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I Magazine di IVG.it - Rosso Pistacchio

Il mio primo giorno di scuola, tra paure e messaggi d’amore sulle mascherine

"Rosso Pistacchio" è la rubrica al femminile di IVG: ogni martedì si parla di donne con Marzia Pistacchio

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OGGI PARLO IO.
Quante volte sono finita inconsapevolmente sulle pagine di questa rubrica?
Zoe, e la sua adolescenza, e la visione di una mamma un po’ strana che vi racconta sempre tutto di noi.
Credo volesse parlarvi anche di questo: del primo giorno di scuola. Non un primo giorno di scuola qualunque, ma IL primo giorno di scuola per eccellenza, e oggi, 14 settembre 2020, ho deciso che ve lo racconto io.

Dopo mesi e mesi di didattica a distanza, e di giornate passate davanti a quel benedetto (ma spesso maledetto, ma spesso altri aggettivi che non credo si possano scrivere su IVG) computer, il quale si bloccava ogni secondo congelando la faccia dei professori in espressioni comiche, e rendendo le loro parole confuse e inutili, finalmente (devo ancora decidere se finalmente o purtroppo, o un altro avverbio che non credo possa essere scritto su IVG) oggi abbiamo riappoggiato il sedere su quelle scomodissime sedie di legno, e abbiamo potuto stravaccarci di nuovo sui banchi.

I banchi. I famigerati banchi. E, prima che iniziate a fantasticare, ve lo dico subito: niente rotelle.
Un po’ ci speravamo, lo ammetto, ma niente rotelle. Niente gare di go kart e niente autoscontri. Ma nemmeno eravamo in ginocchio, eh, tranquilli. Ancora di latino non interrogano, quindi nessuno è dovuto cadere in ginocchio implorando pietà.

Quindi, dicevamo, sempre i soliti banchi, ma divisi tristemente l’uno dall’altro.
E questo è brutto. La distanza è proprio brutta, ragazzi. Perché a noi a scuola ci piace toccarci, pastrugnarci, passarci i bigliettini, e muoverci.
Ma muoversi non si può, a meno che tu non debba fare pipì, ma la pipì è cronometrata, annotata e certificata sul registro. Per fortuna, per il momento, ancora non è richiesta la prova materiale che tu l’abbia realmente fatta.

E la mascherina? Ormai è diventata una seconda pelle ma, per le persone goffe come la sottoscritta, e, ve lo giuro, spesso le adolescenti sono goffe, le difficoltà sono maggiori. E sta faccenda che le donne sono multitasking, secondo me, arriva dopo una certa età, perché a me la mascherina, con sto togli e metti continuo, prima o poi mi cade per terra. Per fortuna il mio super papà me ne ha inserite ben tre in una busta igienizzata e sterilizzata. Peccato che, dopo la terza ora, una è diventata un aeroplanino e la seconda un bigliettino d’amore.

Neppure arrivare a scuola è semplice ma, per una campionessa di goffaggine come me, niente è semplice, in realtà l’adolescenza è una merda se sei goffa, (Signor IVG, forse non si poteva dire, ma ormai l’ho detto) e se corri per tutta Savona per non arrivare in ritardo a scuola, poi ti ritrovi con la temperatura corporea a 37.2, e l’omino all’entrata che ti guarda sospettoso col termometro in mano, la mattinata non parte certo in discesa.

E così tra paure, ansie e incertezze il primo giorno è andato. Non lo so se abbiamo paura del nuovo mondo che ci aspetta, forse la avremmo avuta comunque la paura del futuro, solo che questo futuro è un pochino più incerto e misterioso.
Ma vorrei dirvi che non credo che smetteremo mai di muoverci, di toccarci, di baciarci e di scrivere d’amore sulle mascherine, perché, è vero, l’adolescenza è una merda, ma credo che molti di voi vorrebbero riaverla.

Goffamente,
ZOE

“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia Pistacchio, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Ogni martedì uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente. Clicca qui per leggere tutti gli articoli

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