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Ex Savam di Altare, il Comitato si rivolge alle Autorità: “Stufi del degrado, servono interventi immediati” foto

"Impossibile che Città del Vetro non fosse a conoscenza delle variazione al piano regolatore"

Altare. Continua la polemica sulla riqualificazione delle ex vetrerie Savam. “Chiediamo alle autorità di intervenire affinché nell’immediatezza vengano eseguiti lavori di messa in sicurezza degli edifici e ripristino del decoro esteriore su tutto il perimetro, anche se temporaneo. I residenti si sentono ostaggio di una realtà di degrado che non sono più disposti a tollerare”. Lo  dichiara il Comitato per le aree ex Savam, formatosi spontaneamente tra cittadini altaresi negli scorsi mesi, che aggiunge: “Suggeriamo altresì che si ricorra alla espropriazione per pubblica attività di quelle porzioni che possono essere di interesse pubblico, ad esempio per la creazione di parcheggi, dei quali il centro paese è molto carente, e di un mercato coperto”.

Una richiesta quella del comitato altarese che arriva in risposta all’accusa lanciata da Città del Vetro, proprietaria della struttura. La lamentela riguardava i ritardi nel rilascio delle autorizzazioni di Comune e Regione che ha causato uno stato di precarietà finanziaria della società. “Dopo undici anni di attesa e dopo aver speso un importo complessivo di quasi 5,5 milioni di euro, ancora oggi manca la concessione edilizia e di finanziamenti pubblici, quando basterebbe un normale nulla-osta per l’avvio dei lavori” hanno dichiarato da Città del Vetro.

“Siamo riusciti ad avere una risposta dalle istituzioni, solo dopo esserci rivolti all’avvocato Roberto Damonte. La Regione ha espresso il parere non favorevole all’applicazione dell’art 110bis. Un rifiuto informale e un invito ad anticipare ulteriori 200-300 mila euro di opere, come fossero spiccioli, e senza certezze di avere un titolo coerente e complessivo” avevano sottolineato.

Di parere contrario è però il Comitato per le aree ex Savam: “In una lettera inviata a tutte le autorità, tra cui Prefetto, Sindaco, Presidente della Regione e Soprintendenza, Città del Vetro pone l’accento sul fatto che il cantiere è fermo da troppo tempo e si rifiuta di eseguire preliminarmente le opere di messa in sicurezza idraulica previste dallo strumento urbanistico, essendogli stata negata dai competenti uffici regionali la possibilità di avvalersi della deroga di cui all’art. 110 bis della L.R. 18/1999, per la quale avrebbe potuto eseguire le sistemazioni idrauliche del vicino rio contestualmente alle opere di riqualificazione. Ma la situazione sembrerebbe più complessa”

“Il piano regolatore comunale è stato variato per consentire il ripristino degli indici edificatori decaduti dopo gli eventi alluvionali del passato, ovvero a seguito dell’entrata in vigore di una normativa nazionale molto più stringente, che esige la priorità d’intervento per la messa in sicurezza idraulica prima del rilascio del permesso di costruire finalizzato al cambio di destinazione d’uso e riqualificazione del vecchio sito industriale. Tale variante risale al 2011 e per molti non è credibile che la proprietà non ne fosse al corrente, essendone stata la principale promotrice” evidenziano dal Comitato.

“Allo stato attuale sono state rilasciate tutte le autorizzazioni per l’intervento idraulico, che potrebbe iniziare subito a fronte di una spesa di circa 250.000 euro, posta a carico del soggetto privato. Una volta ultimato e collaudato tale intervento l’area verrebbe automaticamente svincolata e sarebbe possibile ottenere l’assenso al progetto. Ma per molti l’ambizioso progetto, il quale prevede anche un albergo, oltre a numerose abitazioni, è diventato commercialmente insostenibile e, pertanto, si sostiene che da tempo è venuto meno l’interesse della proprietà nel portarlo avanti secondo il progetto proposto” concludono.

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