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Paura quando scopriamo che la violenza più brutale colpisce anche Savona fotogallery video

L’episodio, nella “terra di nessuno” tra via Frugoni e via Pirandello, è iniziato alla stazione ferroviaria

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Savona. L’episodio di inaudita violenza accaduto il primo giugno nei pressi della stazione di Savona (leggi qui) fa suonare forte il campanello d’allarme. Quando fatti così gravi accadono lontano da noi (il paragone con il caso di Willy Monteiro non è affatto azzardato) ci indignamo, commentiamo con rabbia, sorpresa, dolore, ma in fondo pensiamo che certe cose “da noi” non potrebbero succedere.

E invece è successo, è successo a Savona, è successo in quell’area tra via Frugoni e via Pirandello, “terra di nessuno”, in cui ogni notte si consuma il rito dello spaccio e che, per la verità, è costantemente tenuta sotto pressione dalle forze dell’ordine.

È successo comunque alla stazione ferroviaria e avrebbe forse potuto riguardare ciascuno di noi.

Ripercorriamola, questa cronaca. Un giovane di 22 anni tenuto in ostaggio per quasi un’ora, trascinato per i capelli, colpito con calci alla testa quando era già svenuto.

Tra vittima e aggressori c’erano precedenti, ma attenti a considerare questo fatto come un’attenuante per la pericolosità sociale del branco, perché a volte basta uno sguardo per scatenare la violenza più brutale e gratuita.

Per fortuna (o meglio sarebbe dire per la professionalità degli investigatori, a cominciare a quelli della stazione carabinieri), i presunti responsabili sono in carcere. Sono tutti italiani, tra i 22 e i 33 anni. Tre abitano a Savona, uno a Finale e l’ultimo a Loano. La vittima era terrorizzata al punto da avere una comprensibile paura nel raccontare l’accaduto.

Cambia tutto, abbiamo detto, quando certe cose accadono vicino a noi: stavamo scrivendo quando il “mostro” è tra noi.

Dunque è giusto non abbassare la guardia, concentrare il lavoro delle forze dell’ordine dove davvero ce n’è bisogno in base al criterio sacrosanto delle priorità, usare la parola “sicurezza” consci di che cosa si stia parlando.

L’occasione è quella giusta per augurare buon lavoro ai tre ufficiali dei carabinieri che hanno preso servizio a Savona in questi giorni e che sono i più diretti collaboratori del comandante provinciale Federico Reginato. Sono Fabio Truddaiu (sostituisce Dario Ragusa) alla Compagnia, Paolo Belgi (ha preso il posto di Alessandro Ciuffolini al Reparto operativo) e Maurizio Blasa, che subentra ad Alberto Azara al Nucleo Investigativo.

Nomi familiari quelli di chi parte, come abbiamo visto a chi arriva il lavoro non manca.

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