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Prima Categoria, la maggior parte delle società chiedono il rinvio: “Posticipare l’inizio del campionato”

Solamente ieri sono state ufficializzate le partite in programma domenica

Savona. Fino al tardo pomeriggio di ieri non era ancora noto se il girone A del campionato ligure di Prima Categoria avrebbe preso il via nel fine settimana. Non si conoscevano nemmeno la formula del torneo e la composizione dei gironi.

Il Comitato regionale della Lnd ha ufficializzato ieri, dopo una lunga attesa, la suddivisione in due raggruppamenti delle diciotto squadre ammesse. Ha inoltre reso noti gli incontri della prima giornata, programmata già per domenica. Un preavviso, quindi, di soli quattro giorni e poco più.

Una fretta che non appare motivata, dato che il girone A, a differenza degli altri tre gruppi liguri, con questa formula prevede una disputa di 27 giornate (18 della prima fase più 9 della seconda), contro le 30 dei gironi B, C e D che domenica disputeranno la prima giornata.

I calendari completi dei due gironi saranno redatti e diffusi domani. Inoltre, è ormai ufficiale l’obbligo di disputare la prima giornata dei campionati dilettantistici a porte chiuse. Iniziando dopo il 7 ottobre, invece, se le restrizioni non verranno prorogate, sarà possibile aprire al pubblico.

Una serie di circostanze che, secondo la maggior parte delle diciotto società, rischia di creare problematiche. Pertanto, i sodalizi contrari a questo inizio con scarso preavviso hanno richiesto il rinvio della prima giornata del campionato di almeno una settimana.

Alcune delle motivazioni riportate sono il poco preavviso per la corretta preparazione tecnica e lo scarso preavviso per l’organizzazione di un’eventuale trasferta, in particolar modo per i calciatori che fanno i turni e garantiscono presenza grazie ad accordi con colleghi per coprire il turno di lavoro

Riguardo al fatto che non sia ancora stata permesse l’apertura degli impianti sportivi, l’eventuale partenza con impianti sportivi chiusi porterebbe ad un mancato guadagno societario e visto il poco preavviso sarebbe difficile prevedere eventuali azioni di sicurezza in caso di assembramento di tifosi all’esterno dell’impianto. Ed alcune società sottolineano come non abbiano ancora potuto emettere abbonamenti, non sapendo quante partite sarebbero state disputate internamente, non potendo così quantificare il valore delle tessere.

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