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Per il Vado Fc il primo stop arriva dal Piemonte foto

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Dopo la notizia del rinvio al 2021 della Coppa Italia, il Vado targato Sonetti, continua il cammino di avvicinamento all’inizio del campionato, procedendo il proprio percorso fatto duro lavoro, di amichevoli e allenamenti congiunti.

Dopo tre vittorie in successione (Borzoli, Sestrese e Pietra Ligure) i rossoblù di LucaTarabotto sono tornati oggi pomeriggio in campo allo stadio Chittolina questa volta per affrontare una blasonata di Serie D: il Chieri del presidentissimo Gardellini. Il fischio di inizio dato dal sig. Oliva (ore 15.00) ha messo di fronte due squadre che contano di riscattarsi entrambe dal rendimento non adeguato alle aspettative della scorsa stagione.

Nel primo tempo, mister Luca Tarabotto ha schierato la seguente formazione: Luppi, Gurini, Alberto, Gulli, Gallotti, Tissone, Boiga, Taddei, Valenti, Sampietro, Corsini.

L’ambiente dei padroni di casa galvanizzato dal ripescaggio in categoria credo esca ridimensionato dall’incontro che, fatta la tara del caldo ben oltre i limiti (34°) e dalle ancora approssimative condizioni di forma, ha messo in luce una evidente disparità in termini di costruzione di gioco e di capacità realizzativa.

Buona comunque la prima parte con una sostanziale supremazia dei sabaudi interrotta sporadicamente da qualche accenno di ripartenza di marca vadese. Ben altra musica nella seconda frazione quando Ravasi (capocannoniere del girone A nel 2020) è salito in cattedra con una doppietta interrotta solo dalla bella azione flash del dimezzamento di risultato, che porta la firma del rientrante D’Antoni (un buon esordio il suo). Il trottolino Alan Rossi ha poi finalizzato in scivolata una penetrazione in area depositando la palla del 3 a 1 finale alle spalle di Luppi.

C’è tempo per correre ai ripari ma da un primo bilancio ci pare, della serie critiche costruttive, che il modulo prescelto (un propositivo 4-2-3-1) crei problemi nel mezzo (mancava Taddei, dallo scacchiere, il che non è poco) e che soprattutto Valenti necessiti di appoggiarsi su di una punta più strutturata e non di essere responsabile primo dell’intero reparto di attacco. Manca poi un terzino destro di spessore a giudicare da che parte siano venuti gol e pericoli.

Ora occorrerà resettare e trovare le soluzioni giuste. La realtà dice che al momento il primo rodaggio con una pari grado ha rappresentato un ostacolo, se non severo, quanto meno difficile da superare.

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