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Il Protocollo Figc sotto la lente di ingrandimento

Lo speciale del Ct Vaniglia

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Durante l’ultimo Consiglio Federale Figc è stato confermata l’apertura al pubblico come aveva già previsto il DPCM del 7 agosto. Dal 1 settembre 2020 sarà quindi possibile tornare allo stadio, anche se in modalità molto ridotta e con alcune precauzioni.

Ora che tornano i tifosi vediamo quali saranno tutte le regole da rispettare. Da questo punto di vista il protocollo dice esattamente così:
(lettera e) “a decorrere dal 1° settembre 2020 è consentita la partecipazione del pubblico a singoli eventi sportivi di minore entità, che non superino il numero massimo di 1000 spettatori per gli stadi all’aperto e di 200 spettatori per impianti sportivi al chiuso”.
Stando così le cose si prevede che sarà una stagione lunga e travagliata sotto ogni profilo, ma pensare che si sarebbe potuto tornare alla normalità semplicemente schioccando le dita era impossibile. Sul piede di guerra sono quei presidenti che hanno ripetuto: «prima ci hanno fatto iscrivere e poi ci hanno presentato un protocollo che costerà lacrime e sangue».

Il nuovo protocollo effettivamente viene osteggiato per via della sua complessità. In alcuni passaggi viene rispettata appieno la necessità di ripartire con una nuova visita medica, per fare un esempio e ciò mette al riparo, seppur in minima parte, le responsabilità delle società.
Vi sono poi alcuni passaggi dove si ritiene sia necessario che i comitati regionali debbano richiedere una interpretazione autentica o, in alternativa, una nota ufficiale che allenti un po’ le maglie. Si pensi ad esempio quando si prevede che la società debba tenere, per almeno 14 giorni, un registro di tutte le persone che accedono alle tribune e quindi degli spettatori. Pensando ai tornei a rapido svolgimento diventa un lavoro immane (anche nell’attività ufficiale naturalmente, ma i tornei sono di difficile gestione) e ci chiediamo come sia possibile farlo senza spendere tanti denari.Mettere in atto quanto previsto dal Protocollo Figc costerà già di per sé parecchi quattrini, questo va detto subito, ecco perché continuiamo a ripetere che alla fine i rimborsi dati sono una miseria e all’orizzonte non si intravedono ulteriori aiuti concreti. Ma quali sono i passaggi chiave?
Il Protocollo si rivolge a:
• le Società Sportive affiliate alla FIGC che svolgono attività di base (promozionale, ludica, didattica) ed agonistica a livello dilettantistico, giovanile, paralimpico e sperimentale, e che gestiscono e utilizzano impianti e strutture sportive;
• gli Operatori Sportivi (atleti, allenatori, istruttori, arbitri, dirigenti, medici e altri collaboratori);
• i Gestori degli impianti sportivi sedi di gare e allenamenti;
• i Gestori dei Centri di allenamento federale e sede di raduni di squadre nazionali e rappresentative;
• i genitori o tutori legali degli atleti minori e gli accompagnatori di atleti disabili

In linea generale
1) Autocertificazione (come per la popolazione generale);
2) Certificato d’idoneità medico-sportiva agonistica/non agonistica (obbligatorio e specifico dei tesserati);
3) Rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie di prevenzione da parte delle Società Sportive, adeguatamente informate/formate e sottoposte a controlli da parte della FIGC/LND/SGS;
4) Attività di informazione/formazione nell’ambito delle Società Sportive ad opera di educatori sportivi, dirigenti, tecnici, medici e genitori nei confronti degli atleti, al fine di migliorarne costantemente i livelli di coscienza dei rischi connessi alla trasmissione delle malattie infettive e in particolare della SARS-CoV-2. Grande attenzione sarà data alla corretta attuazione delle norme di prevenzione primaria/secondaria anche fuori dal “campo di gioco”, a difesa, salvaguardia e valorizzazione del bene primario, rappresentato dalla loro attività sportiva.

