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La giornata elettorale: M5S e Salvatore sull’elisoccorso, per Chiappori “Toti allo sbando”, Sanna a Cairo

Ecco gli interventi di oggi in vista del voto

Savona. Di seguito i comunicati stampa di oggi, martedì 8 settembre 2020, relativi alle prossime elezioni regionali in Liguria.

ELISOCCORSO, MOVIMENTO 5 STELLE: “BASTA PRIVATIZZARE. L’ELISOCCORSO DEVE RIMANERE PUBBLICO”

“Non ci stancheremo mai di ripeterlo: basta privatizzazioni. La Sanità ligure si sta avviando sulla pericolosa strada della Lombardia, con il pubblico che lentamente ma inesorabilmente si trova costretta a cedere il passo all’ingordigia del privato e di chi lo sostiene. Una visione miope che ha già presentato un conto salato: la privatizzazione del Servizio Pubblico ha infatti divorato settori strategici che non possono e non devono creare profitto a spese della comunità. Ed è esattamente quello che sta succedendo con l’elisoccorso, servizio storicamente svolto in Liguria dai Vigili del Fuoco, in grado di garantire interventi efficienti e altamente professionali in sinergia con il personale sanitario. Servizio che da sempre fa gola ai privati e che la Giunta a trazione leghista è infine riuscita a servire su un piatto d’argento all’ennesima compagine privata”, dichiarano i pentastellati liguri a margine della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Genova, al CAP di via Albertazzi di fronte alla Caserma dei VVF.

“Oggi – commentano i consiglieri comunali e regionali M5S – ci ritroviamo un servizio VVF garantito a giorni alterni, mentre il soccorso deve essere garantito 365 giorni all’anno. I privati si sono oramai insediati anche nella nostra regione e una delle sette sorelle che gestiscono l’elisoccorso a livello nazionale sarà l’attore principale del servizio a pagamento. L’USB ha fatto una scelta di responsabilità denunciando alla Procura di Genova e alla Corte dei Conti un percorso che presenta molti dubbi e molti punti negativi di ricaduta sui costi benefici”.

La conferenza è stato un momento di confronto con la cittadinanza per permettere la comprensione del perché la fine del “Drago rosso” è oramai scritta e quali sono le vere motivazioni politiche che hanno segnato la fine della storia di chi è stato il promotore dell’elisoccorso nel nostro paese.

GIACOMO CHIAPPORI (GRANDE LIGURIA): “TOTI ALLO SBANDO”

Lo Stato e la Regione non sono attrezzati per garantire l’apertura delle scuole in sicurezza. 

Sentite cosa ha testualmente dichiarato il Presidente (ancora per poco) della Regione Liguria su un tema che vede al centro la salute dei nostro ragazzi: “Al momento non abbiamo deciso niente – risponde Toti alla domanda specifica -. Se la domanda è cosa decideremmo oggi, si va avanti come programma, se la domanda è dopodomani, risponderò dopodomani”.

Il modello Toti è vivere alla giornata, senza programmare nulla: andiamo alla giornata, chi vivrà vedrà, speriamo in Dio, qualche santo provvederà. Un Presidente senza idee è totalmente inadatto e va rimosso.

DANILO BRUNO (EUROPA VERDE LIGURIA): “LE LISTE LAUDATO SII?'”

In questi giorni il Presidente pro tempore della Regione Liguria: Giovanni Toti ha deciso che alla domenica si può andare a messa liberamente mantenendo il distanziamento di un metro e con la mascherina.

Sostanzialmente non ha cambiato nulla ma cosa non si fa per l’ennesima notizia pubblicata sui giornali in una campagna elettorale dove la destra è ovunque e invade ogni minimo spazio di propaganda,finendo pure censurata dal garante come è capitato al Comune di Savona con la ennesima presentazione del progetto di privatizzazione con fondi pubblici di villa Zanelli?

Nel contempo vorremmo altresì segnalare che non basta adottare la mozione del Friday for future in consiglio regionale con i consueti squilli di tromba e apparire una volta dal balcone di piazza Defferrari mentre ragazzi e ragazze manifestavano in piazza per la lotta al cambiamento climatico se non si fanno seguire politiche coerenti e basate sul principio di legalità.

