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Nasce la filiera dell’arachide italiana in sinergia con la Noberasco di Carcare

La presentazione ieri in provincia di Bologna

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Carcare. Si è tenuta ieri a San Lazzaro di Savena (Bologna), presso la sede di SIS, Società Italiana Sementi, società del gruppo agroindustriale B.F. Spa, unica azienda del settore sementiero a capitale 100% italiano, la conferenza stampa per la rinascita della filiera dell’arachide italiana.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, l’Assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi, l’Amministratore Delegato di BF SpA e di SIS, Federico Vecchioni, il Presidente di SIS, Mauro Tonello, l’Amministratore Delegato della Noberasco di Carcare, Mattia Noberasco e il responsabile dell’area economica di Coldiretti Gianluca Lelli.

La domanda di arachidi sul mercato italiano è oggi quasi interamente coperta da prodotto straniero, importato generalmente da Israele, Egitto e Stati Uniti d’America. Una filiera dell’arachide nazionale presenta dunque un enorme potenziale di sviluppo e vedrà nei prossimi anni tutto il comparto impegnato a riattivare tutti gli aspetti agricoli e industriali necessari a rispondere ad una richiesta dei consumatori che si preannuncia di grande valore e che potrebbe portare alla coltivazione di oltre trentamila ettari sul territorio.

“Il primo raccolto di arachidi 100% tricolori dal seme allo scaffale dimostra la grande capacità di innovazione dell’agroalimentare Made in Italy e risponde alla domanda di quell’82% di italiani che cercano sugli scaffali prodotti nazionali per sostenere l’economia e l’occupazione del Paese” ha dichiarato Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti nel ricordare che “il consumo di frutta secca da parte degli italiani è raddoppiato negli ultimi dieci anni raggiungendo i tre chili a testa. Questa iniziativa di filiera va dunque nella giusta direzione e rappresenta un modello da seguire anche per altri settori”.

Più piccola, più scura e un con gusto particolare e tutto da scoprire rispetto alle tipologie convenzionali, il seme dell’arachide italiana viene depositato in campo nel mese di aprile e raccolta verso la metà/fine di settembre; necessita di terreni torbosi, di temperature elevate e di molte ore di luce, tutte caratteristiche che si sposano perfettamente con il clima italiano. Proprio per queste caratteristiche la regione che ha visto maggiormente svilupparsi questa coltivazione è stata l’Emilia-Romagna e in particolar modo la zona del Ferrarese.

“Oggi la protagonista assoluta è l’agricoltura italiana di qualità che, con questo progetto, si riappropria di una filiera ad alto valore aggiunto come quella dell’arachide, persa nel tempo perché ritenuta non conveniente, lasciando così spazio a prodotti di materia prima non certificata. Oggi siamo orgogliosi di annunciare la nascita della filiera dell’arachide italiana che ritorna sul mercato dopo quasi 50 anni – ha dichiarato Mauro Tonello, Presidente di SIS che ha proseguito – far rinascere una filiera significa far ripartire un insieme di competenze, know-how, investimenti in ambito agricolo, industriale e di ricerca applicata fondamentale in un contesto di ripresa economica”.

La rinascita della filiera dell’arachide italiana apporterà importanti benefici anche dal punto di vista della sostenibilità e della salubrità di questo prodotto. Infatti, essendo coltivato su terreni italiani, i cosiddetti food miles – ovvero i km percorsi dal prodotto dal luogo di produzione al luogo di consumo – saranno quasi azzerati portando vantaggi importanti alla qualità del prodotto, al tempo e all’efficacia dell’essicazione, che in molti casi avverrà in impianti “in campo”. L’arachide 100% italiana ha inoltre un elevato contenuto di proteine e questo la rende particolarmente adatta anche per chi fa sport e segue una alimentazione mirata.

L’essiccazione – procedura fondamentale per la qualità del prodotto – è uno degli aspetti che saranno approfonditi e probabilmente posti al centro di future sperimentazioni, ora che è ripartita la filiera di produzione, trasformazione e distribuzione. Il recupero di questo prodotto coincide infatti anche con il recupero di un know-how, di una ricerca e di un segmento occupazionale di grande rilievo.

“Ancora una volta a rendere possibile un progetto importante come questo è stata la capacità degli operatori della filiera agro-industriale di creare alleanze. Sono loro i protagonisti del futuro dell’agricoltura italiana, le alleanze costituite da tutti quegli soggetti – come il Gruppo BF Spa, SIS, Noberasco – che sono in grado di unire le forze per raggiungere un obiettivo comune – il benessere del consumatore – sovvertendo quel paradigma che vedeva l’agricoltura, l’industria, la trasformazione e la distribuzione in ruoli sbilanciati, contrapposti ed antitetici.” Ha dichiarato Federico Vecchioni, Amministratore Delegato di BF Spa e di SIS.

La sinergia con Noberasco permette la creazione di un accordo di filiera in grado di garantire ai produttori un impegno all’acquisto.

“Quello che presentiamo oggi non è solo il lancio di un prodotto decisamente rivoluzionario per l’agrifood come l’arachide italiana – ha spiegato l’Amministratore Delegato Mattia Noberasco, che rappresenta la quarta generazione imprenditoriale della famiglia – ma un progetto che unisce innovazione, qualità, trasparenza e forte impegno ad investire sul territorio. Vogliamo creare una linea di prodotti made in Italy e grazie a questi accordi di filiera perseguiamo il nostro impegno di educare a stili alimentari salutari il consumatore, che sempre di più vuole essere ed è, parte integrante di scelte consapevoli che partono dalla terra fino ad arrivare alla spesa, quindi alla tavola”.

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