IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

No alle antenne sui Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo: “Premiata la mobilitazione dei cittadini”

Dopo il No delle Belle Arti esultano comitati e associazioni

Finale Ligure. Comitati, associazioni, ambientalisti e gruppi di minoranza esultano per lo stop imposto dalla Soprintendenza Archeologica-Belle Arti e Paesaggio all’installazione di una una stazione radio per telecomunicazioni sul campanile del Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo. Il caso era emerso dopo una denuncia dei Verdi a seguito della determina dell’amministrazione comunale di Finale Ligure di concessone ai privati per il posizionamento di quattro antenne.

Il No ai macchinari di un ripetitore con alte frequenze elettromagnetiche era stato sollecitato a varie riprese, soprattutto dopo i lavori di restauro del complesso.

Tra le motivazioni l’incompatibilità questi impianti di radiofrequenza (non contemplati dall’attuale Piano Antenne Comunale) uniti alla possibilità di installare nuove apparecchiture più potenti necessarie agli aggiornamenti legati a nuove tecnologie.

“Non risultava chiaro quale sarebbe la tecnologia inizialmente utilizzata, ma nel contratto si fa espressamente riferimento a possibili futuri adeguamenti e trasformazioni tecnologiche. In breve tempo potremmo ritrovarci quindi non solo con un ripetitore proprio nel cuore del borgo, ma magari anche a essere in prima linea per sperimentare le frequenze inesplorate del 5G e vedere l’effetto che fa. Riteniamo importante ribadire che il Comune non è in alcun modo obbligato a concedere le sue proprietà per installare le antenne e che resta totalmente libero di farlo anche dopo l’approvazione del Decreto semplificazioni. Salvo pochi casi particolari, concedere le proprietà comunali significa di fatto – in particolare con il 5G – favorire l’aumento dell’inquinamento elettromagnetico tramite la proliferazione di impianti in ogni luogo, non solo sui palazzi comunali ma su strutture quali i lampioni, di cui solo il Comune può disporre. L’utilizzo delle proprietà comunali non preclude poi la possibilità di ulteriori installazioni su proprietà privata, per cui potremmo finire con l’essere circondati da una foresta di antenne, e questo certo non è bene per la nostra salute” affermano Clara Lidia Settimo e Renata Vela per il Comitato Finale senza elettrosmog.

“Il tema è stato affrontato anche nella mozione presentata unitariamente da tre gruppi di minoranza e in attesa di votazione, che chiede di non concedere le proprietà comunali per installare impianti 5G. È stata inoltre depositata, e deve ancora essere discussa, una seconda mozione che contiene la richiesta ai Ministeri competenti di garanzie circa l’innocuità della tecnologia 5G, garanzie che al momento non sono a disposizione”.

“Desideriamo far notare che, data la particolare conformazione del luogo, circondato su tre lati da montagne, con case dai muri molto spessi e addossate le une alle altre, la migliore soluzione sarebbe quella di portare la fibra, già arrivata a Finalborgo, all’interno degli edifici dove eventualmente si desideri potenziare il segnale. Per quanto riguarda le varie piazze e spazi aperti, la connettività appare del tutto sufficiente (e il livello di inquinamento elettromagnetico spesso già molto alto).
Pensare di risolvere i pochi residui problemi di connettività aggiungendo un ripetitore proprio in mezzo alle abitazioni, significa invece aumentare a dismisura l’esposizione ai campi elettromagnetici della popolazione, sottoponendola a rischi sanitari che assumono particolare criticità per i soggetti più vulnerabili come bambini, donne incinte, portatori di pacemaker ed elettrosensibili”.

“Una delle principali motivazioni addotte per la concessione del campanile è l’introito previsto per le casse comunali di 20.000 euro annui per un totale di 180.000 euro in nove anni. Vogliamo continuare a pensare che, prima di considerare i risvolti monetari, debbano essere attentamente valutate le responsabilità dal punto di vista sanitario nei confronti di residenti e turisti, le reali necessità e le migliori soluzioni” concludono.

Il gruppo finalese “Le Persone al Centro” usa l’ironia e il sarcasmo: “C’era bisogno della Soprintendenza per capire fosse una stupidaggine l’installazione di un’antenna nella cuspide di un campanile trecentesco?”.

“Apprendiamo con grande soddisfazione che le Belle Arti hanno dato parere negativo per quanto riguarda l’installazione di antenne per la telefonia mobile sul campanile dei chiostri di Santa Caterina a Finalborgo. Questo grande successo di civiltà si è realizzato grazie alla mobilitazione di cittadini associazioni e movimenti che non rappresentano partiti tradizionali” afferma il responsabile provinciale di “Grande Liguria” Roberto Paolino.

“Spiace davvero non aver sentito una voce in proposito da parte di chi dice di amare il territorio. Questa vittoria ci sprona ancora di più nel controllare affinché nuove tecnologie non siano invasive dannose alla salute dei cittadini. Se i cittadini si mobilitano sono una forza” conclude.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. postmeridian68
    Scritto da postmeridian68

    pienamente d’accordo sul posizionare l’antenna in un altro luogo e non sul campanile trecentesco. Ad ogni modo si continuano a diffondere un’infinità di false informazioni sulla tecnologia 5G anche a scapito della credibilità del sito IVG che le pubblica.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.