Qui sta proprio la differenza con la lista di Europa verde, Demos e Centro democratico,che nasce sicuramente dai principi ispiratori della Laudato Sì e dalla necessità di provvedere alla cura della casa comune, richiamando tutte le persone alla propria responsabilità individuale e collettiva.

Noi infatti crediamo che ormai alla base della politica vi debba essere la cura della casa comune ,che noi riceviamo in eredità dai nostri figli e dalle nostre figlie e che ci richiama all’assunzione delle nostre responsabilità,che secondo il pensiero di Mazzini e Langer non sono delegabili ad alcuna persona ma anzi proprio da quel dovere nasce il diritto di ognuna e ognuno di ricevere ciò che la legge stabilisce che ci spetti.

Qui vogliamo richiamare il principio di legalità poiche’ noi non crediamo ad alcun “metodo Genova”. Infatti sosteniamo che  è ora di smetterla con le continue deroghe al codice degli appalti e alle direttive comunitarie.

In Italia esistono sacche di illegalità estremamente pesanti con situazioni di infiltrazioni di criminalità organizzata: come si fa a continuare a sostenere il principio delle deroghe quando una eventuale modifica delle norme, se necessario in alcuni limitati casi, e soprattutto una applicazione coerente permetterebbe di giungere in tempi rapidi alla conclusione dei lavori,chiamaando le imprese anche alle loro responsabilità e a provvedere ad idonee garanzie cauzionali?

Perche’ non si riflette una volta sul ruolo dell’Italia e della Liguria nel Mediterraneo,magari leggendo l’esortazione apostolica Querida Amazonia, dove si chiarisce che non esiste lotta al cambiamento climatico senza una adeguata giustizia sociale e che profughe e profughi non vengono in vacanza in Europa ma fuggono spesso dalla guerra,dalla fame indotta dalla gravità della situazione climatica e da gravi ingerenze occidentali.

Il titolo vuole richiamare il senso della nostra alleanza per chiarire che non bastano due spot televisivi o l’ennesima ordinanza totiana per cambiare scenari,che investono la coscienza di ognuna e ognuno di noi se vogliamo ancora essere una comunità coesa e ospitale.

QUELLI DELLA REBAGLIATI-IL ROSSO NON è IL NERO: DIBATTITO PUBBLICO SUL REFERENDUM

Sabato 12 settembre, alle 16,30, presso l’SMS Fornaci (Serenella), si svolgerà il dibattito pubblico “Referendum: un NO con ragione e sentimento” promosso da “Quelli della Rebagliati – Il rosso non è il nero”.

Iniziativa per proporre il “NO” nel referendum del 20 – 21 settembre in difesa della Costituzione e contro il taglio della democrazia.

“Il rosso non è il nero”: Dilvo Vannoni, Franca Ferrando, Bruno Marengo, Sergio Acquilino, Sergio Tortarolo, Maria Teresa Carbone, Maria Rita Zanella, Dario Zucchelli, Antonio Vallarino, Franco Astengo.

GIANNI PASTORINO (LINEA CONDIVISA): “SERVIZI SOCIALI, LIGURIA INADEMPIENTE SUL NUOVO PIANO”

Da oggi in Liguria dovrebbe essere attivo un piano straordinario per i servizi sociali, a partire dall’introduzione dei LivEAS – livelli essenziali di assistenza. Ma pare che, per adesso, la regione non abbia fatto quanto previsto dalla legge. Infatti, con l’approvazione dell’emendamento 89.1 al Decreto Rilancio, risalente allo scorso 3 luglio, le regioni avevano 60 giorni di tempo per approntare un piano per garantire l’accesso e la continuità dei servizi socio-assistenziali anche in caso di emergenza.

