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Psr, rio Fasceo e Carendetta. Mai ribatte: “Fondi disponibili, ma il progetto di Albenga non era pronto”

Anche il consigliere comunale Gerolamo Calleri attacca le negligenze del Comune ingauno

Albenga. “Vorrei ricordare al candidato del Partito Democratico, Massimo Niero, che il PSR è stato scritto dal suo partito. 1000 pagine e 50 sottomisure. Ognuna corrispondente a un bando diverso. Un marasma confusionario e mal pensato. Vorrei anche ricordare che quando mi sono insediato, nel luglio 2015, era ancora fermo a Bruxelles, quindi è partito con due anni di ritardo sempre per disattenzione dei suoi colleghi di partito”.

Così l’assessore regionale e candidato alle prossime elezioni Stefano Mai (Lega) ribatte sui fondi PSR.

“Nonostante tutto questo e le mille difficoltà, siamo riusciti a non perdere nemmeno un euro, raggiungendo tutti gli obiettivi e impegnando le risorse anzitempo, mentre c’era qualcuno che gufava e sperava che perdessimo dei soldi”.

“È certamente un PSR da riscrivere, che sicuramente deve dare maggiori risposte al territorio. Per questo motivo ho già concordato con le associazioni di categoria, 9 tavoli di lavoro per modificare le misure per il 2021 e porre le basi per la riscrittura del PSR che partirà nel 2023”.

“Mi sembra che a parlare sia qualcuno che non conosce la materia e i fatti. È necessario, infatti, ricordare che siamo anche stati penalizzati da Agea su indicazione dei Governi di sinistra, e questo è emerso chiaramente nei confronti con la Commissione Europea, in quanto non ci venivano assegnate le applicazioni per l’apertura dei bandi e le istruttorie delle domande. Ma nonostante tutto, siamo riusciti a riposizionarci sopra la media delle altre Regioni nella gestione dei fondi”.

“Nella politica agricola regionale il PSR deve essere uno strumento e non il fine. Quindi l’obiettivo per come l’ho sempre interpretato io, non è quello di permettere alle aziende di accedere contributi, ma è quello di sviluppare le imprese anche con l’aiuto di questi contributi. Per questo motivo mi sono concentrato sulle filiere, sulla ricerca, sulla trasformazione e sull’attivazione di nuovi canali commerciali. Non sono esattamente favorevole all’aggregazione delle imprese e ritengo che tutte quante debbano avere la stessa dignità, sia le piccole, che le grandi”.

“E quindi chi non ha la possibilità di svilupparsi ulteriormente debba essere ugualmente aiutato. Sono però assolutamente favorevole, e ne ho dato già ampia dimostrazione, al lavoro di squadra. Vorrei che non dovessimo essere costretti a cedere alle richieste dei commercianti e per questo motivo ho anche progetti per stimolare il consumatore a cercare i nostri prodotti: i prodotti liguri”.

E l’assessore e candidato ribatte per le rime anche al sindaco di Albenga Riccardo Tomatis: “Dispiace proprio, amaramente, che il sindaco di Albenga, Tomatis, disconosca il lavoro che ho fatto per la messa in sicurezza dei rii Carendetta e Fasceo, però comprendo la sua posizione infastidita. Tanto è vero che non voleva neppure far sapere alla cittadinanza che il progetto era finanziato dal PSR, visto che non aveva posizionato il cartello di cantiere. Finanziamento al 100% che comprende anche le spese tecniche. E vorrei ricordare, ove il sindaco non lo sapesse, che il PSR non è formato solamente da fondi europei, ma anche da fondi regionali, e per l’esattezza da 54 milioni”.

“Apprezzo molto il lavoro degli uffici, sia comunali, sia regionali, che si sono dedicati a questo progetto ma credo che le indicazioni politiche da parte dell’amministrazione di Albenga, non siano state esattamente puntuali. Purtroppo ho visto molto disinteresse. Poteva partecipare a un bando per ottenere 4 milioni invece ha presentato un progetto da poco più di 2 milioni. Evidentemente la messa in sicurezza dei rii non è una priorità per l’amministrazione”

“Per quanto tempo Tomatis ci ha detto che il progetto era pronto quando invece non era esattamente così? Inoltre, i sopralluoghi sul territorio li ho fatti sempre, e non solamente in occasione di campagne elettorali, ed il territorio lo conosco meglio di lui”.

