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Niero (Pd): “Una Liguria Sociale con un piano di riforma del settore”

Il candidato del Pd alle elezioni regionali lancia le sue proposte sulle politiche sociali

Ponente. Se sarò eletto in Regione sono pronto ad un piano di riforma su tutto il macro-settore del Sociale, parlo del volontariato, delle associazioni, del Terzo Settore, ma anche di cooperative e pubbliche assistenze: sono un grande patrimonio umano e di professionalità per la Liguria e tutto il savonese, che ha dato grande prova durante le fasi difficili dell’emergenza Covid.

Lo afferma Massimo Niero, candidato del Pd alle elezioni regionali in Liguria, che lancia le sue proposte sulle politiche sociali.

“Le pubbliche assistenze sono state a dir poco umiliate dall’amministrazione Toti, sono stati premiati i manager di Alisa e non i militi protagonisti di una assistenza sanitaria capillare e rischiosa: una vera vergogna che non dovrà mai più ripetersi”.

“E poi serve una azione di supporto alle cooperative sociali che operano a vario livello, in una rete di servizi socio-sanitari, socio-educativi e alla persona essenziali nel nostro territorio e di aiuto per tante famiglie e comunità locali” aggiunge il candidato Dem.

“Incentivare il volontariato, specie tra i giovani e nell’ambito del servizio civile, sostenere anche economicamente i contesti associativi di riferimento dei singoli territori deve essere un obiettivo della prossima amministrazione regionale”.

E ancora: “Anziché dislocare risorse ad enti o simili sul piano burocratico e delle poltrone, i fondi a disposizioni dovranno essere indirizzati nel macro-settore del Sociale, anche per la formazione e occasioni di lavoro stabile”.

“L’ultimo Piano Integrato nel Sociale risale al 2013, da allora nessun cambiamento o riforma: ebbene è arrivato il momento di adeguare, anche a livello normativo, questo settore così importante per il territorio ligure e savonese. Un lavoro da fare coinvolgendo in prima persona tutti i soggetti, le realtà e gli operatori sociali”.

“In questi anni poco si è fatto nel contrasto alla povertà e per l’inclusione sociale, per la tutela dei minori, delle persone con fragilità sociale e diversamente abili, e nelle complessive politiche per la non autosufficienza”.

“Quindi perché riformare questo settore? Perché in questo modo, e con una gestione differente delle risorse (tagliate dall’amministrazione Toti e dal centrodestra), possiamo operare concretamente per ridurre in maniera considerevole le diseguaglianze, aiutare i deboli e creare una Liguria all’insegna di una vera Giustizia Sociale” conclude Niero

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