“Stiamo parlando di un diritto riconosciuto dalla Costituzione. Ci saremmo aspettati uno strumento programmatico ed economico. Sembra però che i vertici della Regione stiano ignorando sia la richiesta del Governo sia, soprattutto, le necessità delle persone fragili, lasciate sole durante il lockdown e che non rientrano nei programmi della giunta Toti. Siamo al nulla di fatto – denuncia il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino, vicepresidente della commissione sanità. – Non solo: la norma che nel 2000 istituiva i LivEAS mirava a garantire un livello di uguale godimento dei diritti sociali in tutto il territorio nazionale, demandando alle Regioni la definizione delle modalità di organizzazione dei servizi e la possibilità di prevedere livelli ulteriori di assistenza. Quindi la Regione avrebbe anche questo compito, oltre a quello di dover approntare il piano per emergenza. Eppure anche in questo caso registriamo inadempienze. In sintesi: mentre molte regioni italiane lavorano da tempo per potenziare la rete dei servizi sociali, la Liguria si muove al contrario: il centrodestra utilizza qualsiasi pretesto per abbassare i contributi per i servizi residenziali o semiresidenziali, abbandonando a loro stessi gli enti locali che si trovano a gestire una domanda sociale sempre più pressante”.

“Risultato: come in sanità, molti servizi sociali non sono più garantiti per mancanza di fondi. Ma anche per l’assenza di un Piano Regionale capace di assicurare i LivEAS. Questi livelli essenziali garantirebbero un sistema di prestazioni e servizi sociali idonei a garantire un diritto costituzionalmente riconosciuto ai più deboli e ai disabili – sottolinea Pastorino. – Durante il lockdown troppe persone sono state lasciate indietro, in un silenzio che lascia sgomenti: gli ultimi dovrebbero essere essere il primo pensiero di chi governa nelle emergenze. E invece molti servizi assistenziali sono stati sospesi: centri per disabili o per malati cronici, centri d’ascolto o antiviolenza, comunità educative. Famiglie intere messe in ginocchio perché private di servizi essenziali, oltreché garantiti dalla legge Turco”.

GIANNI PASTORINO (LINEA CONDIVISA): “ENTROTERRA, TRASPORTI ANCORA IN TILT”

Entroterra, con la ripresa di settembre altre giornate di passione per i trasporti. “Frutto della politica di Toti e Berrino, che da un lato annunciano “più carrozze” ma dall’altro commissionano un monitoraggio sul rispetto del contratto di servizio da parte di Trenitalia. Però, invece di guardare a parametri come la puntualità o la pulizia dei treni, si concentrano su quanti passeggeri salgano e scendano nelle stazioni, soprattutto quelle minori – denuncia il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino. – Probabilmente l’obiettivo è giustificare un ulteriore taglio alle fermate, appigliandosi al fatto che si tratta di stazioni poco frequentate. Il fatto è che quelle stazioni sono poco frequentate perché il servizio è già al lumicino, quindi i potenziali passeggeri sono costretti a utilizzare altri mezzi, per la maggior parte privati”.

“Due considerazioni, molto semplici: primo, si chiede sempre di usare meno le auto, ma poi non ci sono treni; secondo, per Toti ‘unire costa ed entroterra’ resta soltanto uno slogan, smentito sistematicamente dai fatti – commenta Pastorino. – La realtà è che alla fine di agosto non sono stati reintrodotti il 100% dei treni operativi nel periodo pre-covid, i tempi di percorrenza si allungano, i costi per le casse pubbliche e per l’utenza sono ingiustificati dalla qualità del servizio”.

“Tutto questo ha conseguenze pratiche e oggettive, soprattutto per gli studenti, per i lavoratori e per le persone che abbisognano di cure presso gli ospedali cittadini. Pensiamo ad esempio a lavoratori come gli infermieri, impegnati in servizi di pubblica utilità e sottoposti a turni: 8 ore di lavoro e magari 5 di viaggio, fra andata e ritorno. Inaccettabile –sottolinea Pastorino -. Fra i più penalizzati, gli abitanti della Valle Stura: dopo un’estate praticamente senza treni, adesso scoprono che dall’11 settembre mancheranno all’appello 4 treni giornalieri, rispetto a un’offerta già scarna e a un orario purtroppo cadenzato solo sulla carta. Risultato: un’altra decurtazione pesantissima che si tradurrà in ulteriore traffico autostradale e stradale. Magari con un casello fuori uso, come in questi giorni a Masone, o la ex SS456 chiusa per allerta meteo”.