“Per quanto riguarda le calamità, voglio ricordare al sindaco, qualora non lo sapesse, che in caso emergenziale si possono effettuare degli interventi di somma urgenza che vengono poi risarciti attraverso fondi del dipartimento di Protezione Civile, fondi che passano dalla Regione. Avrebbe potuto rifare l’argine almeno tre volte con questa modalità. Quindi è evidente che ha perso diverse opportunità. Per questo motivo, come Regione ci siamo sostituiti al Comune per fare l’intervento direttamente. L’intervento sarà prima sulla sponda versante Bastia, poi verrà effettuato un secondo intervento sulla sponda opposta e un nuovo intervento sulla sponda zona Abissinia”.

“Mi spiace che il sopralluogo che ho fatto ieri sul cantiere del Carenda abbia fatto alterare il sindaco, ma le cose bisogna dirle come stanno. È necessaria la correttezza”.

A supporto di Mai anche le parole del consigliere comunale di Albenga Gerolamo Calleri: “Finalmente grazie all’assessore Mai e ai finanziamenti del PSR, la zona compresa tra i rii Carendetta e Fasceo questo autunno probabilmente non avrà i danni patiti durante le piogge degli scorsi anni. Voglio ricordare per quelli meno avvezzi che la quota che concorre a comporre il PSR, riguardante la Comunità Europea si attesta al 43%”.

“Nel bando del PSR della regione Liguria, dello scorso anno la misura riguardante proprio la sistemazione di rii e canali, e dove la quota del finanziamento erogato al comune di Albenga, da parte dell’Assessorato all’Agricoltura della nostra regione è del 100% a fondo perso, i fondi disponibili erano di 3 milioni e 900.000 euro. Purtroppo, come già evidenziato più volte, certamente non per colpa degli uffici preposti, il Comune di Albenga non è stato in grado di presentare progetti per Lotti funzionali, tali da poter concorrere a realizzare una parte più importante dell’intero progetto di messa in sicurezza dei due canali. Infatti il progetto presentato allora arrivava a due milioni e mezzo”.

“Tanti sono i lavori di canalizzazione e messa in sicurezza di cui il nostro territorio necessita, ma ciò non ci preserva dal mantenere puliti gli alvei dei canali in oggi esistenti, che versano in condizioni pari a quelli che può essere una giungla amazzonica con erbacce e arbusti che crescono al loro interno così come le cunette a bordo strada e che quindi non favoriscono certamente il regolare deflusso delle acque. Tante sono le segnalazione molto preoccupate da chi vicino a questi canali vive e lavora, per cui vorremmo dare una sveglia al comune di Albenga, essendo inutile poi correre a visionare i danni nelle aziende danneggiate e magari dire che poteva andare peggio”.

“Forse conviene cominciare a uscire da Piazza San Michele e dai locali del centro storico e girare per le nostre campagne e guardare com’è la situazione e cominciarsi a preoccupare, perché chi governa è giusto che conosca il proprio territorio, in che stato si trova e di cosa ha bisogno. Quando dalla parte della minoranza, segnaliamo dei problemi, bisognerebbe cominciare a ragionare da veri amministratori invece di dire che non capiamo niente, che siamo inopportuni e che non sappiamo le cose. Andate a vedere, girate per le campagne e guardate in quale stato si trovano le più importanti via di deflusso delle acque di Albenga e forse comincerete a rendervi conto della gravità della situazione”.

“Per quanto riguarda l’argine di Bastia, abbiamo perso più volte i contributi destinati alle somme urgenze, dove si sarebbe dovuti intervenire, come comune, per poi rivalersi sulla regione. Ritengo che la polemica sia utile se costruttiva e se resa nell esclusivo interesse della cittadinanza” conclude.

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