Per le società
• Dovranno individuare un referente che avrà la responsabilità di individuare le criticità all’interno dell’impianto e sarà la persona di riferimento nel caso dovessero nascere delle problematiche
• Dovranno organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce, che necessitano comunque di specifico controllo, pulizia e frequente igienizzazione o sanificazione. In ogni caso, l’utilizzo potrà essere consentito soltanto in locali ben areati e mantenendo il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, contingentando gli accessi e limitando il tempo di permanenza allo stretto necessario. Potrà essere concesso ai soli operatori sportivi l’uso dei servizi igienici che dovranno essere ben puliti e igienizzati dopo ogni utilizzo. In detti locali, i lavabi debbono essere dotati di “dispenser” e di sapone liquido, salviette asciugamano monouso da gettarsi in appositi contenitori con coperchio azionabile a pedalina.
• La Società dovrà disporre di almeno un termometro a infrarossi per la rilevazione a distanza della temperatura corporea (la misura della temperatura corporea dovrà essere fatta a tutti coloro che accedono all’impianto, ad ogni accesso), e di sostanze igienizzanti quali detergenti, ipoclorito di sodio 0,1%, oppure con alcool etilico al 70-75% per la pulizia e la sanificazione di ambienti e strumenti utilizzati.
• Prima della ripresa delle attività dovranno essere fornite le necessarie informazioni atte a formare tutti gli Operatori Sportivi, possibilmente attraverso incontri di formazione in modalità online. I programmi formativi avranno come destinatari tutti i soggetti impegnati a qualsiasi titolo nella ripresa delle attività ivi inclusi gli atleti e le loro famiglie.
• Il numero massimo di persone ammesse allo stadio (oltre agli spettatori, se autorizzati) varia in considerazione delle caratteristiche degli impianti e delle competizioni che vi si disputano (campionati nazionali, regionali, provinciali, ecc.) e va tendenzialmente contenuto in non più di 140 unità, suddiviso tra le diverse attività. Il numero di persone autorizzate deve essere ridotto alle figure strettamente necessarie per rispettare i parametri di sicurezza e garantire i servizi connessi all’organizzazione.
• Categorie ammesse ed esempio numero massimo di persone
• Obbligo di consegnare la certificazione dell’avvenuta sanificazione di tutti i locali ad uso della stessa Squadra ospite al referente della squadra ospite.

Per gli atleti
A. Prima delle attività sportive
• Essere liberi dai sintomi per almeno 14 giorni prima di qualsiasi attività.
• Restare a casa se si è malati o non ci si sente bene.
• Lavare e/o disinfettare spesso le mani.
• Non toccare il viso, gli occhi o la bocca con mani sporche.
• Praticare regolarmente il distanziamento interpersonale
• Indossare una mascherina per ridurre l’esposizione alle particelle sospese nell’aria.
• Coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o il gomito se si tossisce o starnutisce.
• Portare con sé disinfettante per le mani e salviettine disinfettanti.
• Tenere un elenco delle persone con cui è stati in contatto stretto ogni giorno.

B. Durante le attività sportive
• Astenersi dal partecipare a qualsiasi attività se si manifestano sintomi COVID-19.
• Rispettare tutte le norme consentite approvate nell’impianto sportivo.
• Lavare e/o disinfettare spesso le mani.
• Non toccare il viso, gli occhi o la bocca con mani sporche.
• Astenersi dai contatti stretti con altri partecipanti (abbracci, strette di mano ecc.)
• Praticare il distanziamento interpersonale nelle fasi statiche (finiti gli allenamenti, prima e dopo le partite,
etc.).
• Indossare una mascherina mentre non si sta svolgendo attività fisica.
• Coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o il gomito se si tossisce o starnutisce.
• Portare con sé disinfettante per le mani e salviettine disinfettanti.
• Smaltire correttamente i bicchieri, le bottiglie o gli utensili personali utilizzati.

C. Dopo le attività sportive
• Lavare e/o disinfettare spesso le mani.
• Non toccare il viso, gli occhi o la bocca con mani sporche.
• Monitorare la propria salute e segnalare eventuali sintomi dopo ogni attività.
• Praticare il distanziamento se richiesto (luoghi chiusi).
• Coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o il gomito se si tossisce o starnutisce.
• Lavare/disinfettare l’attrezzatura e l’abbigliamento utilizzati durante l’attività.

Dalla parte dei giornalisti e foto operatori
Vi è una parte anche riservata al nostro lavoro, ai giornalisti e in genere agli operatori della comunicazione. Quando si parla di interviste si fa espressamente riferimento che queste dovrebbero essere fatte in campo. Onestamente ci pare un azzardo, da parte nostra valuteremo se non sia meglio raggiungere i tecnici via telefono per una analisi della partita e concedere l’accesso al campo solo ai fotografi. Per una stagione sportiva, siamo fiduciosi torneremo presto alla normalità, qualche sacrificio si rende necessario.

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