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Il caos sui bus, Tpl impreparata: le colpe della sindaca Caprioglio

L’impietosa fotografia dei lettori di IVG sui mezzi affollati. Dipendenti in rivolta

Savona. In assenza di altre informazioni, rimbalza ancora l’implacabile fotografia del trasporto pubblico che ci è arrivata ieri dai lettori di IVG (leggi qui: grazie, continuate a farlo), che crediamo non possa essere cambiata di molto in un solo giorno. Il racconto di una situazione difficile, che difficile era già prima della riapertura delle scuole.

In sostanza: bus stracolmi, distanziamento difficile. Su un bus ci stanno una ventina di persone sedute, più alcuni in piedi. Per rimediare ci vorrebbero corse bis, ter, quater: poi il latino ci fa difetto e comunque non crediamo che Tpl, senza alcuna colpa, abbia i mezzi per migliorare in fretta la situazione, senza contare che far viaggiare la gente in quelle condizioni significa assumersi precise responsabilità.

Il problema è un altro: basterebbe che Sacone&Ferrari Barusso, presidente e direttore generale di Tpl Linea, lo ammettessero, perché nessuno da loro si aspetta miracoli.

Invece no. Da loro sono arrivate solo affermazioni in cui sostengono di ricorrere alla protezione civile, forse perché i marines erano occupati. Non era facile, siamo d’accordo: bastava dirlo.

Avremmo tutti accettato volentieri le scuse (“Scusate savonesi, di più non possiamo fare”), ma Sacone&Ferrari Barusso hanno scelto altre strade. Non è la prima volta che lo fanno. In altre circostanze, quando avevamo girato loro alcune obiezioni dei lettori di IVG, avevano replicato sostenendo che quello di Tpl era un servizio “di qualità”. Un termine che contrasta assai con quelli utilizzati ieri dai nostri lettori.

D’altronde la situazione sui bus Tpl era spesso insostenibile già prima della riapertura delle scuole. Lo avevamo denunciato, ma Sacone&Ferrari Barusso avevano replicato che venivano adottate tutte le misure per il distanziamento sociale.

Avevamo anche fatto presente l’impossibilità per i cittadini di conoscere l’orario in cui passano i bus: vedono appesi i cartelli, leggono gli orari e pensano che siano quelli giusti, almeno – cioè quasi dovunque – dove non ci sono i tabelloni elettronici.

Nei giorni scorsi hanno annunciato che alle fermate dei bus sarebbe stato installato un QR code (leggi qui) per gli orari in vigore dal 14 settembre. Inutile aggiungere che del QR code, comunque di difficile consultazione da parte di alcune categorie di cittadini, come gli anziani, non c’è traccia. Più onesto, in base al criterio già citato, sarebbe stato dire: “Scusate savonesi, non riusciamo a farvi sapere gli orari giusti, aggiustatevi: uscite di casa e aspettare che passi il vostro bus”.

Tra l’altro in questi giorni i sindacati chiedono con decisione interventi e impegni precisi con istanze che non possono essere trascurate (leggi qui).

Dobbiamo però affermare che la vera responsabile di tutto questo è un’altra persona: Ilaria Caprioglio, sindaca di Savona. È lei infatti ad aver imposto questa governance di Tpl Linea, una governance cosi diversa da lei. Caprioglio sempre a tono, sensibile e persino modesta, l’opposto di Sacone&Ferrari Barusso.

Li chiami sindaca, il numero di telefono ce l’ha.

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