RODOLFO SANNA (M5S) INCONTRA I CITTADINI DELLA VAL BORMIDA: APPUNTAMENTO A CAIRO MONTENOTTE

Questa sera, martedì 8 settembre, a partire dalle 20.30, il candidato del Movimento 5 Stelle per le prossime Regionali 2020 Rodolfo Sanna sarà a Cairo Montenotte, nei pressi dell’enoteca “A Cantinetta” in piazza della Vittoria, per “ascoltare chiunque abbia voglia di far due chiacchiere con me per conoscermi e, perché no, parlarmi delle proprie istanze e delle proprie aspettative per il futuro della Val Bormida e della Liguria”.

ALICE SALVATORE (ILBUONSENSO): “L’ELISOCCORSO RIMANGA PUBBLICO. BENE L’ESPOSTO DEI VIGILI DEL FUOCO”

ilBuonsenso ha presenziato alla conferenza stampa organizzata dai Vigili del Fuoco in merito all’esposto da loro presentato contro la privatizzazione del servizio di elisoccorso.

Appoggiamo pienamente la loro iniziativa, che riteniamo sacrosanta. Deve esserci una risposta il più celere possibile. Noi sappiamo che l’elisoccorso pubblico costa alla Regione Liguria circa 2 milioni di euro. Con una privatizzazione si può arrivare a costare fino a cinque volte tanto. Una cosa indegna e inaccettabile.

Questo esposto ha grande valore perché può mettere la parola fine a un processo gravissimo e inspiegabile.

Oltretutto c’è da dire che con l’atto di privatizzazione viene inficiata la professionalità dei Vigili del Fuoco, perché con il servizio pubblico vi è una possibilità di interfaccia tra il vigile del fuoco dell’elisoccorso che opera in cielo e quello di terra che opera sul territorio così come successo in passato con il crollo del Ponte Morandi.

E questo noi non lo possiamo dimenticare.

Così come è previsto dall’elisoccorso pubblico una sinergia di tante professionalità, sia sanitarie che di soccorso.

Questo è un patrimonio pubblico che non possiamo né perdere né disperdere. È un servizio primario e come tutti i servizi primari deve rimanere interamente pubblici.

ilBuonsenso conferma la sua massima adesione a questa battaglia. È un momento nel quale dobbiamo essere tutti uniti e dispiace notare il menefreghismo di altre forze politiche, specialmente quelle di maggioranza.

L’elisoccorso deve rimanere pubblico. Con ilBuonsenso al governo della regione rimarrebbe tutto pubblico.

ILARIA PIETROPAOLO, CANDIDATA CONSIGLIO REGIONALE LIGURIA PD-ART.1

Dopo una giornata passata insieme all’onorevole Fiano sui luoghi dove nacque e riposa Sandro Pertini scrivo queste parole che fatico a trovare.  Mi chiedo che senso abbia impegnarsi a livello sociale e politico quando qualcuno continua a chiamarli ragazzi. Quando vari esponenti i partiti di destra non hanno speso neanche una parola in merito. Cominciamo a smettere di dire che sono ragazzi. Non sono ragazzi. Sono uomini, cresciuti con il culto della forza e della violenza. Chi è ritenuto diverso, per colore della pelle, per orientamento sessuale o politico deve essere annientato. E’ lì che stiamo perdendo, non dicendo chiaro che sono i figli di una cultura già sconfitta ma pericolosamente ancora circolante.

La politica dell’odio verso i diversi, la garanzia di impunità,  l’assenza delle famiglie, la scuola ridotta ad un serbatoio vuoto di cultura, la barbarie mediatica , ognuno di noi ha responsabilità in questo periodo storico.

Ciao Willy

L’Italia bella non ti dimenticherà

Ilaria Pietropaolo

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