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Pensiamoci
di Sandro Chiaramonti

I veri nomi delle piazze di Savona, ecco perché tutti conoscono “Ciassa du belin”

Si sente dire piazza delle palme, del teatro, del pesce, della campana, dell’ospedale e del Comune

Savona. Molti chiamano le piazze di Savona non con il loro nome, ma con quello del simbolo che vi si trova. Una tendenza accentuata dalla presenza di molti stranieri (Savona è ormai città multirazziale) per i quali è più facile orizzontarsi attraverso ciò che vedono piuttosto che con il vero nome della piazza. Ma anche altri, magari, pur pronunciando il nome giusto, non sanno la storia del personaggio cui il luogo è intitolato. Facciamolo allora un piccolo viaggio in queste piazze.

CIASSA DU BELIN (piazza Martiri della Libertà)

Si trova nell’Oltreletimbro, tra corso Ricci e la stazione. Al centro sorge il monumento alla Resistenza realizzato dallo scultore Agenore Fabbri e inaugurato il 20 aprile 1974. Con tutta evidenza il nome popolare della piazza prende spunto dalle parti anatomiche scoperte del personaggio scolpito da Fabbri. 

PIAZZA DELLE PALME (piazza Aurelio Saffi)

Le palme al centro della piazza, che ospita il Palazzo del governo e introduce al quartiere di Villapiana, nel sentire comune hanno largamente preso il sopravvento sulla figura del Risorgimento italiano cui è intitolata. I savonesi seguono con interesse e apprensione il destino controverso delle palme ospitate dai primi Anni 60 nell’ampia rotonda. 

PIAZZA DEL COMUNE (piazza Sisto IV)

Incontriamo appunto Sisto IV, Francesco Della Rovere, uno dei papi savonesi che in realtà – per la precisione – nacque a Celle Ligure. Commissionò la Cappella Sistina di Roma e a lui si deve anche la “nostra” Cappella Sistina, che è (o dovrebbe essere) uno dei richiami della città. “Ci vediamo in piazza del Comune” è la dizione di gran lunga preferita rispetto a piazza Sisto IV.

PIAZZA DELL’OSPEDALE (piazza Giulio II – anticamente Ciassa du Cillu)

Il nome in vulgo popolare prende spunto dalla sede storica dell’ospedale San Paolo, inaugurato il 14 ottobre 1857, oggi sostituito dal nuovo complesso residenziale appena terminato, ed è quindi destinato a cadere nel dimenticatoio con il passare degli anni. Papa Giulio della Rovere, celebre pontefice del Risorgimento, sempre per la precisione nacque ad Albisola Superiore. Giulio II, nipote di Sisto IV, è ricordato anche per aver fatto affrescare a Michelangelo la Cappella Sistina dopo una lunga opera di restauro.  Anticamente, dicevamo, era chiamata Ciassa du Cillu, perché così si chiamava il gestore della stazione di cavalli che si trovava sulla piazza. Non solo: i savonesi chiamavano “beciancilli”, in tono vagamente dispregiativo, gli abitanti della Valbormida che frequentavano la casa di tolleranza che si trovava anch’essa sulla piazza.

PIAZZA DEL PESCE (piazza Marconi)

È caratterizzata dalla scultura realizzata nel 1965 da Renata Cuneo (“lotta tra uomo e squalo”), monumento di pregevole fattura. Sono in corso importanti lavori per renderla nuovamente funzionale dopo anni di abbandono. Anche in questo caso l’imponenza e l’importanza del monumento, molto caro ai savonesi e soprattutto agli abitanti ed esercenti del circondario,  vince sul nome “ufficiale”, quello di Guglielmo Marconi, l’inventore della radio.

PIAZZA DELLA CAMPANA (piazza Mameli)

Solo questo capitolo della nostra narrazione meriterebbe libri interi. Più che pensare a Goffredo Mameli, autore delle parole del Canto degli Italiani (il nostro inno nazionale, appunto conosciuto come Inno di Mameli), il pensiero va subito al monumento posto al centro della piazza, lato ex Banca d’Italia), che fu inaugurato il 18 settembre del 1927. Ogni sera alle 18 si ripete un rito conosciuto e spesso imitato in tutto il Paese, come a Cairo Montenotte. La campana suona 21 rintocchi, quante sono le lettere dell’alfabeto, in ricordo dei caduti di tutte le guerre. La tradizione vuole che al primo rintocco, accompagnato dal fischio dei vigili urbani, tutti, pedoni e automobilisti, si fermino in raccoglimento. Una tradizione che resiste nonostante il ritmo frenetico della vita moderna e il fatto che molti non conoscano minimamente il perché di questo rito.

PIAZZA DEL TEATRO (piazza Armando Diaz)

Il nome ufficiale si deve al Capo di stato maggiore del regio esercito durante la Prima guerra mondiale, ma tutti la chiamano così ovviamente per la presenza del Teatro Chiabrera, omaggio della città a un suo illustre concittadino, il poeta Gabriello Chiabrera. Piazza del Teatro, piuttosto piazza Chiabrera, ma difficilmente sentirete chiamarla piazza Diaz.

ALTRO

Ci sono molti altri luoghi anche importanti chiamati con un nome diverso da quello ufficiale. Per brevità ne citeremo due: piazza del Popolo, più comunemente definita, soprattutto dai savonesi non più giovanissimi, piazza della stazione vecchia, e piazzale Eroe dei due mondi. In questo caso tutti dicono “ci vediamo da Garibaldi”, alludendo ovviamente al monumento equestre.

Se per caso vi siete appassionati alla storia dei papi savonesi, sappiate che manca all’appello Pio VII, Barnaba Chiaramonti, imprigionato per due anni da Napoleone nel Vescovado di Savona, che può definirsi “Città dei papi”, con evidenti ripercussioni sulla promozione turistica. Ma questa è un’altra storia.

(L’idea di questo servizio, anche se rivisitata, si deve anni or sono a Michele Costantini, collaboratore de La Stampa, che fece riflettete tanti savonesi sui “veri nomi” delle nostre piazze).

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