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Dopo il voto regionale partirà la corsa per il sindaco di Savona: non parole ma impegni precisi

Non sarebbe più tollerabile dare la colpa a “quelli di prima” come ha fatto l’attuale giunta

Savona. Manca più o meno un anno alle elezioni comunali di Savona, senza contare che le prossime regionali avranno modo di influire su alleanze e candidature, ma qualche riflessione comincia a essere legittima. 

Come abbiamo già avuto modo di affermare, sarà una consultazione con scenari molto confusi, contaminazioni tra uno schieramento e l’altro, possibili outsider. 

Qualcuno si è già fatto avanti, in modo palese come Bruno Spagnoletti o offrendo la propria “disponibilità” (dizione in perfetto politichese) come Marco Russo per il centrosinistra o Andrea Melis dei 5Stelle ipotizzando un’alleanza del suo movimento con il Pd.  In questo schieramento, bruciata Monica Giuliano per il passaggio alla sponda opposta, si sussurrano altri nomi come i sindaci del vicinato Roberto Arboscello di Bergeggi e Gianluca Nasuti di Albissola Mare. 

Matteo Salvini in persona, a margine dell’inaugurazione del point di via Dei Mille, avrebbe detto senza mezzi termini ai suoi che il candidato del centrodestra deve essere un leghista, lasciando a tempi migliori (la ferita dell’uscita di Ardenti e dei suoi è comunque un problema) la scelta del candidato.

Ancora: Santi ha già fatto sapere di voler essere della partita, Ilaria Caprioglio, che non ha voluto correre alle regionali per mantenere l’impegno preso con i suoi concittadini, potrebbe riproporsi o lasciare la politica per dedicarsi alla famiglia e alle sue attività culturali. 

Tutto queste parole per arrivare al ragionamento che volevamo proporvi oggi e che è il seguente. Quali che siano gli schieramenti e i candidati, sarebbe opportuno che ci fossero impegni precisi e scritti. Non vorremmo che, com’è accaduto per la giunta in carica, qualcuno scoprisse poi che non ci sono soldi e non si può fare niente. 

Basta dare la colpa a “quelli di prima” o magari a quelli di prima di quelli di prima. Le cose da fare sono mille e in campagna elettorale ognuno punterà su ciò che ritiene più opportuno.

Da parte nostra ci permettiamo di segnalare due cose: una sistemazione alle società partecipate dal Comune per migliorare nettezza urbana e trasporto pubblico; una promozione della città che non tagli fuori, ma anzi valorizzi, le spiagge e la Darsena. 

C’è tempo perché ognuno dica come la pensa e soprattutto assuma impegni ben precisi. 

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