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Regionali, Brunetto (Lega): “In pochi credevano in me, grazie a chi mi ha scelto. Ora mi metto a disposizione”

"È solo l’inizio di un percorso: non mi sento arrivato e ho energie da spendere e voglia di fare, che porterò in Regione"

Loano. Un “neofita della politica”, così si è definito, ma “con le idee ben chiare” e con un bagaglio di oltre 3mila voti ottenuti alle elezioni Regionali 2020 si candida, indirettamente ad un ruolo di spicco nella giunta regionale “pronto a portare la sua esperienza (di medico) dove serve”.

Brunello Brunetto Regionali

Si parla di Brunello Brunetto, primario del San Paolo che, seppur esordiente in politica, con 3.733 voti personali ha sbaragliato la concorrenza dell’assessore uscente Mai (leggi qui) e del segretario provinciale Sasso del Verme. Di seguito, l’intervista realizzata dalla redazione di IVG.it.

“Per ora mi sento ancora ‘il dottor Brunetto’, ma il risultato è arrivato ed è stato sostanzioso, – ha esordito. – Potrò anche passare per arrogante, ma non è un risultato inaspettato anche se, certamente, le proporzioni sono state interessanti. Come si suol dire in quesati casi, sono davvero felice di essere riuscito a trasmettere a tutti coloro che mi hanno dato il loro consenso quello che sono io. Il Brunetto che si è sempre impegnato nella sanità, senza fare promesse, se non quella del proprio impegno”. 

“La mia candidatura è arrivata nel momento in cui i vertici della Lega, dal senatore Ripamonti a Bruzzone, dal segretario regionale Rixi all’onorevole Foscolo, mi hanno proposto di far parte della squadra per la corsa alle Regionali. Ho accettato con entusiasmo e li ringrazio per la fiducia che hanno riposto in me. Sono certo di aver fatto fare loro una buona figura. Le scelte devono sempre rispondere alle aspettative nel modo adeguato e sono felice sia andata così. Per quanto mi riguarda è solo l’inizio di un percorso: non mi sento arrivato e, a 64 anni, ho energie da spendere e voglia di fare e le porterò in consiglio regionale”, ha aggiunto.

Un risultato importantissimo, quello ottenuto, in particolare nella “sua” Loano e, a maggior ragione, contando che Brunetto non ha mai preso parte prima ad elezioni comunali né provinciali: “Su Loano è stata davvero una bella soddisfazione. Sono loanese, c’era un derby in atto (con Vaccarezza) e sono contento che la Città abbia espresso  due consiglieri regionali. Aver lasciato ‘indietro’ anche colleghi della Lega, significa che la mia professionalità e ruolo sono stati ritenuti idonei alla carica di consigliere regionale da una parte maggiore di elettorato rispetto a loro. Una bella soddisfazione”, ha proseguito.

E nella Lega, Brunetto vuole fare la sua parte: “Quando si fa una scelta, la si deve fare consapevoli di tutto ciò che la scelta comporterà: è chiaro che esistono logiche di partito alle quali si dovrà far fronte, ma credo anche che esistano logiche individuali e discussioni che si possono portare in un dialogo con chi gestisce il partito”. 

Quindi, uno dei temi più delicati, ovvero il ruolo che sarà assunto in Regione. E la mente non può non andare al possibile ruolo di assessore regionale alla Sanità: “Tutta la mia campagna elettorale, che è stata breve perché ho sempre continuato a lavorare, tranne l’ultima settimana, è stata improntata proprio sulle mie competenze in sanità, – ha spiegato Brunetto. – Ma non mi candido apertamente a nessun ruolo: ne discuteremo e sono a disposizione per portare la mia esperienza dove serve. È, però, evidente che oltre 3mila voti un peso specifico ce l’hanno e su questo faremo dei ragionamenti”, ha affermato, senza chiudere, di fatto, nessuna porta.

Infine, un commento sull’iter avviato da Regione Liguria per portare ad un connubio tra pubblico e privato negli ospedali savonesi di Albenga e Cairo Montenotte: “Il boccino non è in mano nostra, ma alla magistratura. Un iter è già stato avviato e intanto si deve capire cosa verrà deciso a livello di Consiglio di Stato sul ricorso. Dopo decideremo in base al risultato. Tutti i cittadini, me compreso, hanno bisogno della miglior sanità possibile. Poi chi la erogherà non dipende da noi: l’importante è che lo faccia dando qualità. Molti cittadini, comunque, si rivolgono tranquillamente ad ospedali lombardi privati-convenzionati e bisogna chiarire a tutti che, dal punto di vista degli oneri dovuti al cittadino, il pubblico-privato è assolutamente pari al pubblico. Il ticket si paga nella stessa misura”, ha concluso Brunetto. 

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