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Motociclista savonese di 22 anni in rianimazione per un’auto pirata: “Aiutateci a trovare il colpevole”

L'incidente è avvenuto il 13 settembre alle 15.30 nell'entroterra di Deiva Marina

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Savona. “Chiedo al conducente dell’auto che ha mandato mio figlio di 22 anni in rianimazione per tre giorni di mettersi una mano sulla coscienza. E a chiunque abbia visto qualcosa di contattarmi”. E’ questo l’appello che arriva da Katja, la mamma del giovane Daniele che il 13 settembre è rimasto vittima di un grave incidente stradale nell’entroterra di Deiva Marina, nello spezzino.

Daniele era appena rientrato da una breve vacanza di tre giorni in Toscana e stava viaggiando in sella alla propria moto. Giunto al Passo del Bracco, intorno alle 15.30 il giovane è stato urtato da un’auto che si è poi allontanata senza prestare soccorso. Una donna che passava nello stesso punto lo ha visto ed ha subito allertato i sanitari ed i vigili del fuoco, che lo hanno trasferito in elicottero al San Martino di Genova.

“Mio figlio – spiga mamma Katja – è rimasto tre giorni in rianimazione. Pur avendo subito gravi conseguenze (specie per la sua età) si è ripreso in maniera notevole. Per questo non posso che ringraziare la signora che ha aiutato mio figlio subito dopo l’incidente, i sanitari ed i vigili del fuoco e lo staff del San Martino”.

Ben diverso, invece, il sentimento nei confronti del conducente dell’auto che lo ha urtato e poi si è allontanata senza prestare soccorso, così come previsto dalla legge: “Quando si è svegliato, senza che gli chiedessi nulla mio figlio mi ha detto: ‘Mamma, quanto andava forte ‘sto qua’. Io gli ho chiesto se non fosse lui ad andare forte in moto. Daniele ha ribadito come fosse l’altro conducente a correre e mi ha raccontato la dinamica dell’incidente. Secondo le forze dell’ordine che sono intervenute, sull’asfalto non c’era nessun segno di frenata e nessun segno di scontro, tranne quello della moto contro una roccia. Per questo secondo loro mio figlio è caduto da solo. Al momento non abbiamo ancora fatto denuncia perché sinceramente siamo appena rientrati a casa e stiamo valutando come comportarci con lucidità”.

Ma Katja crede alla versione di suo figlio e perciò lancia l’appello: “Mi chiedo con che coraggio una persona possa allontanarsi lasciando un ragazzo di 22 anni steso sull’asfalto in pieno pomeriggio, in mezzo alla campagna, e allontanarsi con questa immagine nello specchietto retrovisore. Per questo, chiedo a chiunque possa aver visto qualcosa di contattarci. So che sarà difficile, ma la speranza è l’ultima a morire”.

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