione Liguria, che ha dimostrato che, quando si vuole, i risultati si possono portare a casa, bene e in tempi brevi”. Ovvio il riferimento al modello del ponte di Genova, secondo Sasso “la miglior dimostrazione di cosa il centrodestra è in grado di fare quando si riescono a mettere da parte la burocrazia, le schermaglie e le diatribe politiche tra le varie fazioni”.

TURISMO E LAVORO

Per quanto riguarda due settori chiave, IVG.it ha deciso di non puntare sulle cosiddette “promesse elettorali” ma, potendo “sfruttare” la competenza e lo storico di 5 amministratori locali, ha preferito domandare “cosa sia stato fatto in questi anni nei relativi Comuni per incentivare politiche turistiche e occupazionali”.

Niero: “A Cisano ci siamo occupati, ad esempio, di un settore come lo sport outdoor ma anche di agricoltura in maniera forte e prevalente. Abbiamo cercato, attraverso una serie di contatti con agricoltori, di mettere a sistema terreni comunali e privati in modo che fossero a disposizione di giovani imprenditori agricoli. Abbiamo organizzato il Festival dell’Outdoor per 4 anni di fila, con presenze numerose e forte interesse da praticanti di diverse discipline. È ovvio che su temi più importanti come l’occupazione non è facile agire in ambito comunale, ma credo che ci siamo sempre battuti comunque anche su questo tema per quanto possibile”. 

Sasso Del Verme: “Il Comune non può dare lavoro, è un dato di fatto. Ma può creare opportunità per far fiorire le attività. La nostra amministrazione, a Laigueglia, ha lavorato molto su sport, difesa delle coste, difesa del territorio e promosso manifestazioni per dare aiuto al mondo economico locale: penso ad alberghi, commercianti, attività turistiche. Attirare turisti nei nostri Comuni significa dare la possibilità di creare posti di lavoro. Il Comune deve fare da calamita e mi sento di dire che noi stiamo facendo il massimo per aiutare tutte le categorie e permettere a più persone possibili di lavorare”.

Arboscello: “Anche noi abbiamo puntato forte su sport e ambiente per destagionalizzare il turismo. Se sarò eletto in Regione, chiederò maggior coordinamento tra i territori, che vanno aggregati. Servono politiche turistiche aggreganti e incentivi a sostegno degli operatori economici. Sul lavoro, Bergeggi non risente di questo problema, ma me ne sono occupato fortemente comunque, anche nei territori vicini, ad esempio a Vado Ligure”. 

Bozzano: “Nei miei anni di amministrazione, ho sempre parlato con i cittadini, ascoltato le loro esigenze e cercato di metterle a sistema. La nostra è una città che sul turismo ha dato un ritorno meraviglioso. E penso, poi, all’outodoor, agli importanti investimenti in zona mare. Alcune strategie messe in campo, purtroppo, sono state condizionate dall’emergenza Covid, che ha ‘piegato’ i Comuni. Ma, ad esempio, stiamo costruendo una caserma dei vigili del fuoco, struttura che garantirà a mio avviso anche un importante ritorno dal punto di vista turistico: il lavoro si crea fornendo e creando servizi e con una strategia di sviluppo studiata e condivisa”. 

Balestra: “Per quanto riguarda il lavoro, il mio successo più grande è stato certamente portare Piaggio a Villanova: non facile farlo né affrontare la crisi che ha subito l’azienda e ne approfitto per ringraziare anche i colleghi qui presenti per il supporto. Io vorrei che la Piaggio andasse avanti per merito dello sviluppo e non per cassa integrazione. Abbiamo tanti giovani che vanno a lavorare all’estero, mentre aziende come Piaggio potrebbero aiutare a evitarlo. Sul turismo, invece, abbiamo puntato tutto sulla bellezza del nostro paese, ma non possiamo ‘vendere’ il singolo comune: dobbiamo coalizzarci e ‘vendere’ un prodotto unitario e prendere atto che una regia sovracomunale ci debba aiutare a fare questo”. 

