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“Ma quando comincia la scuola?” Albenga parte il 24, le famiglie di tutta la provincia nel caos

La saggia decisione del sindaco Tomatis insinua il dubbio che altre città possano seguire il suo esempio

Savona. La decisione del sindaco di Albenga di posticipare l’inizio delle scuole al 24 settembre (leggi qui), decisione più che ragionevole, ha gettato nel caos studenti e famiglie. Essendo come detto decisione saggia, molti si chiedono se altri Comuni, a cominciare da quello di Savona, non intendano seguirne l’esempio. La risposta per ora è no, ma se accadesse IVG informerebbe tempestivamente i suoi lettori.

In effetti sembra assurdo allestire le aule, smontarle per insediare i seggi e poi tornare alla disposizione dei banchi per le lezioni, con tutta l’opera di bonifica anti Covid che tutto ciò comporta.

Il presidente Toti ha risposto a chi l’ha criticato sostenendo che non vuol far perdere altro tempo agli studenti, ma pochi giorni in meno non avrebbero secondo noi cambiato lo stato dell’arte. L’uomo (Toti) è scaltro – accezione non negativa, sia ben chiaro – e qualche vantaggio elettorale deve averlo intravisto. Noi non sappiamo perché ma lui sì.

Sempre scorrendo le notizie di IVG scopriamo che Sonia Viale (leggi qui) ha promesso un opuscolo per le famiglie, affinché sappiano come comportarsi nel caso si abbiano sospetti che uno studente possa essere positivo (o addirittura lo sia), mentre Tpl, l’azienda dei bus, ha chiesto di essere coadiuvata dalla protezione civile nella difficile gestione del trasporto pubblico (leggi qui).

Poi ci sono i ben noti problemi relativi agli spazi, alla mancanza di docenti e al fatto che debbano sottoporsi ai test anti Covid, all’incredibile vicenda dei banchi con le ruote e via discorrendo. 

Dobbiamo però ammettere che pensavamo che la situazione fosse molto, molto peggiore, e che a questo punto del conto alla rovescia in vista di lunedì 14 settembre qualcuno avrebbe gettato la spugna, soprattutto tra i dirigenti scolastici. “Com’è possibile ripartire con tutta questa confusione e spesso in assenza di precise linee guida? Chi si prende la responsabilità? Le scuole se le apra la ministra Azzolina”. 

Qualcosa del genere pensavamo, e invece i presidi, dimostrando professionalità e amore per il proprio lavoro, non hanno gettato la spugna, o almeno ci stanno provando. 

Succederanno altre cose in questi giorni, in queste ore. Poco fa il premier Conte ha fatto ancora una volta il punto della situazione, confermando tra l’altro l’inizio delle lezioni per il 14 (leggi qui). 

La partita è ancora tutta da giocare, con l’augurio che questo nostro povero Paese, comunque così ricco di persone perbene, riesca a farcela davvero.

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