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Contrasto gioco d’azzardo, Melis (M5S): “Proposte concrete per arginare questa piaga”

Nel programma pentastellato "proposte concrete per arginare la piaga del gioco d'azzardo patologico"

Liguria. “Sulla spalle dei più deboli, grava una “tassa” micidiale. O meglio, un’autotassazione che ha radici ben note: è il gioco d’azzardo patologico (GAP), malattia generata anche dalla diffusione delle slot machine e delle videolottery (vlt), cui il centrodestra non ha mai voluto porre rimedio benché come M5S avessimo messo sul tavolo tutti gli strumenti utili per agire nell’interesse dei cittadini. Una “tassa” sulla speranza, che a medio-lungo termine corrode il tessuto sociale delle nostre città. Una vera e propria piaga cui, nonostante i gridi di allarme dal territorio, la Giunta regionale ha scelto di fare spallucce”, fa sapere il consigliere uscente e candidato alle Regionali 2020 Andrea Melis.

“Non solo è ferma dal 2016 la mia proposta di legge per la regolamentazione delle sale da gioco e la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico (GAP), ma addirittura nel dicembre del 2017 la Giunta decise di bocciare il nostro emendamento per inserire nel Piano Socio-Sanitario Regionale il contrasto al GAP, facendo l’ennesimo favore alle lobby del gioco in Liguria. Con quel voto contrario, la Regione lanciava un messaggio chiaro e pericoloso, difendendo chi lucra sul gioco e scaricando le vittime di una piaga ormai sempre più fuori controllo. Non pago, l’anno successivo, a pochi giorni dalla scadenza della proroga per l’entrata in vigore delle norme più restrittive, Toti varò una maxi sanatoria che ha di fatto rimandata potenzialmente in eterno la riduzione delle slot in Liguria”, ricorda Melis.

Che poi spiega: “La proposta di legge M5S, completa e articolata, potenziava la normativa esistente disapplicata però da Regione. Una normativa che se fosse stata messa in campo avrebbe già ridotto considerevolmente il numero di slot machine. Nella nostra proposta, mettevamo in campo azioni concrete, come ad esempio aiutare i locali che volevano dismettere le slot a farlo con una riduzione o esenzione dell’Irap. Avevamo anche auspicato l’avvio di accordi con i Comuni per ulteriori sgravi, in modo da ridurre la temporanea riduzione di incassi dovuti alle slot”.

Melis poi continua: “L’emendamento M5S del 2017 poi prevedeva, oltre a maggiori tutele per i soggetti vittime di GAP, anche il mantenimento delle opportune distanze delle slot e delle case da gioco dai luoghi di aggregazione sociale. Il successivo doppio provvedimento di Toti del 2018, non solo non ha risanato la piaga del GAP, ma l’ha anche aggravata sul piano sanitario, sociale ed economico, con particolare timore per i minori, come più volte sottolineato il Garante dell’Infanzia”.

“Il contrasto al gioco d’azzardo e il sostegno a chi soffre di GAP sono punti chiaramente enunciati nel nostro programma, diversamente da chi ha governato negli ultimi cinque anni e che passerà alla storia per aver scelto di ignorare il problema. Eppure sarebbe bastato applicare la legge regionale del 2012 sul distanziometro per abbattere circa l’80-90% di slot oggi in circolazione in Liguria, ben al di sopra della soglia di riduzione del 30% richiesta a livello nazionale”.

“Noi invece ribadiamo che occorre agire senza indugi facendo rispettare le norme sulle distanze; alzando sensibilmente l’asticella sulle fasce orarie di interruzione del gioco; mettendo in campo sgravi fiscali sull’Irap o forme premianti a favore degli esercenti no slot che, come M5S, avevamo proposto già a inizio legislatura per la regolamentazione delle sale da gioco e la prevenzione del GAP; e prevedendo sanzioni significative per chi viola la legge. Il GAP è un problema sociale e allo stesso tempo un assurdo sperpero di denaro, che dovrebbe andare nell’economia reale anziché dentro le macchinette”, conclude Melis.

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