LA PRESENZA DEI ‘BIG’ DI PARTITO E L’APPELLO AL VOTO

Sasso Del Verme, pungolato dal direttore di IVG.it Andrea Chiovelli, ha garantito che “non esiste alcuna faida interna alla Lega (in particolare tra lui e Stefano Mai), partito che ha messo in campo alla Regionali veri e propri ‘cavalli di razza’, uniti nella convinzione di correre per un ideale comune, senza personalismi, e con la voglia di far emergere il Carroccio il più possibile”. Sull’appello al voto, poi, Sasso ha puntato sulla “coerenza dimostrata dalla lunghissima militanza (ben 30 anni) sempre tra le file della Lega e ha garantito la ferrea volontà, forte della sua esperienza amministrativa, di portare concretezza in Regione, in primis puntando a limitare la burocrazia (vedi modello ponte di Genova) che impedisce di fare tante, troppe cose”.

Anche Arboscello e Niero sono stati pungolati sulla loro possibile, difficile coesistenza (forse solo uno dei due riuscirà davvero ad “entrare” in Regione), ma entrambi hanno rispedito subito la polemica al mittente: “Lotte interne al nostro partito non esistono e non esisteranno mai. Le battaglie sono e devono essere esterne”. Concordi anche sulla risposta ad un’altra domanda “scomoda” ovvero l’assenza, rispetto agli avversari, di big del partito che si siano recati sul territorio per dare loro supporto: “Ben vengano quando presenti, ma non servono i big. Siamo amministratori dei territori conosciuti e stimati, il cui unico obiettivo è confrontarsi direttamente con i cittadini dei territori stessi. Ciò che conta è la nostra presenza costante, sempre e ovunque, tra la gente”.

Per quanto riguarda l’appello al voto, Niero si è definito “amministratore serio e affidabile, che si è misurato per 5 anni con temi importanti come acqua, rifiuti, trasporto locale anche in Provincia”. Arboscello, invece, ha deciso di puntare su “una visione politica seria, concreta e trasparente, che sa dialogare sia con i colleghi che con gli avversari, senza distinzioni, per un fine più grande e importante”.

A Bozzano è stato fatto notare come la Lega stia prendendo sempre più piede, suscitando forse dubbi sulla conseguente leadership di Toti: “Non credo proprio, – la replica. – Stando ai sondaggi ‘Cambiamo’ risulta molto in alto anche perché il presidente ha convogliato su di sé tutto il voto di opinione, una mossa intelligente che sicuramente gioverà alla nostra lista”. Sull’appello al voto, invece, secondo Bozzano “i voti non sono ‘castagne secche’, ma espressione del pensiero della gente, che deve valutare i politici in una sana competizione. Politici che non devono solo convincere con le promesse, ma anche con quello che hanno fatto. Io sono per la logica del fare e credo che la lista a cui partecipo possa ben rappresentare il mio pensiero”. In conclusione, “una nota di merito alle associazioni, uniche vere congiunzioni con i cittadini al centro dell’azione amministrativa”. 

Infine, Balestra, che ha deciso di puntare sulla “competenza dimostrata, visibile e tangibile. Sono certo che risponderò ai miei cittadini, ai miei elettori e ai miei territori. Non ho nessun capo che distribuisce ordini dall’alto. Ho la libertà di essere e di fare: andrò a portarla in Regione se i cittadini mi premieranno”.

I SONDAGGI ‘LIVE’ DI IVG.IT

La proposta dei confronti online ha permesso a IVG.it di potenziare anche l’interazione con i lettori. Per questo motivo, nel corso della diretta, abbiamo sperimentato una nuova formula, che ha previsto, in questo caso, 3 sondaggi. 

Il primo: “Giusto o no che un sindaco abbandoni il suo ruolo e il suo Comune per andare in Regione?”. Ha vinto il “NO”, con il 59% dei voti, contro il restante 41%.

Il secondo: “Come giudichi l’operato dell’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale?”. “Mediocre” secondo l’80% dei votanti; “Sufficiente” per il restante 20%.

Il terzo: “Hai già deciso chi voterai alle elezioni Regionali 2020?”. “Sì” il 77% dei votanti; “Non ancora” il restante 23%.

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